23 Ottobre 2026
18:59
“La Ragazza delle Gardenie” tra i corti in concorso domenica 25 ottobre
ALESSANDRIA – L’Ottobre Alessandrino sta facendo di Alessandria un punto di riferimento della critica cinematografica e sta ospitando grossi nomi del cinema in un approfondimento che dura un intero mese. Tra i tanti meriti della direzione artistica, curata da Luca Ribuoli e Roberto Lasagna, c’è lo spazio dato al cinema emergente ed indipendente, che troverà la sua speciale collocazione sabato 24 e domenica 25 ottobre presso lo spazio YGGDRA (Via Verona 95) con il Concorso Internazionale cortometraggi e la successiva premiazione.
Tra le opere originali presentate, nel pomeriggio di domenica 25 ottobre (le proiezioni inizieranno alle 15.30) ci sarà un corto che contiene molto della provincia di Alessandria: “La Ragazza delle Gardenie”, sceneggiato e diretto da Christian Olcese, poeta e regista genovese anche attivo in teatro (suo il lavoro “Voci sole”, presentato nella scorsa stagione teatrale del Comune presso il Teatro Alessandrino). Non solo vi appare, nelle riprese esterne, la campagna di Cassano Spinola, colta in tutta la sua bellezza, ma la protagonista femminile è Marta Gastini, affermata attrice di Alessandria. Il cast è prestigioso e vi figurano Fancesco Patané (che recitava anche in Voci sole) e, in un cameo girato a casa sua a Gavi, il noto critico e storico cinematografico Steve Della Casa. Lo stesso Olcese, anche attore, si è ritagliato una piccola parte nel copione.
“La Ragazza delle Gardenie” sta facendo un giro oltre ogni aspettativa in più festival – racconta Olcese – è scelto da sale d’essai per aprire film lunghi al cinema, una cosa che non si faceva più e dentro la quale sono riuscito ad entrare. A Milano al cinema Arlecchino ha aperto un film di Ermanno Olmi e al Baretti a Torino ha aperto un film francese, mentre l’anteprima era stata proiettata all’Ortigia Film Festival in Sicilia”.
Il cortometraggio ha origine dall’amicizia del regista con la poetessa Sara Ciampi (candidata al Nobel per la letteratura) e dal suo desiderio di trasformare in film un libro scritto per lei dalla madre. Del libro rimangono il contesto dell’inizio del secolo scorso e la figura della protagonista, una poetessa afflitta da tubercolosi (una costrizione vissuta dalla stessa Sara Ciampi) che vive un tenero innamoramento per un contadino.
“Ho mantenuto i nomi, ma ho trasformato lo stile narrativo-teatrale del testo in linguaggio cinematografico. Ho così creato due linee temporali diverse: una ai nostri giorni e una nel 1901 (quella del romanzo originario)”. Marta Gastini interpreta due personaggi in due epoche differenti. E’ una ministra di Roma impegnatissima, che giunge a Cassano Spinola per vendere una proprietà di famiglia e si imbatte nel diario di una prozia, ma è anche la sua stessa antenata, Rosa, la cui storia d’amore è contenuta negli scritti trovati.
La sceneggiatura si fonda su “una ricerca linguistica che crea un rapporto forte tra tempo dilatato, fatto da parole altisonanti, e fretta contemporanea. La poetessa si esprime con una forma elegiaca e aulica, la pronipote, donna della politica, con uno stile frettoloso”. Sono due donne antitetiche, che rappresentano figure totalmente diverse dal punto di vista sociale. La ministra è frenetica nella mole di impegni e incontri, l’antica poetessa vive un tempo di pause e riflessioni, concedendosi alla ”voglia di staccarsi dalla malattia per cercare l’amore”. Sono tuttavia due donne con un comune denominatore che farà rispecchiare la protagonista moderna nella sua ava, in un finale da scoprire.
La poesia ha un ruolo importante nel testo. “sono un fan della voce fuori campo e qui la voce legge poesie mie”, come ha voluto la stessa Sara Ciampi, racconta il regista-poeta, ricordando il timore reverenziale provato alla richiesta fatta dall’amica, poetessa di caratura internazionale. Insieme alla poesia delle parole c’è quella del paesaggio e degli ambienti di Palazzo Tursi di Genova e dello splendido casolare “La castagnola” di Cassano Spinola: tra parole, sentimenti, epoche che scorrono e infine si intrecciano, c’è anche il nostro territorio e una storia che vi trova le radici.