Autore Redazione
sabato
24 Ottobre 2026
20:28
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Arte attività e beni culturali - Cronaca - Fondazione CR Alessandria - Alessandria

Premio Marchiaro, tutti i vincitori. Riconoscimenti a Enrico Mentana e Cecilia Sala

Premio Marchiaro, tutti i vincitori. Riconoscimenti a Enrico Mentana e Cecilia Sala

ALESSANDRIA – Alessandria è diventata un punto d’incontro tra modi diversi di fare giornalismo, quello televisivo che ha accompagnato intere generazioni e quello che oggi raggiunge soprattutto i più giovani attraverso podcast e piattaforme digitali. A rappresentarli due protagonisti dell’informazione italiana, Enrico Mentana e Cecilia Sala, entrambi premiati nel corso della dodicesima edizione del Premio giornalistico Franco Marchiaro, riconoscimento che, come sempre, valorizza anche ai giornalisti capaci di raccontare, attraverso le loro storie, il Piemonte, il Nord Ovest e la provincia alessandrina.

L’appuntamento ha segnato anche un cambiamento per il Premio che dopo le precedenti edizioni ospitate a Palatium Vetus si è trasferito nell’aula magna del DISIT, in viale Teresa Michel. Una scelta pensata per aprire maggiormente la manifestazione al pubblico e rafforzare il rapporto con l’Università del Piemonte Orientale.

Il momento che già fa  parlare ben oltre i confini provinciali è arrivato al termine del confronto tra Enrico Mentana e il presidente della giuria Luca Ubaldeschi. Dopo una conversazione dedicata all’attualità, al ruolo dell’informazione e alle trasformazioni del mestiere, il direttore ha sorpreso il pubblico con poche parole: “Il 23 dicembre lascio il Tg La7“.  Sui progetti futuri, però, Mentana ha preferito mantenere il riserbo, rispondendo con la consueta ironia alla domanda su cosa avrebbe fatto dopo il 23 dicembre: “C’è Natale, poi Capodanno”, ha scherzato, aggiungendo, di fronte all’insistenza di chi voleva sapere qualcosa di più: “Ah sì, dopo festeggio l’Epifania“. Una battuta con cui ha evitato di svelare le sue prossime mosse professionali, lasciando aperta la curiosità sul futuro dopo l’addio al Tg La7.

A Mentana è stato consegnato il Premio “Testimone dell’informazione 2026“, un riconoscimento alla carriera di un professionista che ha contribuito a cambiare il linguaggio dei telegiornali italiani. Dalla storica prima edizione del TG5, il 13 gennaio 1992, quando ne divenne direttore a 37 anni, fino all’esperienza al Tg La7 e al progetto editoriale digitale Open, il suo percorso racconta anche una parte importante dell’evoluzione dell’informazione nel nostro Paese. Per lui una clessidra in vetro di Murano della linea Venini, realizzata e offerta dalla maison Damiani di Valenza.

Se Mentana ha rappresentato la storia e l’evoluzione del giornalismo televisivo, Cecilia Sala ha portato sul palco il linguaggio di una generazione che si informa sempre più attraverso nuovi strumenti. Alla giornalista, conosciuta per i suoi reportage internazionali e per il podcast Stories, è andato il Premio Umberto Eco, istituito proprio quest’anno, nel decennale della scomparsa del grande intellettuale alessandrino.

Un riconoscimento che lega idealmente il pensiero di Eco alle sfide dell’informazione contemporanea. Sala è stata scelta per la capacità di raccontare realtà complesse, dall’Afghanistan all’Ucraina, dall’Iran alla Palestina, attraverso testimonianze raccolte sul campo e un linguaggio accessibile senza rinunciare al rigore giornalistico. Come sottolineato nella motivazione, “Cecilia Sala ha saputo innovare il resoconto giornalistico declinando la forza del racconto sul campo nel linguaggio delle piattaforme digitali”. Anche lei si è confrontata con Luca Ubaldeschi, offrendo al pubblico uno sguardo sul giornalismo di oggi e sulle nuove modalità di raccontare ciò che accade nel mondo.

Ma il Marchiaro non è soltanto una vetrina per i grandi nomi nazionali. Fin dalla sua nascita, il premio ha mantenuto un legame profondo con il territorio e con chi, attraverso articoli, inchieste e reportage, riesce a portarne alla luce storie, personaggi e cambiamenti.

