13 Luglio 2026
13:24
Crisi del riso, nel Casalese 8 mila ettari a rischio: importazioni in aumento e prezzi in calo
PROVINCIA DI ALESSANDRIA – Circa 8 mila ettari coltivati a riso, concentrati soprattutto nel Casalese, rischiano di risentire sempre di più della crisi che sta colpendo il comparto. Confagricoltura Alessandria ha lanciato l’allarme sul calo delle quotazioni e sull’aumento delle importazioni, che stanno riducendo i margini delle aziende agricole del territorio. Il quadro nazionale si riflette direttamente anche sulla provincia di Alessandria, inserita nella principale regione risicola d’Italia. Il Piemonte rappresenta infatti circa il 52% della produzione nazionale, mentre nel Casalese la coltivazione del riso continua ad avere un peso importante dal punto di vista economico, storico e ambientale.
Secondo Confagricoltura, a fronte di una disponibilità complessiva di prodotto sostanzialmente stabile rispetto alla campagna precedente, il mercato registra una forte contrazione. Le quotazioni alla produzione continuano a scendere, rendendo sempre più difficile per gli agricoltori coprire i costi e mantenere redditizia la coltura.
A pesare è soprattutto l’aumento del riso proveniente dai Paesi extra Ue. Nei primi tre mesi del 2026 le importazioni in volume sono cresciute del 29%, percentuale che sale al 47% rispetto a due anni fa. In valore, l’incremento dal 2024 è stato del 17%. Secondo il sindacato agricolo, l’arrivo di prodotto estero alimenta l’eccesso di offerta e spinge ulteriormente verso il basso i prezzi riconosciuti ai produttori italiani.
Confagricoltura Alessandria ha quindi chiesto un meccanismo di tutela sulle importazioni provenienti dai Paesi Eba, che possono accedere al mercato europeo senza dazi e quote, insieme a una revisione delle tariffe doganali e all’introduzione di un dazio specifico per il riso bianco. Tra le altre proposte ci sono incentivi per i contratti di filiera, una migliore programmazione delle produzioni, sostegni allo stoccaggio, misure per l’uso razionale dell’acqua nelle risaie e una maggiore aggregazione tra produttori.
La preoccupazione è che, se la crisi dovesse continuare, anche gli agricoltori del Casalese possano essere spinti ad abbandonare il riso per colture più remunerative. Il tema sarà affrontato nel tavolo nazionale convocato per il 30 luglio alla presenza del ministro Francesco Lollobrigida.