Autore Redazione
martedì
21 Luglio 2026
19:17
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Politica - Alessandria

Autonomia, Molinari (Lega) contro Futuro Nazionale: “Non prendiamo lezioni da questa gente. Vergognatevi”

Autonomia, Molinari (Lega) contro Futuro Nazionale: “Non prendiamo lezioni da questa gente. Vergognatevi”

ROMA – “Non prendiamo lezioni di Autonomia da questa gente”. Queste le parole del capogruppo della Lega, Riccardo Molinari, nelle dichiarazioni di voto alla Camera sull’Autonomia Differenziata. Nel suo discorso l’esponente del Carroccio si è in particolare scagliato contro gli esponenti di Futuro Nazionale. “A chi si ritiene più autonomista della Lega, ricordo che se si vuole portare la voce del Nord in questa aula e se si vuole portare il tema federalista, si deve sostenere un partito solo, che è quello che da quarant’anni fa questa battaglia, che è la Lega. Posso anche accettare le critiche da qualche leghista deluso che voleva di più, ma non posso accettare critiche sull’autonomia da chi in quest’aula rappresenta un partito che due giorni fa con l’intelligenza artificiale ha messo un video in rete dove il capo del partito marcia su Roma, con un seguito di militari armati tra due ali di folla che fanno il saluto romano. Vergognatevi. Lezioni di autonomia da questa gente noi non le prendiamo”. 

Il politico alessandrino si è anche rivolto al centrosinistra: “Vorrei tranquillizzare i colleghi e chi sostiene che ci sarebbe un furto di risorse dal Sud al Nord. In questa legislatura è stata approvata una Zona economica speciale per il Mezzogiorno, l’80% dei contributi del Pnrr sono andati al Sud, l’80% dei soldi dei bandi per i Comuni vanno al Sud e se parliamo di residuo fiscale, la Liguria è in pari, la Regione Piemonte lascia a Roma ogni anno 10 miliardi, la Regione Veneto lascia 13 miliardi, la Regione Lombardia lascia 56 miliardi. Cari presidenti di regione del Mezzogiorno e cara Schlein: se vogliamo fare protestare i cittadini del Sud contro chi gli toglie i diritti, non devono protestare contro l’autonomia e la Lega, ma contro quei governatori e quella classe politica che hanno ridotto il Sud nello stato in cui è, nonostante la quantità di risorse che hanno avuto da quando esiste la Repubblica”. 

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