26 Ottobre 2026
15:27
Ospedale di Alessandria, annunciate assunzioni ma resta l’agitazione. Nursind: “Servono risposte concrete”
ALESSANDRIA – Prosegue lo stato di agitazione del personale promosso dal sindacato Nursind Cgs all’Irccs Azienda Ospedaliero Universitaria di Alessandria. Circa cento dipendenti hanno partecipato alle due assemblee di venerdì 23 ottobre, condividendo la decisione di mantenere la mobilitazione in attesa di riscontri sugli impegni annunciati dalla Direzione. Tante le criticità al centro del confronto: carenza di personale, carichi di lavoro, mobilità, sostenibilità dell’attività chirurgica rispetto alle capacità delle degenze, progetti incentivanti e criticità del 118.
Le assemblee hanno esaminato gli esiti dell’incontro con la Direzione aziendale di mercoledì 21 ottobre. Secondo quanto riferito dalla delegazione sindacale, l’Azienda ha annunciato l’assunzione di 28 operatori sociosanitari: 18 per sostituire pensionamenti e 10 per potenziare l’organico. La Direzione avrebbe inoltre manifestato l’intenzione di bandire una selezione per infermieri a tempo determinato, destinati a sostituire personale assente. Potrebbero candidarsi anche i circa trenta studenti della sede Upo di Alessandria che conseguiranno la laurea in Infermieristica il 27 novembre. Non si tratta di trenta assunzioni già definite, ma di una possibilità di reclutamento. “Prendiamo atto delle aperture aziendali, ma chiediamo che agli annunci seguano atti, tempi di ingresso e destinazioni del personale chiaramente individuati”, ha sottolineato Nursind Cgs.
Sul fronte economico, sempre secondo il sindacato, la Direzione ha comunicato l’intenzione di finanziare con risorse del bilancio aziendale alcuni progetti e attività legati a Ecmo, pronta disponibilità oltre il settimo turno, espianti, Medicina nucleare e Sest 118. Per il progetto sui rientri in servizio restano invece da verificare la sostenibilità economica e la disponibilità di ulteriori fondi. Nursind chiede chiarimenti su coperture, criteri di accesso, attività riconosciute e tempi di pagamento. Una delle contestazioni riguarda la distribuzione degli infermieri liberi professionisti. Il sindacato ha criticato la scelta di destinare ai blocchi operatori circa il 75% dei 24 professionisti incaricati, richiamando la necessità di rafforzare anche le degenze. “Ogni intervento richiede un percorso assistenziale che prosegue nei reparti. Mantenere i volumi chirurgici senza assicurare alle degenze personale sufficiente significa trasferire il carico di lavoro su équipe già in difficoltà”, ha evidenziato l’organizzazione.
Le segnalazioni della delegazione hanno riguardato Cardiochirurgia, Neurochirurgia, Endoscopia digestiva, Medicina d’urgenza, Geriatria, Neurologia e Ortopedia. Secondo Nursind, in questi servizi le presenze arriverebbero a coincidere con i contingenti minimi previsti in caso di sciopero: una condizione che il sindacato ritiene inadeguata al funzionamento ordinario. La richiesta è di adeguare volumi e organizzazione dei servizi al personale effettivamente disponibile, tutelando riposi e sicurezza assistenziale.
Durante il confronto è stata discussa anche l’ipotesi di un tavolo tra l’Azienda Ospedaliero Universitaria di Alessandria, l’Asl Al e l’Asl di Asti, per valutare una convenzione che permetta ai professionisti delle tre aziende di svolgere turni aggiuntivi volontari e retribuiti presso le altre aziende del quadrante. L’assemblea ha condiviso l’approfondimento della proposta. Restano da definire adesioni, autorizzazioni, risorse e compensi, nel rispetto dei riposi, dei limiti di orario e degli impegni nell’azienda di appartenenza. Per Nursind, questa possibilità non deve trasferire le carenze da un’azienda all’altra né aggravare i carichi di lavoro.
Il sindacato ha inoltre chiesto di considerare, nella programmazione degli organici, gli impegni legati allo sviluppo della ricerca dopo il riconoscimento Irccs. “La ricerca è un’opportunità di crescita per l’Azienda e per i professionisti, ma richiede personale, formazione e tempo dedicato”, ha rimarcato Nursind. Un’ulteriore contestazione riguarda le modalità organizzative adottate per consentire la partecipazione alle assemblee, svolte dalle 12 alle 14 e dalle 14 alle 16. Secondo il sindacato, la gestione della riduzione delle attività, in particolare chirurgiche e ambulatoriali, avrebbe limitato la presenza dei lavoratori in servizio e non avrebbe tenuto adeguatamente conto delle previsioni del Ccnq e dell’accordo aziendale sul contingentamento del personale. Nursind chiederà di affrontare la questione in un successivo incontro e nell’eventuale prosecuzione del percorso di raffreddamento e conciliazione davanti al Prefetto. “Il confronto resta aperto, ma servono risposte concrete. Valuteremo le assunzioni effettivamente realizzate, la distribuzione del personale, la copertura dei progetti e le ricadute sulle condizioni di lavoro”, ha concluso Nursind Cgs.