Autore Redazione
venerdì
28 Ottobre 2016
08:08
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Cronaca - Valenza

A Valenza al via il ‘question time’: i cittadini potranno fare domande a sindaco, assessori e consiglieri

A Valenza al via il ‘question time’: i cittadini potranno fare domande a sindaco, assessori e consiglieri

VALENZA – Era il novembre 2015 quando Mario Cresta, allora consigliere del Movimento cinque stelle a Valenza, presentò all’assemblea di palazzo Pellizzari una mozione per istituire il question time. “Uno strumento – aveva spiegato Cresta – per consentire ai valenzani di dialogare con gli amministratori prima di ogni consiglio comunale”. Durante quella seduta, però, il confronto tra il consigliere pentastellato e la maggioranza aveva portato al ritiro della mozione da parte dello stesso Cresta, che aveva tuttavia strappato all’amministrazione la promessa di tornare sul tema con un regolamento apposito.

Da allora è trascorso quasi un anno, Mario Cresta è stato sostituito in consiglio da Annamaria Zanghi e il question time è rimasto in sospeso. Almeno sino a ieri sera. La seduta del consiglio comunale di ieri, giovedì 27 ottobre, è stata infatti l’occasione per tornare sul punto con l’approvazione del regolamento invocato un anno fa. Dall’entrata in vigore di quanto deciso dal consiglio, tra qualche settimana, i cittadini valenzani potranno dunque indirizzare domande a sindaco, assessori e consiglieri che risponderanno prima di ogni seduta consiliare.

Le domande dovranno essere presentate con almeno dieci giorni di anticipo rispetto alla convocazione dell’assemblea e potranno essere rivolte agli amministratori direttamente da chi le ha proposte. “L’approvazione del question time – ha spiegato Paola Levati presidente targata PD della commissione consiliare che ha elaborato il regolamento – rappresenta l’offerta di uno strumento ulteriore di partecipazione alla vita politica e amministrativa della città che si coniuga anche con obiettivi di maggiore trasparenza”. Un’opportunità che però non è esente da aspetti critici, per far fronte ai quali, ha proseguito Paola Levati, “si è deciso di prevedere una fase di sperimentazione di un anno, dopo la quale il tema tornerà in commissione per valutare pro e contro del funzionamento e decidere se proseguire con questo strumento”. Una scelta condivisa dal voto unanime del consiglio e dunque anche dai primi proponenti: i rappresentanti del Movimento cinque stelle; che sul tema della trasparenza hanno tentato di rilanciare con una mozione sullo streaming del consiglio ritirata però dalla stessa Annamaria Zanghi. La presenterà alla prossima occasione. Tutto sommato anche la scorsa volta si era partiti da un ritiro. 

Ha collaborato Paride Fusaro

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