28 Agosto 2026
10:36
Caro carburanti, il Codacons boccia il taglio delle accise: “Non basta”. Allarme per possibili rincari sulla spesa
ITALIA – Il taglio delle accise sul gasolio deciso dal governo non sarebbe sufficiente a compensare i forti aumenti registrati nelle ultime settimane. E il caro carburanti rischierebbe di avere conseguenze anche oltre le stazioni di servizio, facendo aumentare i costi di trasporto e, di riflesso, i prezzi di alimentari e beni di largo consumo. È il doppio allarme lanciato dal Codacons, che critica le misure adottate dal Consiglio dei ministri e chiede un monitoraggio dei prezzi al dettaglio.
“La montagna ha partorito il topolino” è il commento dell’associazione alla decisione di prorogare fino al 5 settembre il taglio delle accise esclusivamente sul gasolio. Per il Codacons si tratta di «una misura annacquata che scontenta tutti gli automobilisti e non risolve l’emergenza in corso».
Secondo i dati riportati dall’associazione, il prezzo medio del diesel avrebbe superato il record storico raggiunto nel 2022, mentre in alcuni distributori autostradali, in modalità servito, si registrerebbero punte superiori ai 2,70 euro al litro.
Dall’inizio di luglio, calcola il Codacons, il gasolio sarebbe aumentato di 23,8 centesimi al litro, con un maggiore esborso vicino ai 12 euro per un pieno. Un incremento che, secondo l’associazione, rende insufficiente il taglio di 17 centesimi previsto dal governo.
Benzina, nessun intervento: “Quasi 10 euro in più a pieno”
Le critiche riguardano anche la mancata adozione di un provvedimento analogo per la benzina. Sempre secondo il Codacons, il prezzo della verde si starebbe avvicinando ai 2,10 euro al litro in autostrada.
Sulla rete ordinaria l’aumento dall’inizio di luglio sarebbe invece pari a 19,7 centesimi al litro, equivalente a una maggiore spesa di circa 9,90 euro per un pieno. Una situazione che interessa direttamente, secondo le stime dell’associazione, circa 17 milioni di italiani proprietari di auto alimentate a benzina.
“Dal Consiglio dei ministri ci si aspettava molto di più“, sostiene il Codacons, secondo cui le misure adottate non saranno sufficienti a mettere al riparo le famiglie dagli effetti del caro carburanti.
L’allarme si sposta nei supermercati
La preoccupazione dell’associazione, però, non riguarda solamente quanto gli automobilisti spendono alla pompa. Il rincaro di benzina e soprattutto gasolio potrebbe infatti produrre un effetto domino sui prezzi di beni e servizi.
Il problema è legato in particolare alla struttura del sistema italiano di distribuzione delle merci. Oltre l’80% del trasporto terrestre, ricorda il Codacons, avviene su gomma: un aumento del costo del diesel si traduce quindi in maggiori spese per l’autotrasporto e la distribuzione.
Costi che potrebbero essere trasferiti, almeno in parte, sui consumatori attraverso aumenti dei prezzi nei negozi e nei supermercati. A essere maggiormente esposti sarebbero i prodotti alimentari e i beni di largo consumo, che prima di arrivare sugli scaffali affrontano diversi passaggi e spostamenti lungo la filiera.
“Dopo la stangata alla pompa, i cittadini rischiano quindi di subire una seconda stangata al momento di fare la spesa“, avverte il Codacons. L’aumento dei carburanti, sottolinea l’associazione, non riguarda infatti soltanto chi utilizza un’automobile, ma può ripercuotersi sull’economia attraverso l’incremento dei costi di trasporto e distribuzione.
La richiesta al governo: monitorare i prezzi
Per questo il Codacons chiede al governo di tenere sotto osservazione nelle prossime settimane l’andamento dei prezzi al dettaglio, con particolare attenzione agli alimentari e ai prodotti di largo consumo. L’obiettivo, secondo l’associazione, è verificare che eventuali rincari siano effettivamente giustificati dall’aumento dei costi sostenuti dalle imprese e che il caro carburanti non venga utilizzato come pretesto per ritoccare i listini in misura superiore agli incrementi reali. “Ogni incremento anomalo o ingiustificato deve essere individuato tempestivamente”, sostiene il Codacons, che mette in guardia dal rischio di possibili speculazioni.