Autore Redazione
martedì
28 Novembre 2023
05:52
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Altri Sport - Alessandria

Coppa Davis, anche un alessandrino in cima al mondo: “Sinner e Sonego? Imbattibili pure alla Playstation”

Coppa Davis, anche un alessandrino in cima al mondo: “Sinner e Sonego? Imbattibili pure alla Playstation”

ALESSANDRIA – “Sinner è un ragazzo straordinariamente normale, anche se in campo diventa un robot implacabile. E Sonego può ancora migliorare tanto. Insieme sono imbattibili anche alla Playstation“. C’è anche un alessandrino nell’Italia che a Malaga ha letteralmente riscritto la storia del tennis, portandosi a casa la Coppa Davis 2023, il massimo trofeo per nazionali del circuito dopo una attesa lunga ben 47 anni. Ai microfoni di Radio Gold Davide Cassinello, da oltre un anno preparatore atletico di Lorenzo Sonego e in passato anche di Jannik Sinner, ha raccontato tutta la sua gioia per un traguardo incredibile.

“Sono felice e frastornato” ha sottolineato Cassinello, cresciuto nel nostro capoluogo e trasferitosi poi a Verona otto anni fa e ora a San Benedetto del Tronto “caratterialmente non sono molto portato a gestire tutta la componente mediatica che, in minima parte, sta coinvolgendo anche noi. In un certo senso i ragazzi ancora non si sono resi conto di quello che hanno fatto. Un successo che va oltre. Eppure dal punto di vista tecnico non è un risultato a sorpresa. Non voglio apparire presuntuoso ma i nostri giocatori hanno raggiunto un livello altissimo dal punto di vista tennistico e umano”. Secondo Cassinello, quindi, la vittoria della famosa insalatiera rappresenta “il giusto coronamento dell’evoluzione del tennis italiano. Nel mondo oggi siamo considerati un faro dal punto di vista dell’allenamento e della preparazione atletica. Ovviamente sono i giocatori a fare la differenza ma il sistema si è aperto al confronto e tutti ci hanno guadagnato: dal punto di vista metodologico e umano oggi c’è tanta condivisione. Prima, invece, c’era molta più chiusura. Tra tecnici mancava il dialogo, nessuno era disposto a condividere le proprie idee. Oggi è tutto diverso. Un esempio? Da due anni a questa parte in Nazionale i giocatori possono portare il proprio staff che li segue durante l’anno. Sono più a loro agio e tutto questo facilita la creazione del gruppo. Bisogna riconoscere un grande merito alla Federazione”.

A fare la differenza, secondo Cassinello, è stata infatti anche la componente umana: “Non credo alla fortuna. Stiamo parlando di un grande gruppo di giocatori e uomini. Certo, nelle imprese come queste tutti gli eventi devono incanalarsi nel posto giusto e al momento giusto. Penso ai tre match point annullati da Sinner a Djokovic in semifinale ma anche alla grandissima prestazione di Sonego due mesi fa contro il Cile a Bologna. Dovevamo per forza batterli 3-0 per centrare la qualificazione alle finali di Malaga e così è stato”.

Cassinello ha poi raccontato quello che succede dietro le quinte di una Nazionale così giovane ma già leggendaria: “L’intesa che avete visto in campo, anche dal punto di vista caratteriale, è vera e autentica. I ragazzi hanno instaurato, tra loro, un rapporto straordinario. Anche con noi dello staff. Un aneddoto? Le infinite partite alla Playstation: io e Berrettini da una parte e Sinner e Sonego dall’altra. Purtroppo a Fifa ci hanno sempre battuto, a volte anche 5-1. Loro col Milan e noi con l’Inter. Ma forse l’ho fatto apposta” ha raccontato sorridendo Cassinello, milanista doc.

“Con Sinner siamo rimasti in ottimi rapporti al di fuori del campo, anche se non lavoriamo più insieme. Sonego? Conservo con orgoglio un messaggio che mi ha mandato poco fa, dove mi ringrazia per la professionalità e l’ordine che sono riuscito a infondergli in questo anno di lavoro. Per me è veramente una grande soddisfazione. Come detto può togliersi tantissime soddisfazioni: di sicuro la Coppa Davis vinta e l’evoluzione del nostro sistema di allenamento rappresentano per lui degli importanti stimoli. Ha 28 anni ma, dal punto di vista tennistico, è più giovane. Ha ancora tanti anni di carriera di ottimo livello davanti. E non dimentichiamoci i tanti ragazzi che stanno spingendo per farsi spazio. Uno su tutti? Luca Nardi”. 

Nato nel 1976 (proprio l’anno della penultima insalatiera italiana, un segno del destino), Cassinello in passato aveva già partecipato a una spedizione vincente in Coppa Davis, nel 2018 quando si impose la Croazia e l’alessandrino seguiva Victor Galovic. In quasi 30 anni di carriera da preparatore atletico, ha lavorato anche con l’alessandrino Matteo Donati, con la monferrina Giulia Gabba, con la estone Ani Maret e con Stefano Travaglia. “Da ragazzo sono stato un mediocre atleta, ora sono piacevolmente ossessionato dal mio lavoro”.

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