Cronaca - Alessandria

La Costituzione parla ai giovani. La giudice Sciarrone Alibrandi al Volta di Alessandria: “Diritti e doveri non si possono dividere”

ALESSANDRIA –  Un testo scritto quasi ottant’anni fa, ma capace di parlare ancora alle nuove generazioni e di ricordare, ai giovani come agli adulti, che ai diritti si accompagnano sempre anche delle responsabilità verso gli altri e la società. È uno dei messaggi che Antonella Sciarrone Alibrandi, giudice della Corte costituzionale, ha portato questo martedì 27 ottobre agli studenti dell’Itis Volta di Alessandria, durante un incontro dedicato all’attualità della Carta e al legame tra diritti e doveri.

L’appuntamento rientra nel progetto nazionale “Viaggio in Italia. La Corte costituzionale nelle scuole”, che porta i giudici costituzionali tra i banchi per avvicinare i ragazzi ai valori della Repubblica. Un’occasione per guardare alla Costituzione non soltanto come a un testo da studiare, ma come a un riferimento concreto per la vita di tutti i giorni. Un aspetto sottolineato anche da Laura Bergonzi, dirigente dell’Ufficio scolastico regionale per il Piemonte – Ufficio IV e dalla dirigente del Volta, Maria Elena Dealessi, che ha definito la Carta “una vera bussola per orientare la convivenza civile”.

Ma come può un testo nato quasi ottant’anni fa continuare a parlare ai ragazzi di oggi? Per Sciarrone Alibrandi la risposta è nella sua stessa origine. “La Costituzione è stata scritta in un momento particolare della storia del nostro Paese ed è stata scritta proprio pensando al futuro”, ha spiegato la giudice. I padri e le madri costituenti avevano ben presente ciò che l’Italia aveva vissuto durante il fascismo e la guerra, ma non volevano soltanto impedire che quel passato si ripetesse. Volevano anche costruire una società fondata su principi come l’uguaglianza e la solidarietà, da realizzare pienamente anche negli anni a venire.

“Per questo motivo è un testo che non è destinato a invecchiare, perché ha una tensione intrinseca verso il futuro”, ha sottolineato la giudice. A mantenerne vivi i principi contribuisce anche il lavoro della Corte costituzionale, chiamata a custodire la Carta e ad applicarla tenendo conto dei cambiamenti della società.
Un esempio di questa attenzione al futuro è la recente modifica dell’articolo 9 della Costituzione, introdotta nel 2022, che ha inserito espressamente la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi “anche nell’interesse delle future generazioni”. Un riferimento che riguarda da vicino i ragazzi di oggi, perché richiama alla responsabilità di chi deve compiere scelte che avranno conseguenze anche sulla vita di chi verrà dopo.

Tra i tanti articoli della Carta, però, ce n’è uno che Sciarrone Alibrandi considera particolarmente significativo per i giovani: l’articolo 4, che riconosce il diritto al lavoro e, allo stesso tempo, chiede a ogni cittadino di contribuire, secondo le proprie possibilità e la propria libera scelta, al progresso materiale o spirituale della società.

Da una parte, quindi, c’è l’impegno della Repubblica a promuovere le condizioni che rendano effettivo il diritto al lavoro; dall’altra, la responsabilità di ciascuno di contribuire al bene comune. “Penso che sia un articolo molto significativo, perché ogni giovane si può sentire contemporaneamente titolare di un diritto, ma anche corresponsabile”, ha osservato Sciarrone Alibrandi.

Ed è proprio su questo equilibrio che la giudice ha invitato a riflettere. Nel dibattito pubblico si parla spesso dei diritti da riconoscere, difendere o rivendicare, mentre i doveri rischiano di rimanere sullo sfondo. La Costituzione, invece, tiene insieme questi due aspetti, ricordando che vivere in una comunità significa anche assumersi delle responsabilità nei confronti degli altri.
“Uno dei tratti più significativi della nostra Costituzione è proprio quello di legare intrinsecamente diritti e doveri. Non c’è un diritto senza che sia accompagnato da un dovere”, ha spiegato la giudice.

Non si tratta soltanto di rispettare le regole, ma di riconoscere che nessuno vive isolato e che i diritti di ciascuno si inseriscono in una rete di rapporti con gli altri. È questa l’idea di società che emerge dalle parole di Sciarrone Alibrandi: una comunità nella quale le libertà individuali e le responsabilità collettive non sono in contrapposizione, ma si sostengono a vicenda.

“La Costituzione è una trama fatta di rapporti, di relazioni”, ha ricordato la giudice. Una trama nella quale ogni persona ha un ruolo e nella quale l’esercizio dei propri diritti non può prescindere dalla consapevolezza dei doveri verso la collettività. “C’è proprio un fascio di doveri e di diritti da non dividere e che rende ciascuno corresponsabile, insieme agli altri, della società in cui vive”.

È forse questo il messaggio più importante dell’incontro al Volta: la Costituzione non riguarda soltanto ciò che ciascuno può chiedere allo Stato e alle istituzioni, ma anche il contributo che ognuno può dare alla società. Un richiamo che oggi assume un significato particolare per i giovani, ma che vale per tutti.
L’incontro di Alessandria fa parte del progetto avviato nel 2018 dalla Corte costituzionale e dal Ministero dell’Istruzione e del Merito e si svolge nell’anno in cui ricorrono i 70 anni dalla prima udienza pubblica della Consulta, tenutasi il 23 aprile 1956. Un anniversario che offre anche l’occasione per ricordare come i principi scritti quasi ottant’anni fa continuino a parlare al presente e alle generazioni che verranno.

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