28 Giugno 2026
12:00
Esercitazione nazionale sul rischio alluvione nel bacino del Po: stress test anche nel Pavese
PAVIA – Testare la capacità di risposta del sistema di Protezione Civile in caso di una grave alluvione nel bacino del Po. È stato questo l’obiettivo di “Exe Po 2026”, l’esercitazione nazionale dedicata al rischio alluvionale e organizzata dal Dipartimento della Protezione Civile, in coordinamento con l’Agenzia Interregionale per il fiume Po, le Regioni interessate, le Prefetture e le Province lungo il bacino del fiume. Nel Pavese l’esercitazione ha riguardato in particolare la verifica dei flussi di comunicazione, dei modelli di intervento, del sistema di allertamento e del coordinamento tra i diversi livelli istituzionali. Lo scenario simulato ha richiamato eventi alluvionali di forte intensità, sul modello di quanto accaduto nell’ottobre del 2000 nel Nord-Ovest. Una parte importante dell’attività si è concentrata sulla Sipcam Oxon Spa di Mezzana Bigli, azienda a rischio di incidente rilevante. In questo caso è stato simulato uno scenario critico in progressivo peggioramento, per testare le misure di prevenzione e mitigazione del rischio in caso di allagamento dell’impianto. Si tratta dei cosiddetti eventi Natech, cioè eventi tecnologici innescati da calamità naturali. Durante la simulazione il gestore, con il supporto della Protezione Civile, ha messo in atto diverse misure di prevenzione per ridurre il rischio di danni esterni e salvaguardare la sicurezza dell’impianto. L’attività rappresenta anche un campo di prova utile alla futura definizione di indirizzi nazionali per la gestione di emergenze di questo tipo.
L’esercitazione ha previsto anche la simulazione della chiusura del ponte ferroviario di Bressana Bottarone e del ponte stradale tra Castel San Giovanni e Pieve Porto Morone, collegamento tra le province di Pavia e Piacenza. L’obiettivo era verificare il passaggio delle informazioni tra Prefetture, sale operative e gestori, valutando in anticipo le possibili ricadute sulla viabilità in caso di reale emergenza. Il Centro Coordinamento Soccorsi, attivato in Prefettura dal Prefetto Francesca De Carlini, ha seguito e monitorato anche le attività nel Comune di Bastida Pancarana, lungo l’argine del Po. Qui sono state simulate le procedure di comunicazione del sistema di allertamento, la chiusura delle paratoie delle chiaviche e le prove di pronto intervento idraulico per la salvaguardia delle arginature.
Prima della parte operativa si è svolta una formazione teorica rivolta a circa 400 volontari di Protezione Civile, poi impegnati nelle attività simulate e nelle procedure di presidio in caso di piena del Po. “La simulazione delle emergenze e la verifica delle capacità di reazione del sistema e dei flussi di comunicazione sono uno dei cardini del nostro sistema di protezione civile”, ha sottolineato il Prefetto Francesca De Carlini, ringraziando tutti i soggetti coinvolti a livello provinciale nell’esercitazione.