Autore Redazione
sabato
13 Febbraio 2021
05:38
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Politica - Alessandria

Indagini alla Solvay, M5S: “Preoccupati per la salute dei cittadini, giunta regionale immobile”

Indagini alla Solvay, M5S: “Preoccupati per la salute dei cittadini, giunta regionale immobile”

ALESSANDRIA – “Positiva l’attenzione degli inquirenti, la speranza è che contribuisca a fare piena luce sui molti punti che non tornano in questa vicenda”. Gli esponenti del Movimento 5 Stelle del territorio Sean Sacco, capogruppo in consiglio regionale, la senatrice Susy Matrisciano e i consiglieri comunali Michelangelo Serra e Francesco Gentiluomo hanno commentato così la notizia delle indagini dei Carabinieri del Noe e della Procura alla Solvay di Spinetta Marengo.

“Ad oggi” hanno sottolineato gli esponenti pentastellati il cC6O4 è stato trovato ovunque nonostante, la produzione sia stata solo sperimentale. Questo mette seriamente in dubbio che Solvay abbia ottemperato alla sentenza di condanna nel 2019 per risolvere le perdite dello stabilimento delle varie sostanza inquinanti. Ciò che più preoccupa è l’assenza di notizie sull’entità dell’inquinamento pregresso e tutte le reali sostanze prodotte e utilizzate da Solvay. Solo recentemente le analisi hanno rilevato la presenta di un altro PFAS, l’ADV, appartenente alla categoria dei PFAS maggiori di 6 atomi di Carbonio come il PFOA. Ma è chiaro che non sapendo cosa cercare, non è possibile effettuare i controlli. Il monitoraggio da parte di ARPA sul cC604 è iniziato solo a giugno nel 2019, ovvero da quando L’Agenzia regionale ha ottenuto lo standard analitico da parte di Solvay. Però Solvay avrebbe iniziato lo sviluppo e l’uso sperimentale del cC604 tra il 2012 e il 2013 per sostituire il PFOA, messo al bando per la sua comprovata tossicità sulla salute umana. Quindi per il cC604 non risulterebbe alcun monitoraggio dal 2013 al 2019″.

“Sappiamo per certo, dai monitoraggi effettuati nel 2019, della forte presenza di cC6O4 in alcune aree interne dello stabilimento e in concentrazioni variabili nelle aree esterne. Nel Bormida sono stati monitorati picchi fino a 45,6 g/l (quando i limiti per altri PFAS sono fissati tra lo 0,1 e lo 0,5 ?g/l). Nel 2020 è stata riscontrata la presenza di alcuni PFAS (PFOA e cC6O4) nel pozzo dell’acquedotto comunale di Montecastello, per il quale è scattata la chiusura. Siamo molto preoccupati per lo stato di salute dei nostri concittadini, ancora più preoccupante è l’immobilismo e l’assenza della Giunta regionale in questa vicenda”.

“A fine 2020 abbiamo proposto all’Assessore alla Sanità Icardi e all’Assessore all’Ambiente Marnati di destinare una parte dei soldi del Recovery Fund per avviare subito un biomonitoraggio umano della popolazione residente vicino al Polo chimico di Spinetta Marengo e proseguire con la Fase 2 dell’indagine epidemiologica a Fraschetta, anche per dare attuazione dall’ordine del giorno n. 217 a prima firma Sacco, approvato ad aprile in Consiglio Regionale. Al momento, purtroppo, non è arrivata nessuna risposta. Solo un imbarazzante silenzio da parte della Giunta Cirio, grande assente in questa vicenda”. 

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