16 Settembre 2026
16:05
Dagli pneumatici per autocarro a quelli per le metropolitane di Tokyo e Parigi: i 55 anni di Michelin ad Alessandria
SPINETTA MARENGO (AL) – Cinquantacinque anni di produzione, trasformazioni tecnologiche, investimenti e competenze. Lo stabilimento Michelin di Alessandria, a Spinetta Marengo, celebra un anniversario che racconta non soltanto la storia di uno dei principali insediamenti industriali del territorio, ma anche l’evoluzione di un sito che, dalla sua fondazione nel 1971, ha progressivamente assunto un ruolo di primo piano all’interno del Gruppo.
La fabbrica oggi conta 950 dipendenti, può produrre 1,2 milioni di pneumatici all’anno e si estende su una superficie di oltre 470 mila metri quadrati. In oltre mezzo secolo di storia industriale, però, non è mai rimasta uguale a sé stessa. Gli edifici sono in parte quelli delle origini, ma al loro interno tecnologie, processi produttivi e professionalità hanno continuato a cambiare. È proprio questa capacità di trasformazione uno dei fili conduttori scelti da Michelin per raccontare i 55 anni del sito di Spinetta Marengo.
L’anniversario alessandrino si inserisce in una storia ancora più lunga: quella dei 120 anni di Michelin in Italia. Una presenza sulla quale il Gruppo continua a investire. Come ha evidenziato il presidente e amministratore delegato di Michelin Italia, Agostino Mazzocchi, negli ultimi cinque anni sono stati destinati oltre 430 milioni di euro agli stabilimenti e alle attività sul territorio nazionale.
Alessandria occupa una posizione particolare in questo percorso. “Celebriamo 55 anni di trasformazione e di innovazione“, ha sottolineato Mazzocchi, ricordando come l’eccellenza industriale non possa essere considerata un risultato acquisito una volta per tutte, ma debba essere continuamente rinnovata attraverso competenze, investimenti e capacità di innovare.
La vocazione principale dello stabilimento alessandrino è la produzione di pneumatici per autocarro, settore nel quale il sito rappresenta un punto di riferimento all’interno del Gruppo Michelin. Fermarsi ai mezzi pesanti, tuttavia, significherebbe raccontare soltanto una parte della fabbrica.
Da Alessandria escono infatti anche prodotti decisamente meno conosciuti dal grande pubblico. Tra questi ci sono gli pneumatici destinati alle metropolitane su gomma, sistemi utilizzati in alcune grandi città internazionali, tra cui Parigi, Tokyo e Città del Messico. Alessandria è l’unico stabilimento Michelin a produrre questa particolare tipologia di pneumatici. A questi si aggiungono applicazioni speciali destinate al movimento terra, al genio civile e al mondo agricolo.
La dimensione internazionale emerge anche osservando la destinazione dei prodotti realizzati a Spinetta Marengo. Il 60 per cento della produzione è destinato al mercato italiano ed europeo, mentre il restante 40 per cento raggiunge altri mercati nel mondo. Lo stabilimento lavora sia per il mercato del ricambio sia per il primo equipaggiamento, fornendo costruttori di veicoli, semirimorchi e mezzi speciali, comprese gru e macchine semoventi.
Quello tratteggiato dal direttore dello stabilimento di Spinetta Marengo, Francesco Pepe, è dunque il ritratto di una fabbrica profondamente legata al territorio ma, allo stesso tempo, inserita in una rete produttiva globale.
Nella storia più recente dello stabilimento si è progressivamente innalzato anche il contenuto tecnologico della produzione. Alessandria collabora con Clermont-Ferrand, principale polo di ricerca e sviluppo del Gruppo Michelin, e il sito alessandrino viene utilizzato per sviluppare nuovi materiali e prodotti, industrializzarli e prepararli alla successiva produzione su larga scala. Una parte delle innovazioni destinate a entrare nei processi industriali Michelin passa quindi anche dalle linee e dalle competenze presenti a Spinetta Marengo.
Qui è stata, ad esempio, introdotta la tecnologia “Infinicoil”, una soluzione applicata agli pneumatici per autocarro con l’obiettivo di migliorare le prestazioni del prodotto, intervenendo sui consumi durante l’utilizzo e sull’usura dello pneumatico.
