Da tutta Europa ad Alessandria per insegnare il flauto. Entra nel vivo la Vivaldi Flute Week
ALESSANDRIA – Per una settimana nelle aule del Conservatorio “Antonio Vivaldi” di Alessandria si parlano lingue diverse, ma ce n’è una che mette tutti d’accordo: quella della musica del flauto. È entrata nel vivo la Vivaldi Flute Week, che fino al 10 ottobre porta in città interpreti e docenti provenienti da diversi Paesi.
Curata da Stefano Parrino, la rassegna è un luogo d’incontro. I maestri arrivano ad Alessandria con percorsi ed esperienze differenti e lavorano con gli studenti del Conservatorio. La sera, poi, il confronto nato nelle aule si sposta sul palcoscenico e si allarga al pubblico con concerti a ingresso libero.
Quest’anno sono arrivati ad Alessandria Berten D’Hollander, docente all’Università di Győr in Ungheria; Horacio Parravicini, primo flauto dell’Orchestra Sinfonica di Bilbao; Matej Zupan, professore all’Accademia di musica dell’Università di Lubiana; Guillermo González, docente al Conservatorio Superiore di Musica di Aragona, e Stéphane Réty, docente alla Musikhochschule di Dresda.
Cinque musicisti e altrettante esperienze artistiche che fanno della Flute Week un’occasione per confrontare tecniche, sensibilità e modi diversi di intendere lo strumento. Ma dietro curriculum, cattedre e orchestre ci sono soprattutto percorsi personali, anni di studio e un patrimonio di esperienze da trasmettere a chi sta costruendo oggi il proprio futuro nella musica.
Berten D’Hollander arriva ad Alessandria per la prima volta proprio grazie alla Flute Week. “È un’esperienza molto bella – racconta – Con i colleghi si è creato un rapporto molto forte, direi che ormai siamo quasi amici. Anche con gli allievi c’è un’atmosfera molto aperta e, allo stesso tempo, tutti sono concentrati sul lavoro“. Il consiglio ai giovani è semplice: “Devono amare profondamente la musica e il flauto. Bisogna davvero amare e vivere la musica”.
Horacio Parravicini parte invece da una riflessione sul presente. Oggi per uno studente è possibile trovare in pochi secondi sul telefono interpretazioni, lezioni e registrazioni provenienti da tutto il mondo. Una possibilità enorme che, secondo il flautista spagnolo, porta con sé anche un rischio. “Le persone vanno su YouTube, ascoltano la musica attraverso il telefonino e rischia di perdersi qualcosa dell’arte. Prima c’era il momento della scoperta, la voglia di spostarsi e andare a incontrare gli altri. Oggi sembra che si cerchi sempre meno il contatto diretto“.Il punto, per Parravicini, non è rinunciare alla tecnologia, ma evitare che diventi una scorciatoia. “Non bisogna copiare gli altri o riprodurre semplicemente una versione ascoltata su YouTube. Un musicista deve cercare nell’arte la propria personalità e svilupparla. Bisogna diventare artisti con una propria identità“.
Proprio quel contatto diretto di cui parla Parravicini è uno degli aspetti della Vivaldi Flute Week che più ha colpito Ana Granik, pianista arrivata ad Alessandria per esibirsi con D’Hollander. Studenti e docenti si ritrovano anche oltre le lezioni, a pranzo e a cena e le conversazioni diventano un altro modo di trasmettere esperienza. “I ragazzi diventano parte di questa atmosfera. Possono imparare moltissimo, anche attraverso la vita e le esperienze dei musicisti”. Lo stesso vale quando si sale sul palco. Suonare insieme significa imparare ad ascoltare, seguire e rispondere all’altro.
È questo scambio che Stefano Parrino ha cercato di mettere al centro della manifestazione. “Il progetto nasce innanzitutto per i nostri studenti e, più in generale, per tutti gli studenti di flauto che vogliono conoscere, partecipare e condividere esperienze con grandi maestri“. E la parola “maestri”, per Parrino, non riguarda soltanto lo strumento. “Sono anche maestri di vita. Fuori dalle lezioni i ragazzi li vedono gioiosi, disponibili ed empatici. Durante le lezioni, invece, sono rigorosi, ed è giusto che sia così”. Perché il confronto serve soprattutto a crescere. “Si può migliorare soltanto continuando ad alzare l’asticella e ponendosi obiettivi sempre più ambiziosi”.
Insieme alle lezioni nelle aule del Conservatorio, sono già entrati nel vivo anche i concerti aperti al pubblico della Vivaldi Flute Week. Dopo gli appuntamenti con il Vivaldi Flute Consort e con Berten D’Hollander e Ana Granik, questa sera, mercoledì 7 ottobre alle 18.30, all’Auditorium Pittaluga Horacio Parravicini e Franz Silvestri proporranno Geografie del Settecento.
Giovedì 8 ottobre sarà la volta di Matej Zupan al flauto e Ana Ilic al pianoforte, con un viaggio musicale tra Austria, Slovenia, Stati Uniti e Messico, mentre venerdì 9 ottobre Guillermo González ed Eunmi Park porteranno sul palco le atmosfere del Romanticismo e del Decadentismo, con musiche di César Franck e Sigfrid Karg-Elert.
La giornata conclusiva di sabato 10 ottobre proporrà invece due appuntamenti. Alle 11.30, alla Centrale Termica di Teleriscaldamento, tornerà protagonista il Vivaldi Flute Consort con Energia in musica, concerto costruito tra trascrizioni e riletture di repertori diversi. In programma brani tratti dalla Carmen di Georges Bizet, la Capriol Suite di Peter Warlock, Por una cabeza di Carlos Gardel e il Medley Italiano di Vincenzo Sorrentino.
Il gran finale è previsto alle 18.30 all’Auditorium Pittaluga, con il concerto Voci della terra e canto della natura. Protagonisti saranno Stéphane Réty al flauto e Umberto Ruboni al pianoforte, impegnati in un programma che mette al centro natura e folklore. Saranno eseguite la Sonata n. 2 op. 21 in Re minore di Niels Wilhelm Gade, la Suite Paysanne Hongroise di Béla Bartók, nell’arrangiamento di Paul Arma, e, a chiudere l’intera settimana, Le merle noir di Olivier Messiaen.