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PNRR, cittadini e Comuni insieme per valutare l’impatto dei progetti sul territorio

ALESSANDRIA – Non basta sapere quanti soldi del PNRR siano arrivati sul territorio e quanto sia stato speso. La domanda è capire anche quali opere siano state realizzate e, soprattutto, se abbiano prodotto benefici concreti per i cittadini. È da questa riflessione che nasce il nuovo corso di formazione promosso da LIBenter, l’Associazione Temporanea di Scopo animata dall’Università Cattolica del Sacro Cuore e da Fondazione Etica, che punta a mettere insieme cittadini e pubbliche amministrazioni per valutare i risultati degli investimenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Il progetto, intitolato “Terminata l’attuazione del PNRR: impatto sui cittadini e sulla Pubblica Amministrazione”, è stato presentato nella sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, che sostiene finanziariamente l’iniziativa. Il percorso prevede 30 ore di formazione tra novembre 2026 e gennaio 2027, con incontri online e in presenza. Il primo appuntamento è previsto per lunedì 2 novembre a Palatium Vetus, sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, in piazza della Libertà.

A spiegare il significato dell’iniziativa è stata Nicoletta Parisi, professoressa dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e coordinatrice nazionale di LIBenter, affiancata da Renato Balduzzi, professore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Il progetto vuole sperimentare un modo diverso di intendere il rapporto tra cittadini e istituzioni, non più soltanto basato sull’informazione, ma su una collaborazione concreta. “La nostra speranza è riuscire a coinvolgere i cittadini e le pubbliche amministrazioni in un lavoro comune di conoscenza“.

Il corso consentirà di conoscere e utilizzare anche gli open data delle amministrazioni pubbliche, per verificare se siano stati rispettati i tempi di realizzazione delle opere, se ci siano stati aumenti dei costi, quali difficoltà siano emerse e quali risultati siano stati effettivamente raggiunti. Un monitoraggio che non vuole limitarsi ai numeri, ma valutare l’utilità degli investimenti per la collettività. “La quantità della spesa è certamente importante, perché si tratta di denaro pubblico, frutto dell’imposizione fiscale”, ha osservato Parisi. “Ma in passato la prospettiva era soprattutto quella di spendere i fondi assegnati. L’approccio corretto, invece, è chiedersi se l’opera realizzata sia effettivamente utile alla collettività”.

Il percorso formativo avrà un carattere fortemente partecipativo. Dopo una prima fase introduttiva, sono previste cinque lezioni online che la professoressa preferisce chiamare “chiacchierate“, proprio perché l’obiettivo è favorire il confronto e il dialogo. Si parlerà di democrazia partecipativa e degli strumenti necessari per analizzare i progetti pubblici. Il corso si concluderà poi con due giornate di lavoro intensivo durante le quali i partecipanti potranno monitorare concretamente alcuni interventi finanziati dal PNRR e realizzati ad Alessandria e in altri Comuni della provincia. Saranno gli stessi cittadini, in accordo con le amministrazioni, a contribuire alla scelta dei progetti da esaminare.

A credere nel progetto è la Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria. “Il progetto di formazione promosso da LIBenter, finalizzato a garantire processi di partecipazione, verifica e trasparenza nell’attuazione del PNRR sul nostro territorio, rappresenta uno strumento di estremo valore, che consente di garantire un percorso di avvicinamento tra cittadini e pubblici amministratori“, ha dichiarato il presidente Paolo Arrobbio. “Lo abbiamo sostenuto con convinzione e sono certo che porterà risultati tangibili e concreti”.

Un ruolo importante nell’iniziativa è svolto anche dall’Università del Piemonte Orientale, partner organizzativo e scientifico del progetto, che ospiterà parte delle attività formative nella sede del Dipartimento di Giurisprudenza e Scienze Politiche, Economiche e Sociali. I professori Stefano Saluzzo, presidente del corso di laurea magistrale in Giurisprudenza, e Davide Servetti, responsabile della Terza missione, hanno evidenziato come il PNRR abbia rappresentato una grande opportunità per i territori, ma anche una responsabilità: quella di verificare non soltanto la realizzazione degli interventi, ma anche il loro effettivo impatto sulle comunità. Un impegno al quale l’Università può contribuire mettendo a disposizione le proprie competenze e rafforzando il dialogo tra istituzioni e società civile.

Il progetto ha già raccolto l’adesione di diverse amministrazioni locali, a partire dai Comuni di Alessandria, Ovada e Valenza, che hanno scelto di condividere gli obiettivi del percorso formativo. A testimoniare l’interesse dei tre enti sono stati l’assessore Michelangelo Serra per Alessandria, l’assessora Sara Olivieri per Ovada e, per Valenza, la presidente del Consiglio comunale Marina Baiardi e Guido Capuzzo Lamperti, componente dello staff del sindaco Luca Ballerini. La loro partecipazione assume un significato particolare proprio per la natura del corso, che punta a superare la distanza tra amministratori e cittadini attraverso un monitoraggio condiviso dei progetti, dei risultati raggiunti e delle eventuali criticità.

A sostenere questa esperienza di partecipazione ci sono anche Avviso Pubblico, Cittadinanzattiva e CISL Asti/Alessandria. Il presidente di Avviso Pubblico, Roberto Montà, ha posto l’accento sul legame tra trasparenza, coinvolgimento dei cittadini e prevenzione delle infiltrazioni criminali nella gestione delle risorse pubbliche. “Abbiamo bisogno di istituzioni che ritengano la trasparenza un valore e non un adempimento” ha aggiunto Montà, che vede nel percorso formativo anche la possibilità di ricostruire un rapporto di fiducia tra istituzioni e comunità locali, attraverso una trasparenza che non sia soltanto formale, ma diventi concreta e partecipata.

Il PNRR, in questa prospettiva, può lasciare un’eredità che vada oltre le opere realizzate, contribuendo a cambiare il modo in cui cittadini e amministrazioni si confrontano e collaborano. Un aspetto richiamato anche da Mara Scagni, presidente di Cittadinanzattiva Regione Piemonte APS, e da Cristina Vignolo della Segreteria Cisl, che hanno evidenziato il valore della comunicazione e dell’informazione come strumenti fondamentali per avvicinare i cittadini alla pubblica amministrazione.

È proprio questa la sfida che LIBenter intende raccogliere: fare in modo che le trenta ore di formazione non si esauriscano in un’esperienza isolata, ma diventino il punto di partenza per un nuovo metodo di lavoro, nel quale cittadini e amministratori possano confrontarsi sull’utilizzo delle risorse pubbliche e sull’effettiva utilità degli interventi. Perché, come ha ricordato Nicoletta Parisi, non è sufficiente sapere quanto denaro sia stato speso: ciò che conta davvero è comprendere se quelle risorse abbiano migliorato la vita delle persone.

Per iscriversi al corso è necessario inviare una mail a irene.colosio@libenteiritalia.eu.

 

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