15 Luglio 2026
12:15
Si fingono Carabinieri per truffare anziani: incastrati da una chat
VERBANIA – Si spacciavano per Carabinieri impegnati a indagare su una rapina in gioielleria, riuscendo così a farsi consegnare oro e contanti da due anziani. La loro fuga, però, è durata poco. I Carabinieri del NOR della Compagnia di Verbania hanno denunciato a piede libero due persone – un uomo di 26 anni e una donna di 36, entrambi residenti nel torinese e già noti alle forze dell’ordine – con l’accusa di truffa aggravata.
I fatti risalgono allo scorso 9 luglio, quando al numero di emergenza 112 sono arrivate numerose segnalazioni da parte di cittadini insospettiti da strane telefonate.
Il raggiro e il bottino
Il meccanismo utilizzato dai truffatori era ormai collaudato: i complici telefonavano spacciandosi per militari dell’Arma e sostenevano di dover visionare oro e contanti custoditi in casa per verificare se fossero collegati a una recente rapina. Subito dopo la chiamata, un finto carabiniere si presentava alla porta per ritirare i beni.
Purtroppo, in due casi il raggiro è andato a segno. Le vittime – una donna nata nel 1956 e un uomo del 1939 – sono cadute nella trappola e hanno consegnato ai malviventi gioielli e contanti per un valore di diverse migliaia di euro.
L’intercettazione e il tentativo di disfarsi delle prove
Grazie alla rapidità delle segnalazioni dei cittadini, la Centrale Operativa ha coordinato le pattuglie sul territorio. I militari della Sezione Radiomobile sono riusciti a individuare l’auto dei sospettati, intercettandola nei pressi dello svincolo autostradale di Brovello Carpugnino.
A bordo del mezzo c’erano i due indagati. Durante il controllo non è stata ritrovata la refurtiva, ma a incastrare la coppia è stato un dettaglio decisivo:
Prima di fermarsi, la donna ha tentato di sbarazzarsi del proprio cellulare lanciandolo dal finestrino. I Carabinieri lo hanno immediatamente recuperato e, analizzandolo, hanno trovato una chat con uno screenshot contenente l’indirizzo esatto e il nome di una delle vittime, presenza che i due non hanno saputo giustificare in alcun modo.
Per il 26enne e la 36enne è scattata la denuncia in stato di libertà alla Procura della Repubblica.