Autore Redazione
mercoledì
30 Settembre 2026
10:38
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Cronaca - Alto Piemonte - Biella

A Biella la shopper che nasce in carcere: tessuti d’eccellenza, economia circolare e riscatto sociale

A Biella la shopper che nasce in carcere: tessuti d’eccellenza, economia circolare e riscatto sociale

BIELLA –  Una borsa che racchiude molte storie: quella dell’eccellenza tessile biellese, quella del recupero di materiali di pregio che altrimenti rischierebbero di restare inutilizzati e, soprattutto, quella di persone che attraverso il lavoro possono acquisire nuove competenze e costruire un percorso verso il reinserimento sociale.

È questo il significato della speciale shopper “phygital” del Distretto Urbano del Commercio di Biella, presentata in occasione della seconda edizione de “La Musica incontra la Moda”, manifestazione organizzata dall’assessorato comunale al Commercio e alle Attività produttive, guidato da Anna Pisani, in collaborazione con Confartigianato.

L’evento, che ha richiamato un numeroso pubblico mettendo insieme moda e cultura musicale, è diventato così anche la vetrina per un progetto che prova a raccontare il territorio attraverso un oggetto di uso quotidiano. La shopper, infatti, non nasce da tessuti qualsiasi, ma da materiali provenienti direttamente da alcune importanti realtà del settore.

Dagli scarti dei lanifici nasce una nuova risorsa

Alla base dell’iniziativa c’è un principio di sostenibilità ed economia circolare. Il progetto, avviato in continuità con la precedente amministrazione, utilizza “fine pezza” e ritagli di campionario di qualità messi gratuitamente a disposizione da prestigiosi lanifici biellesi.

Hanno aderito Piacenza, Vitale Barberis Canonico e Drago, ai quali si aggiunge la casa di tessuti Carnet di Como. Materiali nati per il mondo della moda e della produzione tessile trovano così una seconda vita, trasformandosi in un prodotto destinato a circolare tra le strade, i negozi e le attività commerciali di Biella.Il recupero assume quindi un significato che va oltre la semplice riduzione degli sprechi. Il tessuto diventa il punto di partenza di una filiera che unisce imprese, istituzioni, commercio e sociale.

Le borse prendono forma nel carcere di Biella

È proprio sul versante sociale che il progetto mostra uno dei suoi aspetti più significativi. A confezionare le shopper sono infatti i detenuti della Casa Circondariale di Biella.
In una prima fase sono stati seguiti dalla sarta Angela Maltese e, successivamente, l’attività è proseguita grazie al progetto Samu di Anteo. Dall’esperienza è nato anche un nome scelto dal gruppo: “Samu Sartoria Mucrone”.

Dietro ogni borsa c’è quindi un percorso di apprendimento. I partecipanti hanno avuto la possibilità di avvicinarsi concretamente al mestiere sartoriale, imparando tecniche e sviluppando competenze utilizzabili anche al termine della detenzione.
L’obiettivo non è soltanto produrre un oggetto, ma trasformare il lavoro in uno strumento di formazione e responsabilizzazione, offrendo un’occasione concreta per preparare il ritorno nella società e costruire nuove opportunità nel rispetto della legalità.
In questo modo, i ritagli e i fine pezza recuperati dai lanifici assumono anche un valore simbolico: materiali ai quali viene data una seconda possibilità attraverso il lavoro di persone impegnate, a loro volta, in un percorso verso una nuova fase della propria vita.

Tremila shopper, ognuna collegata al mondo digitale

Tradizione artigianale e innovazione si incontrano poi nell’anima “phygital” dell’iniziativa, termine che indica l’integrazione tra dimensione fisica e digitale. Sono 3.000 le shopper prodotte e ciascuna è dotata di un QR code. Basta inquadrarlo con la fotocamera dello smartphone per accedere a Biella Up, dove è possibile conoscere la storia della borsa e approfondire le finalità del Distretto Urbano del Commercio.
Un piccolo elemento digitale trasforma così la shopper anche in uno strumento di comunicazione: chi la riceve non porta con sé soltanto un prodotto realizzato con tessuti di qualità, ma può scoprire da dove arrivano quei materiali, chi li ha lavorati e quale progetto c’è dietro la loro trasformazione.
“Il successo della sfilata ha confermato la vitalità della nostra città, ma è questa shopper a lasciarci un segno permanente“, sottolinea l’assessore Anna Pisani. “In ogni borsa si intrecciano l’eccellenza dei nostri lanifici, il valore del recupero e un’importante occasione di riscatto sociale. È una parte di Biella che i cittadini possono indossare e portare con sé ogni giorno“.
La shopper diventa così il risultato concreto di una rete che mette insieme mondi differenti: l’industria tessile, l’amministrazione pubblica, il commercio cittadino, l’artigianato e il sistema carcerario. Ora le shopper escono simbolicamente e materialmente dal luogo nel quale sono state confezionate per arrivare nelle mani dei cittadini. Sono infatti disponibili e in distribuzione presso le attività commerciali e i negozi della città che aderiscono all’iniziativa del DUC.

 

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