Autore Redazione
domenica
5 Luglio 2026
18:35
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Cronaca - Alessandria

Alberi tagliati, parcheggi assolati e la necessità di cambiare prospettiva

Alberi tagliati, parcheggi assolati e la necessità di cambiare prospettiva

PROVINCIA DI ALESSANDRIA – Lo spunto lo ha lanciato Renzo Penna di Città Futura e sempre attento alla vita sociale e culturale di Alessandria. Nel quartiere Cristo ad Alessandria ha rilevato il taglio di diversi alberi nelle aiuole del piazzale Unes. Il tema non è l’opportunità dell’operazione, che si dà per necessaria e quindi scontata, quanto l’approccio che ne consegue, ha spiegato. Penna infatti da questo episodio ha suggerito un ragionamento complessivo che può essere un interessante spunto di riflessione. La piantumazione di nuovi alberi spetterebbe al Comune (su questo tra l’altro il consigliere del Movimento 5 stelle Francesco Gentiluomo ha presentato una interpellanza che chiede conto della situazione alberi e propone una collaborazione supermercato-Comune per la piantumazione di nuovi arbusti ndr), precisa, ma la prospettiva che suggerisce va oltre questa logica perché si chiede se non sia opportuno il coinvolgimento diretto dei privati, i supermercati in questo caso. Il ragionamento ovviamente attiene le aree adiacenti all’esercizio commerciale e non è banale. Ormai infatti è acclarato quanto le stesse auto parcheggiate contribuiscano concretamente a sviluppare una quantità di calore molto più alta rispetto a quella esercitata dal terreno. Parcheggi esposti al sole producono quindi isole di calore che complessivamente soffocano le città. Chiedere ai privati di tenere conto dei cambiamenti climatici e della necessità di rendere le città luoghi più accoglienti anche da questo punto di vista sta diventando urgente e forse inevitabile. Intanto

Il Comune di Alessandria sta forzando molto su quelle che vengono chiamate opere compensative, interventi o fondi per “rimborsare” l’impatto che nuovi impianti o strutture hanno sulla città e includere anche uno sguardo ecologico e di sostenibilità climatica responsabilizzando i privati è ragionevole. La necessità di una maggiore attenzione è palese come spiegato anche dall’Agenzia europea dell’ambiente, per la quale “il grado di presenza di aree verdi varia da quartiere a quartiere, con spazi verdi generalmente meno numerosi e di qualità inferiore nelle comunità a basso reddito”. Il verde d’altronde dà sempre più valore alle abitazioni circostanti ed è un fattore rilevante così come essere vicino a punti ben collegati, fattore assimilabile alla vicinanza alle stazioni delle metropolitane nelle grandi città. Che il verde sia centrale e ormai fattore di divario sociale lo ha certificato anche Nature Communications: il principio “3-30-300”, cioè vedere 3 alberi dalla propria finestra, vivere in una zona con almeno il 30% di copertura arborea e abitare a 300 metri da un’area verde accessibile riguarda solo il 10% delle persone residenti nelle città europee con il PIL pro capite più basso. Nelle città con il PIL pro capite più alto, invece, quella percentuale sale al 15-20%, con punte del 45%. Tornando ad Alessandria, secondo i dati Istat, nel 2023 c’erano 16,5 alberi ogni 100 abitanti. Una quantità che ha posto il capoluogo a metà classifica abbondante rispetto agli altri comuni capoluogo. Tagliare alberi quindi dovrebbe portare a contromisure immediate e non a una mera constatazione. Marco Morabito del CNR-IBE (Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) – Istituto per la BioEconomia (IBE)) ha spiegato che un aumento del 5% della copertura arborea comunale abbassa di oltre mezzo grado la temperatura media superficiale. Visti gli ultimi eccessi climatici ogni azione a questo punto è utile e pensare ad azioni concrete è necessario.

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