20 Ottobre 2026
08:41
Nuovo polo logistico Pam, Abonante: “Promessa mantenuta”. Minoranza contesta: “Perché questa fretta?”
ALESSANDRIA – “Ieri sera il Consiglio comunale di Alessandria ha chiuso un percorso nato in campagna elettorale e durato quattro anni. Nel 2022, a un passo dal ballottaggio, la Giunta di centrodestra diede il via libera, con il parere contrario della Provincia, a un insediamento logistico in pieno quartiere residenziale. Noi ci opponemmo e promettemmo di fare tutto il possibile per evitare uno scempio. Oggi quella promessa è mantenuta“. A parlare è il sindaco Giorgio Abonante che ha commentato l’approvazione delle delibere 323 e 324 dopo tre passaggi in Commissione urbanistica (il 4 e il 15 giugno, e il terzo ieri mattina) in merito al polo logistico Pam.
“In un colpo solo salviamo il quartiere Europista da un insediamento logistico a ridosso dei condomini, restituiamo quell’area alla comunità alessandrina, garantiamo l’arrivo di lavoro vero: la filiera agroalimentare del sud Piemonte potrà beneficiare di una delle maggiori insegne della grande distribuzione. E il centrodestra? Compatto, è uscito dall’aula e non ha votato lo spostamento del doppio centro logistico dall’area residenziale dell’Europista alla zona industriale D8. Incredibile – ha concluso Abonante”.
Dall’altra parte i gruppi consiliari di Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Movimento Civico per Alessandria hanno spiegato di avere deciso di non partecipare alla votazione sulla proposta di deliberazione relativa al nuovo polo logistico PAM, “dopo che la maggioranza non ha accolto l’invito a rinviare la discussione per consentire un adeguato approfondimento degli atti“.
“Dopo quattro anni e mezzo di annunci e promesse, durante i quali questa amministrazione non è riuscita a concretizzare alcuna soluzione, improvvisamente si pretende che il Consiglio comunale esamini e voti in poche ore un’operazione urbanistica di enorme rilevanza. È un metodo inaccettabile, che mortifica il ruolo dei consiglieri comunali“, hanno sostenuto congiuntamente i quattro gruppi.
La minoranza ha contestato il fatto che “il Consiglio comunale era stato convocato per discutere il bilancio consolidato. Solo all’ultimo momento, con una convocazione suppletiva, è stato aggiunto il punto relativo a PAM. La commissione consiliare è stata convocata per la stessa giornata, poche ore prima del Consiglio previsto alle 17, e per la prima volta in quattro anni e mezzo esclusivamente in presenza, senza possibilità di collegamento da remoto. Parliamo di una deliberazione accompagnata da oltre 250 allegati, identificati con sigle e codici incomprensibili, che rendevano persino difficile individuare i documenti fondamentali, come lo schema di convenzione contenente gli accordi con le società coinvolte. Come si può pretendere un esame serio e consapevole in queste condizioni?”
Nessuna “contrarietà pregiudiziale all’investimento o allo sviluppo del territorio, ma contrarietà al metodo con cui la Giunta ha imposto i tempi della decisione. Abbiamo chiesto semplicemente di rinviare la discussione per poter studiare gli atti, valutare gli impegni assunti dal Comune e verificare le conseguenze dell’operazione. La maggioranza ha deciso di procedere comunque. Non intendiamo avallare un metodo che riduce il Consiglio comunale a un semplice passacarte della Giunta“. Il centrodestra ha opposto alla giunta i 4 anni e mezzo per decidere senza però concedere pochi giorni ai consiglieri. Una situazione che ha portato ad abbandonare l’aula “per difendere il diritto dei rappresentanti dei cittadini a svolgere seriamente il proprio ruolo. La fretta dell’amministrazione non può prevalere sulla trasparenza e sul rispetto delle istituzioni. E quando su operazioni così importanti si impone una fretta tanto ingiustificata, è inevitabile che sorga un dubbio: perché non si vuole lasciare ai consiglieri il tempo di verificare tutto? C’è forse qualcosa che non si vuole far approfondire?“