Cronaca - Casale Monferrato

Un ragazzo morì per assenza di donatori: quel giorno Eric decise di donare le staminali e oggi ha salvato uno sconosciuto

CASALE MONFERRATO – A 32 anni, tra il lavoro, il calcio e l’attesa della sua prima figlia, Eric Francia ha compiuto uno dei gesti più importanti che si possano fare: ha donato le proprie cellule staminali emopoietiche a una persona sconosciuta, offrendole una concreta possibilità di continuare a vivere.

La sua scelta nasce nel 2020, in piena pandemia, quando rimase profondamente colpito dalla storia di un ragazzo di 26 anni di Borgomanero, malato di leucemia, che non riuscì a trovare un donatore compatibile. Da quel momento decise di iscriversi al registro dei donatori di midollo osseo, senza immaginare che qualche anno dopo sarebbe arrivata la telefonata destinata a cambiare la sua vita e soprattutto quella di una persona sconosciuta.

Accanto al lavoro e al calcio, Eric sta vivendo anche un momento speciale sul piano personale: insieme alla compagna Federica Buzio aspetta una bambina, che nascerà ad agosto. In questa quotidianità fatta di allenamenti, impegni professionali e progetti di famiglia, ha trovato il tempo e la forza di compiere un gesto capace di offrire una concreta possibilità di salvezza a uno sconosciuto.

Nell’intervista, Eric racconta tutte le tappe del percorso: dall’emozione della chiamata ai controlli medici, fino al giorno della donazione. Parla dei timori iniziali, presto superati dalla consapevolezza di poter aiutare una persona che riponeva in lui la propria speranza, e spiega come oggi, nella maggior parte dei casi, la donazione avvenga attraverso aferesi, una procedura che non richiede intervento chirurgico né anestesia generale, rendendo il tutto più agevole di quanto si possa pensare.

Un racconto sincero e ricco di emozioni, che si conclude con un messaggio rivolto soprattutto ai giovani: informarsi, superare paure spesso legate a falsi miti e iscriversi al registro dei donatori. Perché la disponibilità di uno sconosciuto può fare la differenza e diventare l’unica possibilità di salvezza per chi sta affrontando una grave malattia.

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