Su questo percorso di innovazione e sviluppo si sono innestati anche gli interventi delle istituzioni piemontesi. L’assessore regionale Andrea Tronzano, presente insieme all’assessore Matteo Marnati, ha ricordato il bando che ha contribuito allo sviluppo del brevetto. L’obiettivo della Regione è favorire condizioni che rendano gli stabilimenti piemontesi sempre più strategici anche agli occhi delle case madri dei gruppi multinazionali, ha sottolineato.
Un capitolo importante riguarda inoltre il miglioramento delle prestazioni ambientali dello stabilimento. Secondo i dati presentati dall’azienda, rispetto agli anni di riferimento indicati da Michelin il sito ha ridotto del 64 per cento il consumo di acqua rispetto al 2019, del 20 per cento le emissioni di CO₂ rispetto al 2010 e del 23 per cento il consumo di energia dal 20210, raggiungendo e, in alcuni casi, superando gli obiettivi fissati dal Gruppo.
La sostenibilità passa anche dalla durata dei prodotti. Michelin punta infatti su pneumatici concepiti per avere una vita più lunga e per poter essere riutilizzati attraverso processi di riscolpitura e ricostruzione, riducendo così il ricorso alle materie prime e, secondo l’azienda, contribuendo anche alla diminuzione dei consumi di carburante e delle emissioni di CO₂.
Il legame con Alessandria e le infrastrutture del futuro
I 55 anni dello stabilimento raccontano inevitabilmente anche un pezzo della storia economica alessandrina. Il rapporto tra la fabbrica e il territorio è stato sottolineato dal presidente di Confindustria Alessandria, Gian Paolo Aschero, e dal sindaco Giorgio Abonante.
Proprio il primo cittadino ha ripercorso la trasformazione vissuta da Alessandria a partire dagli anni Settanta, con il progressivo ridimensionamento della presenza militare e di alcune realtà istituzionali e di servizio che contribuivano in maniera significativa all’economia locale. Un percorso accompagnato dalla crescita di nuove realtà e attività produttive e in cui Michelin ha rappresentato uno dei soggetti industriali capaci di portare “occupazione, innovazione e sviluppo”.
Il rapporto tra industria e territorio è destinato ora a misurarsi anche sul tema delle infrastrutture. L’area che comprende lo stabilimento e, più in generale, l’asse Alessandria-Tortona sta assumendo una rilevanza industriale sempre maggiore. Da qui la necessità di ragionare sui collegamenti viari. Per il sindaco Abonante “non basterà arrivare alla costruzione del secondo ponte sul fiume Bormida“. Secondo il primo cittadino, in prospettiva “occorrerà costruirne un terzo, anche in riferimento a quanto prevede il piano urbanistico cittadino e provinciale, che già oggi individua la possibilità di un ponte a valle di quello attuale“. Una necessità legata proprio allo sviluppo dell’area: “Questa zona sta diventando un’area industriale di riferimento non soltanto regionale, ma addirittura nazionale. Quest’area, così come tutta la parte della provincia che si concentra soprattutto sull’asse Alessandria-Tortona, deve pertanto essere adeguatamente servita“.
Accanto alle grandi infrastrutture, Comune e Michelin stanno ragionando anche su un intervento più direttamente legato alla quotidianità dei lavoratori e dei residenti nella zona di Spinetta. Come anticipato dal sindaco, è allo studio uno scambio di aree che consentirebbe, da una parte, di mettere a disposizione della cittadinanza una nuova zona verde e, dall’altra, di realizzare un parcheggio gestito dall’azienda e più funzionale per chi lavora nello stabilimento. L’operazione necessita però di una modifica urbanistica e richiederà quindi tempo.
Dal 1971 a oggi lo stabilimento di Spinetta Marengo ha dunque cambiato tecnologie, processi e prodotti senza perdere la propria vocazione industriale. Cinquantacinque anni dopo la nascita, la fabbrica Michelin rimane un sito produttivo proiettato sui mercati internazionali e, allo stesso tempo, una presenza profondamente intrecciata alla storia economica e occupazionale di Alessandria. La sfida, dopo oltre mezzo secolo di attività, è continuare a trasformarsi senza perdere questo legame.