Autore Redazione
domenica
18 Ottobre 2026
12:08
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Cronaca - Casale Monferrato

Dolore nel casalese per la morte di Claudio Debetto. Una vita spesa per la pace e il prossimo

Dolore nel casalese per la morte di Claudio Debetto. Una vita spesa per la pace e il prossimo

CASALE MONFERRATO – Un dolore fortissimo colpisce oggi il Casalese. È infatti mancato Claudio Debetto, notissimo in provincia per la sua sensibilità su tutte le tematiche sociali. Pacifista convinto per tanti anni sindacalista della Cisl, ha portato nelle scuole la sua esperienza di profugo istriano, conducendo, parallelamente, attività di volontariato al fianco di moltissime associazioni.

Da sempre impegnato nelle politiche e nelle attività legate all’immigrazione era una persona amatissima e sempre pronta ad aiutare il prossimo. Debetto non ha mai mancato di dare un prezioso apporto alle tematiche sociali ed era un fermo antifascista. Innumerevoli le manifestazioni che ha promosso e a cui ha preso parte.

Molti i messaggi di cordoglio, tra cui quello di Alberto Deambrogio, di Rifondazione comunista, che lo ricorda così: “La notizia della scomparsa di Claudio Debetto, arrivata improvvisamente stamane, lascia un vuoto incolmabile e un dolore profondo. Sembra quasi impossibile se penso che soltanto a inizio settembre eravamo ancora insieme, l’uno a fianco dell’altro, a presentare il libro di Ottone Ovidi. In quell’occasione, come sempre, Claudio aveva portato la sua lucidità, la sua passione e quella capacità unica di analizzare il presente senza mai perdere la speranza nel futuro. Il nostro è stato un cammino lungo, fatto di militanza, visioni e tantissime iniziative condivise. 

Impossibile non riavvolgere il nastro della memoria fino alle stagioni straordinarie del Laboratorio per l’alternativa, dove mettevamo in circolo idee e sogni di riscatto sociale, o ai giorni intensi e carichi di futuro del Social Forum di inizio anni Duemila. In quegli anni di snodo, Claudio era una presenza fondamentale: la sua anima di emigrato, unita alla concretezza del lavoratore e del sindacalista, portava nei movimenti una profondità rara. 
Abbiamo attraversato insieme piazze, dibattiti e percorsi collettivi, uniti da una ferrea volontà di non rassegnarsi alle ingiustizie. Le sue battaglie culturali, l’impegno instancabile per la pace, la vicinanza agli ultimi e il lavoro nella Cooperazione, in Banca Etica e all’Ufficio Migrantes non erano semplici attività, ma la traduzione pratica di un’etica rigorosa. In questo momento di smarrimento, mi tornano alla mente le parole straordinarie di Adriana Zarri, una figura che entrambi abbiamo amato e stimato. Adriana scriveva che la morte non è l’antitesi della vita, ma il suo compimento, una “fioritura” in cui tutto ciò che si è seminato trova finalmente la sua forma eterna e legata all’assoluto dell’amore. Claudio ha seminato tantissimo. Ha seminato giustizia, accoglienza, solidarietà e cultura della complessità. La sua vita non si interrompe oggi, perché fiorisce nei cuori di quanti hanno condiviso con lui un pezzo di strada e nelle lotte che continueremo a portare avanti, anche nel suo nome. A nome mio e, credo, di tutte e tutti quell@ che hanno avuto il privilegio di camminare al suo fianco, stringo in un abbraccio immenso la sua famiglia e i suoi cari. La terra ti sia lieve, caro Claudio. La tua lezione di dignità e il tuo rigore intellettuale resteranno per sempre il nostro faro“.
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