22 Ottobre 2026
10:05
Terzo Valico, cantieri ancora fermi e nuovi operai in cassa integrazione. Sindacati: “Situazione inaccettabile”
PROVINCIA DI ALESSANDRIA – A nove giorni dall’avvio della cassa integrazione per 300 lavoratori della Seli Overseas, impegnati nei cantieri di Val Lemme e Radimero del Terzo Valico, la situazione resta bloccata. Nonostante le rassicurazioni arrivate durante l’incontro nazionale del 15 ottobre, i lavori di scavo non sono ripresi e si registrano nuove richieste di cassa integrazione anche da parte delle imprese subappaltatrici.
A denunciare lo stallo sono Paolo Conte della Fillea Cgil e Paolo Tolu della Feneal Uil, che chiedono un intervento urgente delle istituzioni per sbloccare una situazione che continua a pesare sui lavoratori.
Durante l’incontro del 15 ottobre, Rfi aveva dichiarato di non essere a conoscenza delle procedure di cassa integrazione e di aver “ordinato la ripresa immediata dei lavori”. A oggi, però, nei cantieri di Arquata Scrivia e Val Lemme le attività di scavo risultano ancora ferme.
Secondo i sindacati, il quadro si è ulteriormente aggravato con l’arrivo di nuove comunicazioni di richiesta di cassa integrazione ordinaria da parte di altre aziende che operano in subappalto per Seli Overseas. Nel frattempo, gli operai restano a casa con una retribuzione ridotta e, sempre secondo le organizzazioni sindacali, le imprese subappaltatrici non avrebbero ricevuto indicazioni sulla ripresa delle attività.
Per Fillea Cgil e Feneal Uil, lo stallo conferma come il contenzioso tra Cociv e Rfi continui ad avere conseguenze dirette sulle maestranze impegnate nella realizzazione dell’infrastruttura.
“Questa situazione non è accettabile, basta alibi. Se Rfi ha davvero ordinato la ripresa, faccia rispettare il suo ordine”, dichiarano Conte e Tolu, sollecitando un intervento delle istituzioni.
I rappresentanti sindacali ricordano inoltre l’impegno garantito finora dagli operai, che hanno lavorato 24 ore su 24, sette giorni su sette, su turni alternati, per accelerare la conclusione di un’opera considerata strategica per il Paese.
“I lavoratori hanno sempre dato il loro contributo lavorando a turni alternati H 24 e 7 giorni su 7 per finire il prima possibile questa opera strategica per il paese e non possono continuare a pagare loro il prezzo più grosso”, sottolineano i due sindacalisti.
La richiesta dei sindacati è quindi di sbloccare al più presto i cantieri e consentire il ritorno al lavoro degli operai, evitando che le conseguenze dello stallo ricadano ancora una volta sulle maestranze e sulle imprese coinvolte.
(in copertina immagine di repertorio)