Autore Redazione
mercoledì
7 Ottobre 2026
17:53
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Cronaca - Alto Piemonte

Chagall a Vercelli: in mostra anche il “Clown dal volto verde” e “Gli innamorati su fondo giallo”

Chagall a Vercelli: in mostra anche il “Clown dal volto verde” e “Gli innamorati su fondo giallo”

VERCELLI –  Per oltre mezzo secolo è rimasto lontano dalle sale delle mostre europee. Ora sarà Vercelli a presentarlo al pubblico per la prima volta nel continente. È “Il clown dal volto verde” di Marc Chagall, dipinto nel 1975 e destinato a diventare uno dei protagonisti dell’esposizione che aprirà martedì 13 ottobre in Arca, riunendo sessanta opere originali del grande artista.
Una prima europea che dà alla mostra vercellese una dimensione internazionale e alla quale si aggiunge un’altra presenza tutt’altro che abituale: “Gli innamorati su fondo giallo”, opera che nei 66 anni trascorsi dalla sua realizzazione è stata mostrata al pubblico soltanto poche volte.
Sono le due gemme di un percorso costruito attorno all’universo poetico e figurativo di Chagall e realizzato dal Comune insieme ad Arthemisia. Due opere provenienti da collezioni private che, per rarità espositiva, trasformano l’appuntamento di Arca in un’occasione difficilmente ripetibile.
A sottolinearne il valore è il sindaco Roberto Scheda, che ha seguito personalmente la realizzazione del progetto. “Un dipinto di Chagall mai esposto prima in una mostra in Europa. Un secondo presentato raramente al pubblico. Vercelli li porterà contemporaneamente entrambi in Arca: questo è un traguardo di portata internazionale“, afferma il primo cittadino.

Il clown che sorride solo nel costume

A catturare inevitabilmente l’attenzione sarà “Le clown au visage vert”, “Il clown dal volto verde”, olio su cartone intelato realizzato da Chagall nel 1975 e proveniente da una collezione privata. L’immagine possiede molti degli elementi che appartengono al mondo fantastico dell’artista, ma dietro l’apparenza dello spettacolo nasconde una dimensione profondamente umana. Il cappello a punta e la gorgiera bianca identificano immediatamente il clown, figura che per definizione dovrebbe divertire. Il suo volto verde, però, racconta qualcosa di diverso: l’espressione è seria, assorta, quasi distante dalla festa che si svolge intorno.
Accanto a lui compare una donna che gli appoggia una mano sul braccio. Chagall avvicina i due personaggi fino quasi a trasformare la scena in un doppio ritratto. Sullo sfondo, invece, acrobati, musicisti e spettatori diventano figure minute, presenze di un mondo dello spettacolo che continua a muoversi mentre in primo piano si consuma un gesto semplice e intimo.
È proprio nel contrasto tra ciò che il clown rappresenta e ciò che sembra provare che il quadro trova una delle sue chiavi più suggestive. L’uomo chiamato a suscitare il riso può essere attraversato dalla malinconia; il costume può definirne il ruolo, ma non cancellarne sentimenti, affetti e inquietudini. La festa prosegue, ma lo sguardo di Chagall si concentra sulla persona che si nasconde dietro il personaggio. Il colore verde rende quel volto immediatamente riconoscibile senza, tuttavia, renderne altrettanto decifrabile lo stato d’animo. Ed è proprio questa ambiguità a conservare intatta la forza dell’immagine.

Gli innamorati e quel giallo che invade la scena

Di tono differente, ma altrettanto significativo, è “Les amoureux sur fond jaune”, «Gli innamorati su fondo giallo», realizzato sessantasei anni fa con olio, inchiostro di china, matite colorate e matita su carta montata su tela. Anche quest’opera arriva da una collezione privata e la sua presenza a Vercelli rappresenta un evento raro. Protagonista assoluto è il giallo, che non funziona semplicemente da sfondo ma sembra costruire lo spazio stesso del dipinto.
Da questa superficie emergono i due innamorati, con i volti stretti l’uno all’altro, mentre in primo piano compaiono un bouquet e una grande coppa di frutta. La coppia, i fiori e i frutti vengono collocati da Chagall all’interno dello stesso universo: amore e natura sembrano appartenere a un unico ciclo vitale, capace di fiorire e rinnovarsi.
Rispetto alle celebri coppie sospese nel cielo e agli innamorati volanti che hanno popolato la produzione giovanile del pittore, qui tutto appare più raccolto. I due protagonisti non sembrano voler sfidare la gravità: restano vicini, quasi immobili. A muoversi sono piuttosto il colore e la materia pittorica, mentre il disegno continua ad affiorare sotto le stesure.
Sono gli anni della vita di Chagall con Vava, Valentina Brodsky, sposata dall’artista nel 1952. Dopo la morte della prima moglie Bella Rosenfeld, avvenuta nel 1944, uno dei temi fondamentali dell’universo chagalliano – quello degli innamorati – ritorna senza cancellare la memoria del passato. Cambia però tono: diventa più quieto, concreto, terrestre. Corpi, fiori e frutti finiscono per abitare lo stesso spazio.

Sessanta opere per raccontare Chagall

I due dipinti saranno i vertici di un percorso composto da sessanta opere originali. Ed è proprio la possibilità di presentarli contemporaneamente che il Comune considera uno degli elementi di maggiore richiamo dell’esposizione.
“Il clown dal volto verde” e “Gli innamorati su fondo giallo” danno a questa esposizione un rilievo che va ben oltre i confini italiani”, sottolinea Scheda. “Sono due ragioni fortissime per venire nella nostra città nel percorso che riunisce 60 opere originali del maestro”.
Il sindaco rivendica anche il lavoro svolto insieme ad Arthemisia per portare a Vercelli un appuntamento di questo livello e rivolge l’invito non soltanto agli appassionati d’arte, ma anche “ai cittadini, alle famiglie e ai giovani”. La mostra diventa così anche uno strumento con cui Vercelli prova a rafforzare il proprio ruolo nel turismo culturale, utilizzando un nome universalmente riconosciuto come quello di Chagall per attirare visitatori e accompagnarli, una volta usciti da Arca, alla scoperta del patrimonio cittadino.

Da Chagall ai tesori di Vercelli

L’obiettivo dichiarato dall’amministrazione è infatti fare in modo che l’esposizione non rimanga un episodio isolato, ma diventi la porta d’ingresso alla città.
“Visitate Vercelli”, è l’invito del sindaco. Perché, terminato il percorso dedicato a Chagall, resta un patrimonio che comprende i quattro musei cittadini, la chiesa di San Cristoforo, definita dal primo cittadino la “nostra Cappella Sistina”, la basilica di Sant’Andrea, il Crocifisso millenario e il celebre Vercelli Book, il manoscritto medievale a lungo avvolto dal mistero di una lingua che in città nessuno era più in grado di leggere. L’operazione culturale assume così un significato più ampio: fare di una grande mostra un punto di partenza per raccontare Vercelli e i suoi tesori. Dal 13 ottobre, però, gli occhi saranno innanzitutto rivolti all’interno di Arca. E soprattutto verso quel volto verde dipinto da Chagall nel 1975: il volto malinconico di un clown rimasto per più di cinquant’anni fuori dalle esposizioni europee e che ha scelto – o, meglio, che qualcuno ha scelto per lui – Vercelli per il suo debutto.

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