19 Ottobre 2026
13:21
Ex Ilva di Novi Ligure, confronto con i commissari in Prefettura: da febbraio si punta alla ripresa della produzione
NOVI LIGURE (AL) – Si confermano mesi complicati per i lavoratori dell’ex Ilva di Novi Ligure. Dal confronto che si è tenuto questo lunedì in Prefettura ad Alessandria tra i rappresentanti sindacali di Fim, Fiom e Uilm e i commissari di Acciaierie d’Italia è arrivata la conferma di un massiccio ricorso alla cassa integrazione ma anche alcune risposte più precise sul futuro dello stabilimento novese.
Come già anticipato nei giorni scorsi dai sindacati, l’ammortizzatore sociale dovrebbe coinvolgere 515 dei 540 dipendenti dello stabilimento di Novi Ligure. L’attività produttiva proseguirà fino alla fine di ottobre, dopodiché scatterà la cassa integrazione per la quasi totalità dei lavoratori. Le organizzazioni sindacali sperano però di riuscire a ridurre il numero delle persone coinvolte attraverso l’avvio di alcune attività di manutenzione all’interno del sito produttivo.
Durante il confronto con i commissari, ottenuto dopo la manifestazione della scorsa settimana ad Alessandria e grazie all’intervento diretto del prefetto Alessandra Vinciguerra, si è parlato delle prospettive di ripresa della produzione, con la stetura di un documento condiviso e con un impegno dei commissari che guarda all’inizio del prossimo anno. Da febbraio 2027 dovrebbe arrivare a Novi Ligure un quantitativo di materiale che potrebbe consentire il riavvio delle attività produttive. Una prospettiva che, tuttavia, non cancella le preoccupazioni per i mesi che attendono lo stabilimento e i suoi dipendenti.
Martedì i sindacati incontreranno in assemblea i lavoratori dell’ex Ilva di Novi Ligure per illustrare nel dettaglio quanto emerso dal confronto con i commissari e discutere le prossime iniziative.
L’obiettivo delle organizzazioni sindacali è anche quello di portare una delegazione il più possibile numerosa di lavoratori a Torino, dove mercoledì è in programma un nuovo tavolo in Regione Piemonte. In quella sede Fim, Fiom e Uilm chiederanno un cambio di passo e un intervento più deciso delle istituzioni regionali a sostegno della vertenza, per difendere l’occupazione e garantire un futuro produttivo allo stabilimento di Novi Ligure e Racconigi.