Autore Redazione
martedì
6 Ottobre 2026
16:24
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Cronaca - Alto Piemonte - Novara

Stazione di Novara, la “zona rossa” sposta il degrado verso Ipazia

Rafforzati i controlli dei Carabinieri nella zona del centro di ricerca di corso Trieste, dove sono "tracimati" singoli e gruppi che la zona rossa tiene lontano dalla stazione ferroviaria
Stazione di Novara, la “zona rossa” sposta il degrado verso Ipazia
NOVARA – L’istituzione della “zona rossa” nei pressi della stazione ferroviaria sta generando un inevitabile effetto domino sulle aree limitrofe. Il giro di vite e la stretta sui controlli in piazza Garibaldi hanno infatti provocato lo spostamento di singoli e gruppi di persone verso il perimetro esterno alla stazione, creando situazioni di degrado e disagio in zone finora meno interessate dal fenomeno.
Tra i punti più colpiti da questo travaso c’è l’area che ospita il Centro di Ricerche Applicate Ipazia, l’imponente struttura situata all’incrocio tra corso Trieste e via Bovio. Il centro, un polo d’eccellenza dove operano ricercatori italiani e internazionali e che accoglie quotidianamente numerosi pazienti per via dei suoi ambulatori dedicati alle malattie autoimmuni e allergiche, si trova ora a fare i conti con presenze sgradite.

L’effetto “spostamento” verso l’Ipazia

A confermare la situazione è il Reparto Operativo del Comando Provinciale dei Carabinieri di Novara. Nelle aree adiacenti alla struttura — in particolare nel parcheggio verso corso Trieste e nella zona verde situata dietro l’edificio — si sono infatti insediati diversi soggetti che prima frequentavano stabilmente lo scalo ferroviario.

Carabinieri in campo per intensificare i controlli

Per contrastare il fenomeno e prevenire problemi di ordine pubblico, l’Arma dei Carabinieri ha immediatamente deciso di potenziare i servizi di pattugliamento e la presenza di militari nel primo cerchio esterno alla stazione.
L’obiettivo dell’intervento è chiaro: assicurare un presidio di legalità visibile e costante, restituendo tranquillità sia ai residenti del quartiere sia ai lavoratori e ai pazienti che ogni giorno frequentano il Centro Ipazia.
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