Cronaca - Casale Monferrato - Provincia di Alessandria

Pannelli solari, l’avanzata continua: a Pontestura prende forma uno dei tre impianti autorizzati

PONTESTURA (AL) – Prosegue l’avanzata degli impianti fotovoltaici e agrivoltaici nell’Alessandrino. Mentre cresce il dibattito sul consumo di suolo agricolo e gli enti locali cercano strumenti per tutelare il territorio, nuovi progetti continuano a interessare diverse zone della provincia.

Ad Alessandria, negli ultimi giorni, si è registrata una levata di scudi contro l’iter di un progetto previsto a Cascina Maddalena, al quartiere Cristo. Ma il capoluogo non è certo l’unico territorio alle prese con la questione. A Pontestura, Comune che si estende nel Basso Monferrato su una superficie di poco meno di 19 chilometri quadrati, gli impianti autorizzati sono tre.

Nei giorni scorsi una lettrice di Radio Gold, Caterina, è passata davanti a uno degli impianti in costruzione lungo la Sp 590, all’altezza della frazione Castagnone. Vedere i pannelli prendere il posto di spazi verdi le ha lasciato un senso di profonda amarezza. Un sentimento che il sindaco di Pontestura, Matteo Benetazzo, comprende, anche se fermare questi progetti, una volta avviato l’iter, è tutt’altro che semplice.

Dopo una serie di interventi del Governo e della Regione, secondo il primo cittadino, “qualche passo avanti è stato fatto”, ma gli strumenti a disposizione dei sindaci per preservare campi e aree agricole restano limitati.

Alla base dei progetti, ha ricordato Benetazzo, ci sono innanzitutto accordi tra società e proprietari privati dei terreni. A Pontestura due degli iter hanno preso forma prima del suo insediamento, ha precisato il sindaco. Da quando, nel 2024, ha indossato la fascia tricolore, Benetazzo ha poi cercato di trovare “una convergenza”, anche con i diversi comitati impegnati contro l’espansione dei pannelli.

Il sindaco tiene a chiarire un punto che spesso genera incomprensioni: non è il Comune a rilasciare l’autorizzazione. La procedura è in capo alla Provincia di Alessandria e coinvolge diversi enti chiamati a esprimersi sulle norme vigenti. Al Comune viene richiesto un parere tecnico: “Che attiene al rispetto dei vincoli normativi”, sottolinea Benetazzo, e che quindi non equivale a dichiararsi favorevoli o contrari all’opera. Se un progetto rispetta le norme, la contrarietà dell’amministrazione comunale, da sola, non ha peso sulla decisione.

Ai sindaci rimane la possibilità di provare a sensibilizzare i proprietari dei terreni, ma questa strada si scontra con la realtà economica dell’agricoltura. Le società interessate alla produzione di energia bussano alle porte degli agricoltori con offerte che possono essere molto importanti. Di fronte a rese agricole sempre più ridotte, rinunciare a quelle somme può diventare una scelta difficile. “Vorrei poter convincere i privati, che magari possiedono quei terreni da generazioni, a rifiutare le offerte, ma come faccio?“, osserva il sindaco. Un Comune non può mettere sul tavolo una controfferta economica e per Benetazzo non sarebbe corretto pretendere che un agricoltore rinunci a un’opportunità senza considerare le difficoltà che il settore sta attraversando.

Il primo cittadino comprende e condivide “il rammarico nel vedere pannelli dove prima c’era il verde“, ma invita anche a distinguere le diverse situazioni. È il caso dell’area dell’ex fornace di Castagnone. “È vero che si vedeva il verde, ma quel terreno era inquinato”, ricorda. Un altro degli impianti, invece, sorgerà nell’area di una ex cava. Il terzo sarà vicino a quello in costruzione nei terreni dell’ex fornace. C’è, infatti, una caratteristica geografica che rende Pontestura, e in particolare la zona di Castagnone, particolarmente appetibile per chi investe nel fotovoltaico. L’esposizione a sud-est e le molte ore di sole rappresentano una fortuna che, in questo caso, rischia di trasformarsi in uno svantaggio dal punto di vista della pressione esercitata sul territorio.

Terreni con una buona esposizione attirano inevitabilmente maggiormente le società che puntano sulla produzione di energia solare. Se poi vaste superfici appartengono a un unico proprietario, l’interesse aumenta ulteriormente”. Trattare con una sola persona per realizzare un grande impianto è molto più semplice rispetto alla necessità di trovare un accordo con numerosi proprietari.

Il tema, per Benetazzo, va affrontato su un livello più ampio. “Da alcuni anni vengono fissati obiettivi di produzione di energia da fonti rinnovabili da raggiungere, ma bisogna anche chiedersi cosa comporti il raggiungimento di quegli obiettivi”, sottolinea. Il sindaco, il più giovane della provincia di Alessandria, considera quella del fotovoltaico “una sfida politica” che richiede una ancora maggiore sinergia tra tutti gli Enti, ai vari livelli: “Non serve puntare il dito“, ribadisce. Perché mentre su molte altre questioni un Comune ha la possibilità di scegliere e decidere direttamente, sul fotovoltaico le amministrazioni locali hanno margini decisamente stretti. “In questo caso più che altro subiamo. Possiamo stare attenti al contesto, vigilare sulla gestione e cercare di ottimizzare quello che queste installazioni possono portare al territorio”.
Una posizione che restituisce tutta la complessità di una partita destinata a rimanere aperta: da una parte la necessità di aumentare la produzione di energia da fonti rinnovabili, dall’altra la tutela del paesaggio e dei terreni agricoli con strumenti che, almeno per ora, restano limitati.

(in copertina il video della nostra lettrice Caterina)

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