Autore Redazione
mercoledì
7 Ottobre 2026
11:08
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Politica - Alessandria

Sicurezza carceri, Rita Rossa (PD): “Situazione preoccupante, dove sono Buzzi Langhi, Amich e Molinari?”

Sicurezza carceri, Rita Rossa (PD): “Situazione preoccupante, dove sono Buzzi Langhi, Amich e Molinari?”

ALESSANDRIA – Anche Rita Rossa, Capogruppo Pd Consiglio Comunale di Alessandria, interviene sul tema della sicurezza nelle carceri ad Alessandria. In una nota ha esternato timori sulla “situazione preoccupante del Cantiello e Gaeta“, accompagnata “dal centrodestra nazionale e locale” che “continua a riempirsi la bocca di slogan sulla sicurezza, legalità e vicinanza alle forze dell’ordine”. La realtà alessandrina “è un’altra” prosegue Rossa.

“È la storia di un Governo insensibile ai bisogni concreti della città, che prende decisioni verticistiche e le cala dall’alto, ignorando comunità locale, istituzioni cittadine e chi tra quelle mura ci deve lavorare ogni giorno. La carenza di personale e le risorse per far fronte a problemi diffusi, soprattutto di sicurezza, che si registrano costantemente nella casa circondariale “Cantiello e Gaeta”, sono esempi lampanti della mancanza di attenzione.
La trasformazione del carcere di San Michele da casa di reclusione a struttura destinata ad ospitare detenuti in regime di 41-bis ne è la prova provata. Una scelta d’impatto enorme per il territorio, calata sul capo dell’amministrazione comunale senza il minimo coinvolgimento o confronto. Il sindaco e la città apprendono a cose fatte di una decisione che stravolge l’assetto della sicurezza urbana e del tessuto penitenziario locale. Dove sono finiti i tanto decantati principi di sussidiarietà, “ascolto dei territori” e leale collaborazione istituzionale? Evaporati non appena c’è da fare propaganda alle spalle di Alessandria.

“Ancora più paradossale e grave è il disinteresse verso il personale di Polizia Penitenziaria. Agli agenti, già costretti a operare in una situazione carceraria complessivamente pessima, segnata da sovraffollamento, carenze d’organico e strutture inadeguate, viene chiesto un ulteriore sforzo senza garantire adeguate garanzie, strumenti e risorse straordinarie. Convertire una struttura al 41-bis non è un semplice cambio di targa: richiede standard di sicurezza elevatissimi, personale specializzato, supporto logistico e interventi infrastrutturali imponenti. Chiedere alla Polizia Penitenziaria di farsi carico di questo peso “a costo zero” e senza risorse aggiuntive non è solo irresponsabile, è una vera e propria mancanza di rispetto nei confronti di chi serve lo Stato in prima linea.
In tutto questo, il quadro politico locale regala uno spettacolo sconfortante. Di fronte a un’imposizione che penalizza la città e mette sotto pressione gli operatori della sicurezza, dove sono i rappresentanti della destra alessandrina? I vari Buzzi Langhi, Amich e Molinari, solitamente prontissimi a salire in cattedra su ogni fatto di cronaca, su San Michele scelgono la strada del silenzio complice o della minimizzazione. Un atteggiamento che dimostra come l’interesse per la sicurezza di Alessandria valga solo finché non entra in conflitto con le direttive del proprio governo a Roma. Quando il proprio partito decide, il leone locale si trasforma in un agnellino silenzioso”. 

Rita Rossa conclude spiegando che “Alessandria non può e non deve accettare passivamente di essere trattata come una servitù dello Stato senza voce in capitolo. La città e il personale penitenziario hanno il diritto di pretendere risposte chiare, risorse concrete e un reale coinvolgimento nelle decisioni che riguardano la sicurezza del territorio. Basta con la retorica dei proclami: servono fatti, rispetto e investimenti reali”.

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