Food&Science Festival Lab: quiz, spettacoli e incontri per scoprire quanta scienza c’è nell’agricoltura e nel cibo
PROVINCIA DI ALESSANDRIA – Dalla gestione dell’acqua al carbon farming, fino alle nuove tecniche genetiche applicate alle coltivazioni. Il Food&Science Festival Lab torna in provincia di Alessandria per la terza edizione e amplia ancora il proprio raggio d’azione, con sei tappe nel mese di ottobre tra Alessandria, Casale Monferrato, Novi Ligure, Ovada e Tortona. Al centro ci saranno soprattutto i giovani e il confronto tra agricoltori, ricercatori, cittadini e istituzioni, per raccontare come scienza e innovazione stiano già cambiando il modo di produrre il cibo e quali risposte possano offrire alle grandi sfide che attendono il settore.
“Agricoltura e Scienza, la svolta necessaria” è infatti il filo conduttore scelto per l’edizione 2026 del Food&Science Festival Lab Alessandria, lo spin-off territoriale del festival nato a Mantova e diventato negli anni un punto di incontro tra mondo agricolo, comunità scientifica, studenti e cittadini. La manifestazione alessandrina cresce non soltanto nel numero degli appuntamenti, ma anche nella sua diffusione sul territorio.
Una scelta che conferma la volontà di trasformare il Lab in un progetto sempre più provinciale e itinerante. “È veramente molto impegnativo, però lo facciamo con entusiasmo“, spiegano Paola Sacco, presidente di Confagricoltura Alessandria e la direttrice dell’associazione agricola, Cristina Bagnasco.
L’obiettivo è raccontare che cosa c’è dietro ciò che arriva ogni giorno sulle tavole: ricerca, tecnologia, lavoro, investimenti e trasformazioni che spesso rimangono invisibili al consumatore. “Vogliamo raccontare l’agricoltura per quello che è e spiegare quali saranno le sue nuove frontiere”, osserva Sacco.
Il modello è quello del festival mantovano: mettere a confronto scienziati e agricoltori e farli dialogare con chi non appartiene al settore.Il risultato vuole essere un doppio percorso: aggiornamento per gli imprenditori agricoli e informazione per i cittadini. Un’esigenza resa ancora più forte da un settore che si trova ad affrontare contemporaneamente cambiamenti climatici, innovazione tecnologica, sostenibilità economica, sicurezza alimentare e nuove esigenze sociali. “Tutti, giustamente, parlano di agricoltura, ma molto spesso lo fanno semplificando troppo”, evidenzia la presidente di Confagricoltura Alessandria.
Il tentativo del Lab è quindi andare oltre contrapposizioni e slogan, mostrando “quanta strada l’agricoltura ha fatto, quanta ne sta facendo e, soprattutto, quanta ne dovrà ancora fare” per continuare a portare sulle tavole cibo sano e sicuro, accessibile a tutti e, allo stesso tempo, sostenibile da produrre per gli agricoltori.
La scienza sarà il filo rosso degli incontri. Tra gli argomenti principali ci sarà il carbon farming, con un approfondimento sulla capacità delle piante e delle coltivazioni di assorbire carbonio dall’atmosfera e sul ruolo che l’agricoltura può svolgere nel contrasto al cambiamento climatico. Spazio inoltre alle TEA, le Tecnologie di Evoluzione Assistita, nuove tecniche genetiche applicate al miglioramento delle piante. Il tema sarà affrontato guardando soprattutto alle possibili applicazioni in un’agricoltura costretta a fare i conti con temperature, disponibilità idrica e condizioni climatiche sempre più difficili.
“Sono tecnologie genetiche che ci permettono di avere piante più resistenti ai climi che stiamo affrontando e anche meno impattanti“, spiega Alberto Agliotti, fondatore di Frame – Divagazioni scientifiche, che cura la supervisione scientifica della manifestazione. L’obiettivo è arrivare, per esempio, a colture capaci di richiedere meno acqua, meno fertilizzanti e meno prodotti.
Ma parlare di innovazione significa inevitabilmente parlare anche di regole e decisioni politiche. Per questo il programma coinvolgerà le istituzioni, chiamate a confrontarsi sulle scelte che accompagneranno il futuro del settore. Accanto ai decisori ci saranno i giovani agricoltori, chiamati non soltanto a raccontare l’agricoltura che verrà, ma quella che stanno già costruendo nelle proprie aziende.
Una parte consistente dell’edizione 2026 sarà dedicata proprio alle nuove generazioni. Sono oltre 300 gli studenti già iscritti ma le adesioni delle scuole sono ancora in corso, ha sottolineato Cristina Bagnasco. Il programma comprende 18 laboratori per gli studenti, tre incontri destinati alle scuole secondarie di secondo grado a Tortona, Casale Monferrato e Ovada, con complessivamente 450 posti disponibili e in gran parte già prenotati, due talk, tre conferenze divulgative aperte a tutti e una tavola rotonda con rappresentanti delle istituzioni europee, nazionali e regionali. In totale sono previsti 28 relatori, tra divulgatori, docenti, ricercatori e responsabili di aziende, mentre sponsor e partner coinvolti sono 34.