Nella sezione “Nord Ovest”, il primo premio è andato a Valeria Parrella, con “Pellizza da Volpedo. Il sol dell’avvenire”, pubblicato su la Repubblica – Robinson, un lavoro dedicato al grande pittore legato alla storia artistica del territorio. Secondo classificato Enrico Martinet, con “Grattacielo Cervino” e “Le lacrime delle vette”, pubblicati su La Stampa, mentre il terzo riconoscimento è stato assegnato a Mario De Fazio per “L’ombra del fentanyl, droga degli zombie”, uscito su Il Secolo XIX.

Altrettanto significativo il quadro dei lavori premiati nella sezione “Alessandria e provincia”, che ha visto al primo posto Silvana Mossano, per i suoi articoli pubblicati su La Vita Casalese. Il secondo premio è andato a Floriana Rullo, autrice per il Corriere della Sera del servizio “Eva, la prima assessora creata con l’AI“, mentre al terzo posto si è classificata Sara Fisichella, con “Le tracce del tartufo”, pubblicato su La Stampa.

Ai vincitori delle due sezioni sono stati assegnati premi da 2.000 euro per il primo posto, 1.500 per il secondo e 500 per il terzo. Un riconoscimento concreto al lavoro di chi continua a cercare notizie, approfondire vicende e raccontare realtà che spesso trovano poco spazio nel dibattito nazionale.

In apertura della cerimonia c’è stato spazio anche per il ricordo di Emma Camagna, decana dei giornalisti alessandrini e per molti anni componente della giuria del Premio Marchiaro. Un omaggio a una figura che ha rappresentato un importante punto di riferimento per il giornalismo locale e che ha accompagnato con la propria esperienza anche il percorso di crescita della manifestazione.

A fare da filo conduttore alla giornata è stata soprattutto la riflessione sul valore dell’informazione in un’epoca in cui le notizie circolano con una velocità sempre maggiore e non sempre è facile distinguere i fatti dalle interpretazioni o dai contenuti privi di fondamento.

Un tema richiamato dal presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, Paolo Arrobbio, che ha sottolineato quanto il giornalismo professionale rappresenti ancora una bussola necessaria per orientarsi nel flusso continuo delle notizie. La presenza di Mentana e Sala, ha osservato, dimostra la crescita del Marchiaro in termini di prestigio e autorevolezza, senza dimenticare il valore dei lavori premiati nelle sezioni territoriali.
Il sindaco Giorgio Abonante ha invece posto l’accento sul significato della manifestazione per Alessandria, che attraverso questo appuntamento rende omaggio a due figure profondamente legate alla città, Franco Marchiaro e Umberto Eco.
Anche il rettore dell’Università del Piemonte Orientale, Menico Rizzi, ha insistito sull’importanza di un’informazione rigorosa, capace di fornire soprattutto alle giovani generazioni gli strumenti necessari per comprendere la complessità del presente. Un obiettivo che accomuna il mondo del giornalismo e quello universitario.
Per Antonio Maconi, presidente della Fondazione Solidal, il premio continua a rappresentare prima di tutto un modo per mantenere viva la memoria di Franco Marchiaro, storico cronista e capo servizio della redazione alessandrina de La Stampa. Proprio dal lascito del giornalista a Maconi è nata l’iniziativa che, arrivata alla dodicesima edizione, ha assunto una dimensione nazionale.
Il presidente della giuria Luca Ubaldeschi ha infine evidenziato come il Marchiaro stia diventando sempre più un’occasione di confronto sul valore dell’informazione, oltre che un momento di riconoscimento per il lavoro dei giornalisti.
A sottolineare il legame con le eccellenze alessandrine anche Borsalino, che ha donato uno dei suoi cappelli agli otto premiati. Il Premio Marchiaro, inserito nella Settimana della Cultura delle Fondazioni di origine bancaria e insignito della Medaglia del Presidente della Repubblica, conta inoltre sul contributo dell’Ordine nazionale dei Giornalisti, di Confcommercio Alessandria, ANCE Alessandria, Confindustria Alessandria e Unione Artigiani, oltre alla collaborazione di Casa Damiani.

 

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