Autore Redazione
martedì
27 Ottobre 2026
05:30
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Un’impresa da raccontare Alessandria - Italia

NANDO: quando il camion diventa una sentinella contro l’abbandono dei rifiuti

NANDO: quando il camion diventa una sentinella contro l’abbandono dei rifiuti

ITALIA – Sacchi lasciati accanto ai cassonetti, contenitori troppo pieni e rifiuti che si accumulano sui marciapiedi. Per contrastare il fenomeno, NANDO ha sviluppato una tecnologia che permette ai mezzi della raccolta di rilevare le criticità durante i normali percorsi in città.

NANDO (ReLearn Srl) è una startup innovativa italiana fondata nel 2021 a Torino, nata per rispondere a una criticità diffusa nel settore waste management: la mancanza di dati affidabili e strutturati. Attraverso un ecosistema integrato di soluzioni hardware e software basate su Intelligenza Artificiale, Computer Vision e IoT, NANDO monitora la produzione e la gestione dei rifiuti in diversi contesti, dalla raccolta urbana agli ambienti aziendali fino alla ristorazione collettiva.

Oggi NANDO supporta oltre 80 organizzazioni pubbliche e private in più di 17 Paesi nel mondo, trasformando i dati sui rifiuti in informazioni utili per migliorare i processi, la qualità della raccolta differenziata e le decisioni operative.

Un sacco lasciato a terra accanto a un cassonetto, un materasso abbandonato sul marciapiede, rifiuti che si accumulano intorno a un contenitore pieno. Sono situazioni che possono compromettere il decoro urbano e richiedere interventi aggiuntivi da parte dei gestori della raccolta. Ma dietro un abbandono non c’è sempre la stessa causa: a volte si tratta di un comportamento scorretto, altre volte di un contenitore saturo o di un servizio che non riesce a rispondere tempestivamente alle esigenze del territorio.

Il risultato, però, è visibile a tutti: strade meno pulite, spazi pubblici compromessi e risorse da destinare alla rimozione dei rifiuti.

Il fenomeno richiede quindi non soltanto interventi di pulizia, ma anche strumenti per capire dove si concentrano gli abbandoni, con quale frequenza si ripetono e quali fattori possono favorirli. Secondo un’indagine ISPRA, 1.217 Comuni, rappresentativi di oltre 15,3 milioni di abitanti, avevano attivato iniziative per la raccolta dei rifiuti abbandonati. Un dato che restituisce la dimensione del problema e la necessità di affiancare alla rimozione dei rifiuti una gestione più efficace delle criticità urbane.

Dai rifiuti abbandonati ai dati per intervenire

Una delle difficoltà principali è individuare tempestivamente le situazioni critiche. Le segnalazioni dei cittadini e le verifiche degli operatori sono strumenti importanti, ma non sempre permettono di ricostruire con continuità ciò che accade nei diversi quartieri. Un punto di raccolta può presentare lo stesso problema più volte, anche a distanza di pochi giorni, senza che questa ricorrenza emerga immediatamente.

È da questa esigenza che nasce NANDO.Sentinel, la soluzione sviluppata da NANDO, startup italiana fondata a Torino, che utilizza l’Intelligenza Artificiale e la Computer Vision per trasformare i mezzi di raccolta dei rifiuti in sentinelle mobili del territorio.

Il principio è semplice: sfruttare i percorsi che i camion effettuano già ogni giorno per raccogliere informazioni sulle condizioni dei punti di raccolta e sugli eventuali abbandoni.

Attraverso una telecamera AI installata sul veicolo di raccolta rifiuti, NANDO.Sentinel acquisisce immagini durante il normale servizio di raccolta. La tecnologia analizza le informazioni visive per rilevare i rifiuti lasciati fuori dai contenitori, monitorare volumi e qualità dei conferimenti e individuare possibili criticità, associando gli eventi alla loro posizione attraverso il GPS.

Le informazioni confluiscono in una dashboard centralizzata, che consente ai gestori di visualizzare e analizzare i dati raccolti.

In questo modo, un episodio isolato può diventare parte di un quadro più ampio. Se gli abbandoni si ripetono nello stesso punto, è possibile individuare un’area che richiede maggiore attenzione. Se il fenomeno si presenta con particolare frequenza in determinati momenti, lo storico può aiutare a valutare quando intervenire. Se, invece, i rifiuti si accumulano perché un contenitore raggiunge regolarmente la saturazione, i dati possono contribuire a rivedere l’organizzazione del servizio.

Come spiega Giovanni Lucifora, Co-Founder & Business Development Manager di NANDO:

“Una delle sfide delle città è oggi digitalizzare la raccolta dei rifiuti urbani, dotandola di strumenti capaci di osservare ciò che accade sul territorio e restituirlo attraverso dati oggettivi. Chi gestisce il servizio di raccolta ha bisogno di poter rendicontare quanto viene svolto e, allo stesso tempo, di individuare dove e come intervenire. Con NANDO.Sentinel trasformiamo il mezzo di raccolta in una vera sentinella urbana, capace di rilevare abbandoni, monitorare la qualità dei conferimenti e supportare l’ottimizzazione dei percorsi. In questo modo, ogni passaggio del mezzo diventa una fonte di dati per conoscere e migliorare il territorio.”

Il valore della tecnologia non consiste soltanto nel rilevare un rifiuto abbandonato, ma nel contribuire a comprenderne la ricorrenza e a orientare gli interventi. Disporre di dati geolocalizzati e di uno storico delle criticità può aiutare gestori e amministrazioni a definire le priorità, organizzare meglio le attività sul territorio e valutare eventuali modifiche al servizio.

L’approccio permette inoltre di raccogliere informazioni durante i normali passaggi dei mezzi, senza chiedere agli operatori di interrompere continuamente il lavoro per documentare manualmente ogni situazione. È un approccio che si inserisce nell’evoluzione verso una gestione dei rifiuti urbani con AI.

Per le amministrazioni e le aziende che gestiscono la raccolta, significa poter contare su una conoscenza più strutturata delle dinamiche urbane. Per i cittadini, l’obiettivo è contribuire a interventi più mirati e tempestivi, limitando il protrarsi delle situazioni di degrado.

La tecnologia, naturalmente, non sostituisce la necessità di comportamenti corretti né risolve da sola il problema degli abbandoni. Può però fornire uno strumento in più per riconoscere le criticità e affrontarle sulla base di informazioni concrete. Perché una città più pulita non dipende soltanto dalla capacità di raccogliere i rifiuti, ma anche da quella di capire dove il sistema incontra le maggiori difficoltà. E i camion che ogni giorno attraversano strade e quartieri possono diventare parte della soluzione: non soltanto mezzi che raccolgono ciò che viene lasciato a terra, ma strumenti per conoscere meglio il territorio e prendersene cura.

Per informazioni: info@nandoai.com Sito web: https://nandoai.com

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