Autore Redazione
domenica
12 Luglio 2026
05:30
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Cronaca - Provincia di Pavia

Gambolò, WWF, Lipu e Fondazione Capellino contro la concessione dei terreni di Belcreda: “Pronti al ricorso”

Gambolò, WWF, Lipu e Fondazione Capellino contro la concessione dei terreni di Belcreda: “Pronti al ricorso”

GAMBOLÒ (PV)- Si accende lo scontro sulla delibera con cui il Comune di Gambolò ha concesso per dieci anni strade e terreni pubblici dell’area di Belcreda a un’azienda venatoria privata. WWF Lodigiano Pavese, Lipu e Fondazione Capellino annunciano una dura opposizione al provvedimento, definendolo “manifestamente illegittimo” e annunciando l’avvio di un’azione legale per chiederne l’annullamento.

Secondo le tre associazioni ambientaliste, la decisione dell’amministrazione comunale rappresenterebbe una svendita” del patrimonio pubblico e naturale, oltre a sollevare dubbi sotto il profilo della legittimità amministrativa. Al centro delle contestazioni c’è la vicinanza dei terreni interessati al Sito di Importanza Comunitaria (SIC) “Garzaia della Cascina Portalupa”, area protetta inserita nella Rete Natura 2000 e considerata un importante habitat per la biodiversità.

Le associazioni sostengono che l’inserimento di questi terreni nel perimetro destinato all’attività venatoria sia stato approvato senza le necessarie verifiche ambientali, in particolare senza la Valutazione di Incidenza Ambientale (VINCA) e la Valutazione Ambientale Strategica (VAS). A loro giudizio, si tratterebbe di procedure obbligatorie per garantire la tutela di un’area di elevato valore naturalistico.

WWF, Lipu e Fondazione Capellino contestano inoltre le motivazioni con cui la Giunta ha giustificato la concessione. L’amministrazione avrebbe infatti collegato il provvedimento alla necessità di contrastare l’abbandono dei rifiuti sul territorio attraverso l’installazione di una telecamera in prossimità del ponte sul Cavo Marangoni. Una giustificazione che le associazioni definiscono “pretestuosa e sproporzionata”, sostenendo che la sorveglianza del territorio debba restare un compito delle istituzioni e non possa essere scambiata con la concessione gratuita del diritto di caccia su beni pubblici.

Nel mirino finisce anche l’iter seguito per l’approvazione della delibera. Secondo gli ambientalisti, una concessione decennale di beni immobili comunali avrebbe dovuto essere deliberata dal Consiglio comunale e non dalla sola Giunta. Le associazioni lamentano inoltre il mancato coinvolgimento della Consulta Ambiente, giudicando la procedura poco trasparente e lesiva del confronto con la cittadinanza.

Per questo WWF Lodigiano Pavese, Lipu e Fondazione Capellino hanno affidato a un legale il compito di inviare una diffida al Comune, chiedendo l’annullamento dell’atto in autotutela. Contestualmente hanno informato la Prefettura di Pavia e la Corte dei Conti, segnalando quello che ritengono un possibile danno erariale derivante dalla concessione gratuita di beni pubblici a un soggetto privato per un periodo di dieci anni. Le tre associazioni ribadiscono infine l’intenzione di proseguire la battaglia in tutte le sedi competenti, sostenendo che la tutela della biodiversità e del patrimonio naturale della Sforzesca e della Belcreda debba prevalere su qualsiasi interesse legato all’attività venatoria.

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