17 Luglio 2026
06:49
Lavoratori Amag Ambiente in stato di agitazione: duro attacco dei sindacati sui mezzi mancanti. L’azienda si difende
ALESSANDRIA – “Chi paga per tutti questi errori? Finora lo hanno fatto solo i cittadini e i lavoratori”. Si è chiuso con esito negativo il tentativo di conciliazione avvenuto lo scorso martedì 7 luglio in Prefettura tra i sindacati Fp Cgil, Fit Cisl e Uil Trasporti con i vertici di Amag Ambiente, l’azienda incaricata della raccolta rifiuti e della pulizia di strade e marciapiedi di Alessandria. Lo stato di agitazione proclamato dalle parti sociali, quindi, resta. Nelle assemblee dei lavoratori in programma questi giovedì e venerdì si valuterà quindi anche la possibilità di incrociare le braccia: un eventuale sciopero, nel caso, potrebbe poi concretizzarsi a settembre.
Nel mirino delle parti sociali è in particolare finita una gara d’appalto da 2.5 milioni di euro per l’acquisto di nuovi mezzi. Nel confronto dello scorso novembre era stato annunciato l’arrivo di oltre 30 strumentazioni. A distanza di nove mesi, hanno riferito i sindacati, ne sono arrivate otto ma con pedane mancanti o non idonee, una contestazione sollevata nei giorni scorsi anche da Fratelli d’Italia. Sono state consegnate anche due vasche elettriche ma senza la postazione di ricarica, mentre per tutti gli altri mezzi la gara sarebbe andata deserta. Le parti sociali, quindi, hanno lamentato una scrittura dei capitolati caratterizzata “da errori tecnici”, puntando il dito sul Responsabile Unico del Procedimento, il direttore Francesco Moretti, e su un consulente esterno.
Contattati da Radio Gold, l’amministratore delegato di Amag Ambiente Paolo Borbon e il direttore Francesco Moretti hanno precisato che “riguardo agli otto mezzi arrivati sono state immediatamente rilevate delle non conformità all’appalto, figlie di errori del costruttore. Abbiamo inviato una pec ed è stato convocato il costruttore, la società Farid. Il Rup lo ha convocato, è stata stata fatta una prima riunione. Abbiamo dato il termine fino al prossimo lunedì dove il costruttore dovrà spiegare queste difformità. Il contratto è stato firmato il 15 aprile: siamo in linea nell’ambito dei 180 giorni di tempo. I sindacati parlano di nostri errori tecnici? Abbiamo rispetto dei sindacati ma questa una illazione. Non è vero. Il capitolato è stato realizzato con la collaborazione di un tecnico di grande esperienza. La mancanza di postazioni di ricarica? Non è stata voluta appositamente. Non è stato considerato un elemento determinante per la messa in funzione. Oggi le vasche sono in funzione: attualmente sono in ricarica nelle colonnine in Amag Holding. Ora, però, l’impianto elettrico di Amag Ambiente è stato adeguato. La colonnina è stata acquistata e sarà installata verso la fine di luglio. Ricordo che, inoltre, questa specifica gara è figlia di un contributo al 50% del Consorzio Coreve che ha erogato 140 mila euro su un capitolato di 240 mila euro”.
Sul fatto che le gare per gli altri mezzi siano andate deserte, un altro tema sul quale Fp Cgil, Fit Cisl e Uil Trasporti hanno alzato la voce contestando anche il ricorso ad affidamenti diretti, Borbon e Moretti hanno addotto diverse ragioni: “Evidentemente i grandi costruttori non hanno interesse a costruire pochi mezzi. Preferiscono lotti da 100/500 mezzi a volta. Per questo abbiamo trovato soluzioni sostitutive. Abbiamo ripubblicato altre modalità di gare e ci siamo affidati a costruttori più locali e non di livello nazionale. I contratti sono stati firmati il 15 aprile: il tempo minimo per produrre questi mezzi è di 180 giorni. Abbiamo scelto anche affidamenti diretti dove è stato possibile farlo. I sindacati contestano questa scelta? Noi ci stiamo muovendo nel rispetto del Codice degli Appalti, con il supporto di uno studio legale, di un ufficio contratti di Amag Holding e uno studio legale. La critica dei sindacati ha poco senso: tutti questi passaggi sono assistiti da un legale specializzato. Altri dieci mezzi dovevano essere consegnati a fine maggio: la ditta non li ha consegnati. Abbiamo inviato tre pec, intimando la loro consegna. Il termine ultimo scade questa domenica 19 luglio. Tra questo mercoledì e giovedi sono arrivati cinque mezzi, questo venerdì arriveranno gli altri cinque. Sabato mattina faremo il collaudo. Entro i primi giorni di settembre entreranno in funzione”.
Un’altra significativa criticità sollevata da Fp Cgil, Fit Cisl e Uil Trasporti è la mancata attivazione dei nuovi nastri trasportatori, costati 300 mila euro e “non operativi a un anno e cinque mesi dal loro acquisto“. “La Provincia di Alessandria” hanno spiegato da Amag Ambiente “deve recepire la modifica non sostanziale dell’Autorizzazione. Il progetto è stato esaminato dagli enti interessati. Tra lunedì e martedì prossimo forniremo le delucidazioni richieste. C’è stato un allungamento dei tempi per problemi tecnici ma siamo arrivati alla fine del tunnel”.
Sulla mancanza di mezzi per consentire una regolare frequenza di svuotamento dei cassonetti, inoltre, Amag Ambiente ha spiegato l’esistenza di un contratto risalente a dieci anni fa, sulla base di dati di altri dieci anni prima: “Nel frattempo, però, le esigenze sono mutate, ad oggi questi parametri stabiliti dal contratto sono inadeguati. Quest’anno abbiamo aumentato la forza lavoro: da una parte perché occorre rimpiazzare chi è andato in pensione e, inoltre, nei primi mesi del 2026 il tasso di assenteismo che abbiamo registrato ammonta all’8% e non al 4% registrato in precedenza. Per questo stiamo ricorrendo ai contratti atipici: l’utilizzo di dipendenti assunti a tempo determinato o con modalità interinale, con il conseguente aggravio dei costi. Queste esternalizzazioni dureranno però fino a settembre. Basti pensare che un giorno di un paio di settimane fa è capitato di dover far fronte a 17 assenze, pari al 20%. Nel fissare i premi di risultato con i sindacati avevamo sottoscritto una specifica quota di tasso di assenteismo, tra ferie e malattie. Abbiamo appurato che questa quota è raddoppiata nel primo semestre del 2026. Ci sono dei giorni in cui il personale manca e il servizio viene magari completato il giorno dopo. Su questo tema con i sindacati occorrerà aprire un tavolo di riflessione comune. Questo non vuol dire che scarichiamo sui lavoratori le responsabilità: se la manodopera viene a mancare rispetto a una programmazione stiamo mettendo in atto tutte le azioni per sopperire a questa mancanza cronica. Si tratta di un dato oggettivo”.
Secondo Borbon e Moretti, infine, le segnalazioni sull’abbandono rifiuti sarebbero quadruplicate negli ultimi due mesi: “Da 50 a 220 al mese. Con il Comune di Alessandria vorremmo condividere una implementazione della raccolta degli abbandoni, in parallelo con le fototrappole che cominciano a dare risultati e con l’attività degli ispettori, unita a una capillare comunicazione”.