Autore Redazione
venerdì
6 Novembre 2026
05:02
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Cronaca - Alessandria

Tappa ad Alessandria della maratona “Uniti per Paolo”: quasi 600 km contro la violenza giovanile

Tappa ad Alessandria della maratona “Uniti per Paolo”: quasi 600 km contro la violenza giovanile

ALESSANDRIA – Quasi 600 chilometri dall’Isola d’Elba a Milano per sensibilizzare contro la violenza giovanile. La maratona “Uniti per Paolo” ha fatto tappa questo giovedì ad Alessandria, dove la Sala Consiliare del Comune ha ospitato un incontro dedicato alla prevenzione, al ruolo degli adulti e agli strumenti con cui istituzioni, scuole, famiglie e associazioni possono contrastare i comportamenti violenti tra i più giovani.

L’appuntamento si è svolto durante un’audizione congiunta della Commissione consiliare Politiche Sociali e Sanitarie e della Commissione Cultura e Istruzione. Al confronto hanno partecipato i rappresentanti della Fondazione Uniti per Paolo Ets, Andrea Pieri e lo staff della maratona. Coinvolti anche i giovani del Servizio Civile del Comune di Alessandria. Al centro dell’incontro la necessità di costruire una responsabilità condivisa nella prevenzione della violenza, senza affidare il problema a una sola realtà.

La maratona è promossa dalla Fondazione presieduta da Rossella Lamarra e vede protagonista Andrea Pieri, impegnato in un percorso di quasi 600 chilometri suddiviso in 15 tappe attraverso Toscana, Liguria, Piemonte e Lombardia. L’arrivo è previsto domenica 8 novembre in piazza XXIV Maggio a Milano. L’iniziativa attraversa città e territori legati alla storia di Paolo Sarullo, giovane di Albenga la cui vicenda è diventata il punto di partenza della campagna di sensibilizzazione.

Paolo Sarullo aveva 24 anni quando, nella notte del 19 maggio 2024, fu aggredito da un gruppo di giovani mentre rientrava a casa dopo una serata trascorsa con un amico. Secondo quanto riferito dalla Fondazione, l’aggressione avvenne durante un tentativo di sottrargli il monopattino elettrico. Dopo una lunga lotta tra la vita e la morte, Paolo affronta oggi un difficile percorso di riabilitazione a causa delle gravissime conseguenze neurologiche e motorie riportate. La Fondazione punta a trasformare la sua storia in un messaggio rivolto soprattutto alle nuove generazioni, valorizzando sport, scuola, istituzioni e partecipazione dei cittadini come strumenti di prevenzione.

Sul tema è intervenuta l’assessora alle Politiche Giovanili Vittoria Oneto: “Ospitare ad Alessandria la maratona ‘Uniti per Paolo’ significa interrogarsi profondamente sul ruolo che tutti noi rivestiamo all’interno della comunità. Il tema della violenza giovanile richiede un’analisi approfondita delle dinamiche relazionali e dei linguaggi con cui i nostri ragazzi si confrontano oggi. Al tempo stesso, è fondamentale ricordare che gli adulti devono offrire il buon esempio: quando la politica, il dibattito pubblico e i linguaggi quotidiani usano toni aggressivi e conflittuali, si finisce per legittimare modelli sbagliati”.

Oneto ha quindi richiamato la necessità di un patto tra generazioni: “La prevenzione deve fondarsi su un vero e proprio patto generazionale. Abbiamo il dovere di assumerci la nostra parte di responsabilità, istituzioni e adulti in primis, adottando comportamenti inclusivi e promuovendo una cultura dell’ascolto e del rispetto reciproco, affinché i nostri ragazzi possano crescere in una società che sa guidare con l’esempio prima ancora che con le parole”.

Anche l’assessora alle Politiche Sociali Roberta Cazzulo ha sottolineato il valore della testimonianza portata ad Alessandria dalla Fondazione: “La testimonianza della Fondazione Uniti per Paolo ha rappresentato un invito rivolto a tutte e tutti noi a non rimanere indifferenti e a promuovere, attraverso gesti concreti, una società più consapevole, rispettosa e solidale. Al centro di questa iniziativa c’è la storia di Paolo Sarullo, giovane di Albenga che, nella notte del 19 maggio 2024, mentre stava tornando a casa dopo una serata in compagnia di un amico, è stato aggredito da un gruppo di giovani nel tentativo di sottrargli il monopattino elettrico. L’aggressione gli ha causato una condizione di tetraplegia, cambiando profondamente la sua vita”.

Cazzulo ha poi ricordato il coinvolgimento dei giovani del Servizio Civile del Comune di Alessandria: “Con il loro impegno quotidiano testimoniano quanto i valori della solidarietà, della vicinanza e della cittadinanza attiva siano fondamentali nel loro percorso. Quattro adolescenti su dieci dichiarano di aver compiuto o subito episodi di violenza. Diventano quindi fondamentali iniziative di confronto come questa, dedicate alla prevenzione, alla sensibilizzazione e alla promozione di una cultura fondata sul rispetto, sulla solidarietà e sul rifiuto di ogni forma di violenza”.

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