Autore Redazione
venerdì
30 Ottobre 2026
05:18
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Cronaca - Alessandria

Ad Alessandria una rete contro la povertà alimentare: dal recupero del cibo al supporto di chi è in difficoltà

Ad Alessandria una rete contro la povertà alimentare: dal recupero del cibo al supporto di chi è in difficoltà

ALESSANDRIA – Recuperare il cibo, ridurre gli sprechi e aiutare le persone in difficoltà a costruire percorsi di autonomia. Sono gli obiettivi di Rise, il progetto al quale il Comune di Alessandria ha aderito come partner. L’iniziativa è promossa da Enaip Piemonte, con il sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo, nell’ambito del bando “Verso politiche locali del cibo: sistemi territoriali e sostenibilità per il contrasto alla povertà”. Rise, acronimo di “Resilience, Inclusion, Sustainability, Education”, prosegue il lavoro avviato con Recuperando. Il progetto punta a rafforzare la collaborazione tra enti pubblici, organizzazioni del terzo settore e associazioni attraverso un sistema integrato di recupero, trasformazione e distribuzione di beni di prima necessità, con attenzione agli sprechi e all’impatto ambientale.

Il Comune coordinerà le attività del Patto territoriale Recuperando e contribuirà alla mappatura dei piccoli produttori locali e dei mercati attenti alla biodiversità e alle pratiche sostenibili. Sono previste anche la definizione di un manifesto per le politiche locali del cibo e iniziative di comunicazione per valorizzare il cibo come diritto fondamentale. Un altro obiettivo è migliorare l’approvvigionamento e la distribuzione, coinvolgere nuovi soggetti e donatori, aumentare la varietà dei prodotti disponibili e rendere più efficace la collaborazione tra le realtà della rete. Il programma comprende inoltre incontri formativi, laboratori di sostenibilità ed educazione alimentare, seminari e campagne di comunicazione rivolti alla cittadinanza.

Per l’assessora ai Servizi sociali Roberta Cazzulo, il progetto rappresenta un passaggio verso interventi più strutturati: “La povertà alimentare non si cura infatti soltanto ‘fornendo cibo’: si combatte offrendo dignità, educazione e percorsi concreti di emancipazione”. L’assessora ha sottolineato il ruolo della collaborazione tra Comune, terzo settore, Caritas, Enaip e Università del Piemonte Orientale. I laboratori e gli incontri, ha spiegato, serviranno anche a mostrare come un’alimentazione sana e varia sia possibile valorizzando risorse limitate e prodotti freschi del territorio.

Il direttore generale di Enaip Piemonte Matteo Faggioni ha richiamato l’attenzione sulla qualità dell’alimentazione e sulla capacità di scelta: “Garantire alle persone l’accesso al cibo significa infatti intervenire non solo sulla disponibilità di alimenti, ma anche sulla qualità, sulla sostenibilità, sulla capacità di scelta e sui percorsi di autonomia”. La formazione sarà quindi uno strumento di inclusione e partecipazione. Anche la direttrice di Enaip Alessandria Nicoletta Faccini ha evidenziato la necessità di superare una risposta soltanto emergenziale: “Il nostro obiettivo è contribuire a costruire un sistema territoriale capace di sostenere le persone nel presente, ma anche di creare condizioni di maggiore autonomia per il futuro”. Come capofila, Enaip Piemonte metterà a disposizione le proprie competenze nella formazione e nell’inclusione, lavorando con i partner.

Per Silvia Sacchi, progettista e tutor dell’associazione Cultura e Sviluppo, “il cibo non è solo assistenza. È salute, relazioni, lavoro e comunità”. Il progetto punta a collegare gli interventi contro la povertà con il mondo produttivo e le politiche pubbliche, costruendo un percorso condiviso capace di proseguire oltre la durata dell’iniziativa.

La presidente dell’associazione Orizzonti Verdi Ivana Stefani ha ribadito l’attenzione alle modalità di produzione e distribuzione: “Noi di ‘Orizzonti Verdi’ crediamo che il cibo sia un diritto di tutti, non un semplice prodotto da comprare”. La partecipazione dell’associazione sarà orientata a pratiche rispettose delle persone e dell’ambiente.

Il Dipartimento per lo sviluppo sostenibile e la transizione ecologica dell’Università del Piemonte Orientale contribuirà con attività di ricerca e analisi. Come illustrato dal ricercatore di Economia aziendale Giorgio Cantino, sarà realizzata una mappatura del sistema alimentare, attraverso la raccolta e l’integrazione di dati su alimentazione, povertà, salute e sostenibilità. L’obiettivo è costruire una base conoscitiva a supporto delle politiche locali. Il dipartimento elaborerà anche un piano di sostenibilità organizzativa, economica e sociale a medio-lungo termine, individuando strategie e risorse per consolidare la rete degli interventi.

La progettista di Caritas diocesana di Alessandria Silvia Coscia ha infine sottolineato il legame tra recupero delle eccedenze e sostegno alle famiglie fragili: “Il recupero delle eccedenze alimentari non è soltanto una risposta concreta a un bisogno, ma rappresenta una scelta di responsabilità sociale e ambientale”. Per Caritas, la sfida è rendere il recupero alimentare una pratica stabile e condivisa, capace di coinvolgere la comunità e unire sostenibilità, solidarietà e attenzione alla persona.

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