Autore Redazione
mercoledì
7 Ottobre 2026
09:54
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Cronaca - Alessandria - Alto Piemonte - Provincia di Alessandria

Cgil e Federconsumatori alle Asl: rette rsa insostenibili, necessaria copertura al 50%

Cgil e Federconsumatori alle Asl: rette rsa insostenibili, necessaria copertura al 50%

PIEMONTE – In 10 mesi, dal settembre 2025 allo scorso giugno le persone che in Piemonte attendono un posto in rsa sono passate da circa 9000 ad oltre 12.000. Di queste il 7,7% sono considerate urgenti, il 28,6% non urgenti e il 63,7% differibile. Al dato occorre aggiungere altre 2500 persone circa che sono già ricoverate in struttura ma che non hanno richiesto una valutazione della Uvg (Unità di valutazione geriatrica, ndr) e quindi non rientrano nelle liste d’attesa.

Il costo medio delle rette varia, su base provinciale da poco più di 2700 a quasi 4200 euro mentre le pensioni medie si attestano tra i 1600 e 1700 euro il che significa che il reddito da pensione da solo non permette di pagare una retta piena in rsa. I dati sono stati resi noti da Cgil e Federconsumatori Piemonte che chiedono alle Asl di garantire la quota sanitaria prevista per le persone non autosufficienti. In particolare, Cgil e Federconsumatori hanno fatto partire una lettera diffida a tutte le direzioni generali della Asl del Piemonte a cui viene chiesto di far cessare la delibera regionale del 2013 in base alla quale le stesse Asl assegnano alle persone non autosufficienti la valutazione per l’ingresso in struttura. Per contro, con l’obiettivo di tutelare le persone non autosufficienti e garantire loro il diritto alla salute, si chiede che sia garantita la copertura sanitaria del 50% a carico delle aziende sanitarie, ossia che alle persone già inserite non autosufficienti classificate urgenti e non urgenti o differibili con valutazione sanitaria superiore a cinque che oggi pagano l’intera retta di tasca propria venga riconosciuta la copertura della quota sanitaria del 50% a carico dell’Asl che deve scattare entro 90 giorni dalla richiesta per i casi urgenti ed entro un anno per quelli non urgenti.

“Il Piemonte è una regione molto anziana che sta invecchiando velocemente – ha sottolineato il segretario generale della Cgil Piemonte, Giorgio Airaudo – è una regione che ha un problema legato al reddito medio che sta calando e che come, tutte le altre regioni italiane, deve fare i conti con salari che non sono sufficienti a recuperare il potere d’acquisto perso a causa dell’inflazione. Il diritto all’assistenza delle persone non autosufficienti è garantito dalla Costituzione e dalle leggi e noi pensiamo che i bilanci non debbano sopravanzare né l’una né le altre perché non può essere il bilancio a stabilire che un diritto non è esigibile mentre oggi siamo di fronte a liste d’attesa enormi che costringono cittadini e famiglie a pagare di tasca propria quello che noi riteniamo essere un diritto che deve essere garantito”.

“Da tempo ai nostri sportelli – ha aggiunto Giovanni Prezioso di Federconsumatori Piemonte – si rivolgono persone con genitori ricoverati in rsa che per pagare le rette si sono venduti i beni di famiglia oppure sono obbligati a rivolgersi alle finanziarie. È un problema sociale e enorme”. Questo da oggi nelle sedi piemontesi di Cgil, Spi e da Federconsumatori troverà ass assistenza e la disponibilità, se necessario, a organizzare azioni legali. Infine, non è esclusa che conclusa la prima parte di campagna, se non saranno ottenute dalle Asl risposte sufficienti, si possa procedere con cause collettive e ricorso alla class action.

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