26 Ottobre 2026
09:52
Tortona, bimba uccisa dalla mamma. I legali del padre: “Nessun divieto di vedere la figlia. Era la madre a ostacolare incontri”
TORTONA (AL) – Nessun provvedimento che impedisse al padre di vedere la figlia, nessun affidamento esclusivo alla madre e, nell’ultima udienza davanti al Tribunale di Alessandria, la decisione di disporre l’affidamento condiviso e la ripresa immediata degli incontri tra il papà e la piccola Alessandra Lucia. Sono i punti sui quali intervengono gli avvocati Lorenzo e Massimo Bianchi, legali del padre della bambina di poco più di tre anni uccisa dalla madre a Tortona.
Gli avvocati hanno diffuso un comunicato per fare chiarezza sulla situazione familiare e giudiziaria che ha preceduto l’omicidio della bambina.
Il primo chiarimento riguarda la denuncia presentata dalla madre della piccola per maltrattamenti da parte dell’ex compagno, risalenti a circa due anni fa e che sarebbero avvenuti anche in presenza della figlia. Secondo quanto precisato dai difensori, “nel (unico) procedimento per lesioni, il Pubblico Ministero ha ritenuto che il fatto non avesse rilevanza penale, chiedendo l’archiviazione, nel febbraio 2025”.
I legali sottolineano inoltre che “nei confronti del padre non è mai stato preso alcun provvedimento che impedisse di vedere e frequentare la figlia”. A ostacolare gli incontri, sostengono gli avvocati, sarebbe stato “unicamente il comportamento della madre”.
Un altro punto riguarda l’affidamento della bambina. Come spiegano i difensori, “non è mai stato disposto l’affidamento esclusivo alla madre”.
Davanti al Tribunale di Alessandria era invece pendente un procedimento civile finalizzato a regolamentare l’affidamento della minore. Il ricorso era stato avviato, secondo la ricostruzione dei legali, a causa del rifiuto della madre di consentire alla figlia di incontrare il padre e trascorrere del tempo con lui, nonostante il costante impegno dei servizi sociali per favorire la ripresa dei rapporti.
Gli avvocati precisano anche che il padre contribuiva da tempo, “nei limiti delle proprie possibilità economiche”, alle spese per la figlia, sostenendo costi relativi all’abitazione, alla mensa e all’asilo, oltre a occuparsi delle pratiche amministrative riguardanti la bambina.
Particolarmente importante, nella ricostruzione dei legali, è quanto accaduto nell’udienza del 22 ottobre, pochi giorni prima della tragedia. Si era trattato, spiegano, di una normale udienza di comparizione personale delle parti, durante la quale si era svolto un ordinario contraddittorio.
Al termine dell’udienza, secondo quanto riferito dagli avvocati Bianchi, era stato emesso un provvedimento che prevedeva “l’affidamento condiviso della minore, la riattivazione immediata degli incontri col padre, nonché una consulenza tecnica sulle capacità genitoriali chiesta da entrambe le parti”.
A chiedere ai legali di intervenire pubblicamente è stato lo stesso padre della bambina, profondamente segnato dalla tragedia. “Il padre, sconvolto e addolorato per l’accaduto, ci ha chiesto per amor di verità di esporre quanto sopra” spiegano gli avvocati Lorenzo e Massimo Bianchi.
Una presa di posizione con cui i difensori intendono chiarire la situazione giudiziaria e familiare precedente alla morte della piccola Alessandra Lucia, ricostruendo i provvedimenti adottati e i rapporti tra i genitori, mentre il padre si trova ad affrontare il dolore per la perdita della figlia.