Autore Redazione
giovedì
25 Giugno 2026
13:22
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Cronaca - Alessandria - Alto Piemonte - Provincia di Alessandria - Provincia di Pavia

Criminalità organizzata al Nord molto più pericolosa: chiesto di includere Procure del Nord in aree alta densità mafiosa

Criminalità organizzata al Nord molto più pericolosa: chiesto di includere Procure del Nord in aree alta densità mafiosa

ALESSANDRIA – Il consigliere laico Ernesto Carbone, Componente del Consiglio Superiore della Magistratura, ha depositato una richiesta di apertura pratica per sollecitare la correzione del testo della delibera della Quinta commissione dell’11 giugno scorso, e includere così fra le procure distrettuali operanti in aree caratterizzate da alta densità di criminalità organizzata di tipo mafioso anche quelle del Nord Italia. “Non includere le procure del Nord Italia fra quelle operanti in aree caratterizzate da alta densità di criminalità organizzata di tipo mafioso rappresenta un errore macroscopico e un totale travisamento della realtà oggettiva – scrive Ernesto Carbone – questo è inammissibile da parte dell’Organo di rilevanza costituzionale che rappresenta e governa la Magistratura. Con tale determinazione, infatti, viene trascurata e travisata l’evoluzione del fenomeno mafioso in Italia. La criminalità organizzata nelle regioni del Nord esiste e, per certi aspetti, è molto più pericolosa delle tradizionali forme di manifestazione tipiche del Mezzogiorno, in quanto subdola e insinuata nelle maglie del sistema economico-imprenditoriale che sorregge il nostro Paese”.

Come noto, proprio nelle aree economicamente più sviluppate, che ancora oggi sono situate al Nord, c’è maggior rischio di infiltrazioni criminali, laddove si concentrano capitali, infrastrutture, grandi opere pubbliche, servizi di ogni natura. La mafia è presente al Nord, come dimostrato da decenni di indagini e processi in Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Veneto, Liguria”, sottolinea. Nella richiesta Carbone cita “le reiterate minacce di morte subite dai magistrati Alessandra Cerreti e Rosario Ferracane, pubblici ministeri titolari del processo Hydra, nel quale sarebbe emersa un’alleanza tra esponenti di ‘ndrangheta, camorra e Cosa Nostra in Lombardia, dove la criminalità organizzata oltre che esistere, non è più silente”, il processo Minotauro in Piemonte (nato dall’omonima maxi-inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Torino), in Emilia Romagna, i processi Aemilia (con oltre 200 imputati per reati gravissimi come associazione mafiosa, estorsione, usura, riciclaggio e intestazione fittizia di beni, mostrando la presenza di infiltrazioni nell’economia legale dell’Emilia Romagna, specialmente nel settore dell’edilizia e degli appalti post-terremoto) e Grimilde (con oltre 80 indagati per reati di associazione mafiosa, frodi comunitarie, caporalato, truffe ai danni dello Stato, estorsioni). Meno di un anno fa, ricorda il consigliere laico, a Bologna è stato arrestato Antonio Messina, cassiere di Matteo Messina Denaro che in città era proprietario di svariati immobili. “È pacifico, quindi, che le organizzazioni mafiose operano stabilmente nel Nord Italia e che si insinuano, subdolamente, nell’ambito di attività (specialmente economiche) lecite: occorre approntare, senza ritardo, un rafforzamento, in primis a livello istituzionale, del contrasto al fenomeno. Il nostro Paese non può permettersi un passo indietro nella lotta alla criminalità organizzata”, conclude Carbone

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