Con gli studenti si parlerà anche di alimentazione attraverso strumenti meno tradizionali rispetto alla classica lezione. Tra le attività è previsto un quiz interattivo pensato per mettere alla prova convinzioni diffuse e smontare alcuni falsi miti sull’alimentazione e sulla produzione del cibo. Non mancheranno laboratori rivolti a giovani e adulti, con un approccio pratico che permetterà, letteralmente e metaforicamente, di “mettere le mani in pasta”.
Tra le novità più significative c’è “Food Check – Intervista senza filtri a chi coltiva domani”, iniziativa che ribalta il tradizionale rapporto tra relatore e pubblico. Niente lezione frontale: saranno bambini e ragazzi a fare le domande agli agricoltori. “Molto spesso, quando raccontiamo quello che facciamo nelle nostre aziende, diamo per scontati tanti aspetti del nostro lavoro quotidiano. Il pubblico, invece, è curioso proprio di tutto quello che noi non raccontiamo“, spiega Alberto Ielisei, presidente di Anga- Giovani Agricoltori Alessandria.
L’idea è utilizzare la curiosità degli studenti per far emergere aspetti concreti del mestiere agricolo e costruire un dialogo più diretto. “Tutto il pubblico potrà farci qualsiasi domanda e noi, partendo proprio dalle loro curiosità, cercheremo di spiegare e raccontare ciò che facciamo e come lo facciamo”.
I giovani imprenditori agricoli saranno presenti in quasi tutte le città coinvolte e proporranno laboratori dalle scuole elementari fino alle superiori. Tra i temi ci sarà anche quello dell’acqua, osservata dal punto di vista di un’azienda agricola: come entra nel ciclo produttivo e in che modo può essere gestita alla luce delle nuove ricerche scientifiche.
Per Ielisei la provincia ha inoltre un vantaggio importante: una nuova generazione di aziende che copre praticamente tutti i principali comparti agricoli e continua a innovare. Anche il linguaggio può fare la differenza. I giovani agricoltori, sostiene, riescono spesso a parlare agli studenti e al pubblico “in un modo più schietto e diretto”, avvicinando mondi che possono sembrare lontani.
Il programma allargherà lo sguardo anche al rapporto tra cibo e salute. L’assessora alla Pubblica Istruzione del Comune di Alessandria Irene Molina richiama in particolare l’importanza dell’educazione alimentare fin dall’infanzia e il ruolo che scuole, istituzioni e famiglie possono svolgere nella costruzione di abitudini corrette. La tappa alessandrina del 23 ottobre comprenderà infatti occasioni di approfondimento dedicate alla buona alimentazione, all’agricoltura sostenibile e anche al rapporto tra alimentazione e pratica sportiva.
Il Food&Science Festival si inserisce inoltre nella vocazione agricola della città e nella necessità di riflettere sui cambiamenti che stanno investendo l’agroalimentare. Una dimensione territoriale sottolineata anche dal vicesindaco Giovanni Barosini, che vede nel Festival uno strumento per mettere in rete istituzioni, produttori, ricerca e cittadini e, contemporaneamente, valorizzare le eccellenze agroalimentari locali attraverso divulgazione e cultura scientifica.
Dietro gli incontri c’è infine una questione più ampia: come raccontare l’agricoltura contemporanea in una fase nella quale produrre cibo significa confrontarsi non soltanto con il mercato, ma con clima, energia, tecnologia, salute e sicurezza. È su questo terreno che il Food&Science Festival Lab prova a costruire un ponte tra chi lavora nei campi, chi fa ricerca e chi consuma i prodotti.
Un confronto che quest’anno si allarga ulteriormente grazie al contributo dei partner che, anche quest’anno, affiancano i promotori – Confagricoltura Alessandria, Anga Alessandria Agriturist Alessandria – a partire dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, Comune di Alessandria, Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona, Camera di Commercio Alessandria e Asti e la compartecipazione dell’Università del Piemonte Orientale; gli sponsor Mondelez International, Pefc, Syngenta, Umana, insieme a numerosi partner istituzionali e sponsor tecnici.
Per Confagricoltura la sfida è mostrare che l’agricoltura non è un settore immobile, ma un comparto che sta cambiando profondamente e che ha bisogno di ricerca e innovazione per continuare a produrre. E forse proprio le domande dei più giovani possono diventare uno dei modi più efficaci per raccontare questa trasformazione. Perché dietro un alimento apparentemente semplice ci sono acqua, suolo, tecnologia, economia e lavoro. Il Food&Science Festival Lab parte da qui: provare a rendere visibile la scienza che ogni giorno, spesso senza che il consumatore se ne accorga, entra nei campi e arrivera sulle nostre tavole.