Autore Redazione
mercoledì
9 Settembre 2026
14:24
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Cronaca - Alessandria

Perdite acido fluoridrico allo stabilimento Syensqo, Comitati dei cittadini: “Popolazione non informata subito”

Perdite acido fluoridrico allo stabilimento Syensqo, Comitati dei cittadini: “Popolazione non informata subito”

ALESSANDRIA – “Non se ne può più”. Questa la reazione del Comitato Ce l’ho nel sangue alla notizia della fuoriuscita di acido fluoridrico da uno dei reparti dello stabilimento Syensqo di Spinetta Marengo. “Non possiamo continuare a considerare normale che in uno stabilimento dove si producono e si utilizzano sostanze estremamente pericolose si verifichino continuamente incidenti, anomalie ed emergenze” hanno sottolineato gli esponenti del Comitato Stop Solvay, Greenpeace e Vivere in Fraschetta “ogni nuova emergenza rende sempre più evidente quanto sia assurdo continuare a ragionare su come ridurre il rischio rispetto ad uno stabilimento che chiaramente non è in grado di garantire che le proprie produzioni avvengano in condizioni di sicurezza”. 

Le rassicurazioni di Arpa Piemonte, (secondo l’Agenzia, infatti i “valori delle misure effettuate ai limiti di rilevabilità strumentali” e “le condizioni meteorologiche in atto, insieme ai sistemi di abbattimento della ditta, hanno contribuito a contenere la dispersione della sostanza altamente solubile in acqua”) non convincono le associazioni dei cittadini. “Dopo decenni di contaminazione, con Pfas nell’ambiente e nel sangue delle persone, il margine di rischio che questo territorio può permettersi dovrebbe essere zero. Qui non serve imparare a gestire meglio le emergenze o stare a guardare se i protocolli di sicurezza hanno funzionato. Serve finalmente affrontare ciò che è stato lasciato alle spalle: la bonifica della Fraschetta. Perché non è accettabile continuare a produrre sostanze pericolose mentre la contaminazione accumulata in decenni resta lì, senza una bonifica vera e integrale”.

Il Comitato Ce l’ho nel sangue ha anche contestato le modalità di diffusione della notizia: “Non è accettabile nemmeno che chi vive a Spinetta venga informato dai giornali di quello che è successo a pochi metri da casa propria. La popolazione deve sapere immediatamente cosa è accaduto, quali sostanze sono state coinvolte e quali rischi ci sono stati”.

Nel mirino del Comitato, infine, il rinnovo dell’Autorizzazione Integrata Ambientale a Syensqo, avvenuto un mese fa: “Non sono ancora stati resi pubblici i verbali della Conferenza dei Servizi. Ancora non possiamo sapere quali posizioni siano state espresse e quali impegni siano stati assunti. Non potete chiederci semplicemente di fidarci. Noi pretendiamo scelte precise, verificabili e all’altezza. Stop alle produzioni nocive. Stop ai PFAS, vecchi e nuovi. Bonifica immediata della Fraschetta. Il rischio zero è l’unico obiettivo che dovrebbe avere chi ha la responsabilità di tutelare la saluta pubblica”. 

“I comitati hanno ragione” ha sottolineato Sinistra Italiana Alessandria “non possiamo considerare normale l’emergenza permanente di un territorio già profondamente contaminato. Ma oggi la domanda è soprattutto politica: chi governa questo territorio sa davvero governarlo oppure ritiene che gli interessi economici vengano prima della salute pubblica? La Provincia si limita a gestire procedure, acquisire pareri e firmare autorizzazioni. Ma governare significa scegliere. Significa stabilire quali interessi vengono prima e quale futuro vogliamo per Spinetta e per la Fraschetta. Significa assumere una precisa responsabilità sul livello di rischio che si sceglie di accettare e sul modello di sviluppo che si vuole mantenere. L’A.I.A. appena autorizzata rende questa responsabilità ancora più evidente. Mentre si autorizza la prosecuzione delle produzioni e le emissioni nell’ambiente, la contaminazione storica resta ancora senza una bonifica integrale. I verbali della riunione restano ancora in un cassetto, mentre la comunità della Fraschetta si sveglia la mattina e scopre dai giornali che nella notte c’è stata una nuova emergenza allo stabilimento a pochi metri dalle loro case. Noi una scelta l’abbiamo fatta: la salute pubblica viene prima degli interessi economici. La politica di cui Spinetta ha bisogno è quella che ambisce al rischio zero. Siamo al fianco dei comitati e delle loro battaglie”. 

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