Autore Redazione
mercoledì
14 Ottobre 2026
05:02
Condividi
Cronaca - Eventi - Mostre - Acqui Terme

Due anni dopo la tragedia di Pinuccia e Daniel, a Rivalta Bormida una mostra fotografica su rispetto e consenso

Due anni dopo la tragedia di Pinuccia e Daniel, a Rivalta Bormida una mostra fotografica su rispetto e consenso

RIVALTA BORMIDA – La fotografia diventa uno strumento per educare al rispetto, al consenso e all’accettazione delle differenze. Sabato 17 ottobre, alle 15.30, nella Biblioteca Comunale di Rivalta Bormida sarà inaugurata la mostra “Il resto del volto sono gli altri”, nata da un percorso educativo promosso dal Centro Antiviolenza me.dea e realizzato con la fotografa professionista Erica Spigariol. L’iniziativa rientra nel progetto #SAVE4-Sensibilization Against ViolEnce, finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri-Dipartimento Pari Opportunità, in collaborazione con la Regione Piemonte. Il progetto ha coinvolto circa 70 studenti delle classi terze dell’Istituto Comprensivo “Norberto Bobbio” di Rivalta Bormida e Cassine. Anche il Comune di Rivalta Bormida ha aderito come partner, sostenendo la realizzazione della mostra. La mostra sarà visitabile gratuitamente anche il 19, 23, 26 e 30 ottobre, dalle 15 alle 18, nella Biblioteca Comunale di Rivalta Bormida, in via Bocca 2. 

La scelta del paese di Rivalta Bormida richiama a un tragico evento: il 20 agosto 2024, infatti, tutta la comunità fu colpita dal femminicidio di Pinuccia Rocca, uccisa insieme al figlio Daniel dall’ex marito. Una iniziativa annunciata da me.Dea lo scorso febbraio. Durante il percorso, ragazze e ragazzi hanno utilizzato la fotografia per riflettere sull’identità personale, sull’accettazione di sé e sulle relazioni con gli altri. Gli studenti si sono fotografati gli uni con gli altri, scegliendo dettagli dei propri volti che, uniti a quelli dei compagni, hanno dato vita a un grande collage e a un unico volto collettivo. Un lavoro pensato per mostrare come le differenze possano convivere e diventare una ricchezza.

Al centro dell’esperienza anche il valore del consenso e il rispetto delle scelte individuali. Prima di scattare una fotografia, gli studenti hanno imparato a chiedere il permesso e ad accettare un eventuale rifiuto. Ogni partecipante ha potuto scegliere quali dettagli del proprio volto mostrare oppure decidere di non partecipare. Il progetto ha offerto anche l’occasione per affrontare temi come gli stereotipi, le responsabilità nelle relazioni e l’importanza di chiedere aiuto nei momenti di difficoltà.

 

Condividi