“La salute vale più del profitto”: i cittadini di Spinetta davanti al Tribunale durante il processo ex Solvay
ALESSANDRIA – “Come stiamo? Angosciati per noi ma soprattutto per i nostri bambini e i nostri giovani. Quale sarà il loro futuro?“. Aldo Severi, del gruppo Vivere in Fraschetta, è uno dei cittadini di Spinetta presenti questo giovedì davanti al Tribunale di Alessandria in occasione dell’ultima udienza preliminare del procedimento per disastro ambientale a carico dei dirigenti ex Solvay, Stefano Bigini e Andrea Diotto. A organizzare il presidio il “Comitato Ce l’ho nel sangue-Giustizia per Spinetta e per tutta la Fraschetta”, composto anche da Greenpeace e al Comitato Stop Solvay, per invocare la rinuncia di tutte le parti civili, compresa la Regione Piemonte, a qualsiasi accordo transattivo per uscire dal procedimento. “La salute vale più del profitto” il messaggio riportato in uno dei cartelli esposti.
“Secondo me la politica considera la Fraschetta un territorio perso, altrimenti si preoccuperebbe di più” l’amara considerazione del signor Severi “speriamo che si rinunci a pochi soldi in cambio della salute, ai miei tempi si diceva che la salute non era in vendita, oggi la si regala“. “Ci aspettiamo anche un rinvio a giudizio per disastro ambientale colposo e pretendiamo piano di bonifica serio e concreto, con l’accelerazione di una legislazione che imponga limiti zero sullo sversamento dei pfas” ha aggiunto Eugenio Spineto, segretario alessandrino di Sinistra Italiana.