Autore Redazione
venerdì
4 Settembre 2026
10:25
Condividi
Cronaca - Pavia

Pavia contro le truffe agli anziani: tornano gli incontri nei quartieri per imparare a riconoscere i raggiri

Pavia contro le truffe agli anziani: tornano gli incontri nei quartieri per imparare a riconoscere i raggiri

PAVIA –  Imparare a riconoscere una truffa prima che sia troppo tardi, conoscere i comportamenti da adottare quando qualcosa appare sospetto e, soprattutto, evitare che le persone anziane si trovino sole di fronte a raggiri sempre più sofisticati. Con questi obiettivi torna a Pavia “Truffe? No grazie, il progetto dedicato alla prevenzione e al contrasto delle truffe ai danni degli anziani.

L’iniziativa è promossa dal Comune di Pavia, in collaborazione con il Comando di Polizia Locale e con il supporto organizzativo dell’associazione Calypso aps, nell’ambito del progetto del Ministero dell’Interno dedicato proprio alla prevenzione di questo fenomeno.

Tra settembre e ottobre 2026 saranno organizzati sei incontri nei quartieri della città, aperti non soltanto agli anziani, ma a tutta la cittadinanza. Una scelta che punta a coinvolgere anche familiari, conoscenti e persone che quotidianamente possono rappresentare un punto di riferimento per chi è maggiormente esposto al rischio di essere raggirato.

L’obiettivo, infatti, non è semplicemente mettere in guardia dalle truffe più diffuse, ma fornire strumenti concreti per riconoscerne i meccanismi e capire come comportarsi quando ci si trova davanti a una situazione sospetta.

Gli appuntamenti avranno un’impostazione partecipativa. Accanto alla formazione tradizionale ci sarà spazio per il confronto e la condivisione delle esperienze personali.
Durante gli incontri saranno mostrati brevi video informativi e verranno organizzate attività di role playing, attraverso le quali i partecipanti potranno trovarsi, per gioco e in un ambiente protetto, all’interno di una situazione che simula un possibile tentativo di truffa.
L’idea è permettere alle persone di ragionare “a mente fredda” su quello che potrebbe accadere nella realtà: quali elementi dovrebbero far scattare un campanello d’allarme? Come rispondere a una richiesta sospetta? Quando è meglio interrompere una telefonata o non aprire la porta? E a chi ci si può rivolgere per chiedere aiuto?

A guidare il confronto saranno un’operatrice dell’associazione Calypso, un agente della Polizia Locale e una psicologa. Al termine delle attività è previsto anche un momento conviviale, pensato per favorire ulteriormente il dialogo e lo scambio di esperienze.

I primi appuntamenti in calendario

Sono già state definite quattro delle date previste dal progetto. Il primo incontro si terrà venerdì 11 settembre alle 17.30 alla Biblioteca Mirabello Scala. Si proseguirà mercoledì 16 settembre alle 18 al Teatro della Parrocchia Sant’Alessandro Sauli. Gli appuntamenti riprenderanno poi nel mese di ottobre: sabato 3 ottobre alle 18 alla Parrocchia del Crocifisso e mercoledì 7 ottobre alle 17 nella Sala Discover di Palazzo del Broletto.

L’Amministrazione comunale sottolinea come il problema non riguardi soltanto le conseguenze economiche di un raggiro. Essere vittima di una truffa può avere ripercussioni profonde anche dal punto di vista emotivo e psicologico, soprattutto quando a essere colpita è una persona anziana.
L’Amministrazione comunale dedica particolare attenzione al fenomeno delle truffe ai danni degli anziani: reati particolarmente odiosi perché colpiscono persone spesso più fragili, compromettendone non soltanto la sicurezza economica, ma anche la serenità e la fiducia negli altri“, sottolinea Rodolfo Faldini, assessore alla Polizia Locale del Comune di Pavia.

Da alcuni anni, ricorda Faldini, Polizia Locale e Servizi Sociali portano avanti un progetto specifico che affianca alle attività di informazione e prevenzione anche un percorso concreto di assistenza e sostegno, compreso quello psicologico, per le persone anziane che hanno già subito una truffa. L’obiettivo è quindi duplice: da una parte aiutare le persone a riconoscere tempestivamente le situazioni di pericolo, dall’altra sostenere chi è già stato vittima di un raggiro, facendo percepire concretamente la vicinanza delle istituzioni e della comunità.

Quella del 2026 rappresenta la seconda annualità degli appuntamenti pubblici dedicati al confronto con gli esperti. L’esperienza dello scorso anno ha evidenziato un forte interesse da parte dei cittadini: agli incontri del 2025 ha partecipato un pubblico attento e disponibile anche a raccontare direttamente le proprie esperienze.Un elemento particolarmente importante perché il mondo delle truffe continua a trasformarsi. Ai raggiri più tradizionali si affiancano infatti quelli che sfruttano smartphone, messaggi, internet e strumenti digitali, aumentando le occasioni attraverso le quali i malintenzionati possono cercare di conquistare la fiducia delle potenziali vittime.

Secondo i dati richiamati dal progetto, una persona su tre sarebbe stata vittima di una truffa. Un fenomeno dunque molto diffuso e, allo stesso tempo, difficile da racchiudere in schemi rigidi proprio perché tecniche e modalità utilizzate possono cambiare rapidamente. Da qui l’importanza della prevenzione: conoscere i meccanismi utilizzati dai truffatori può aiutare a riconoscere più velocemente una situazione anomala e, soprattutto, a non lasciarsi trascinare dall’urgenza, dalla paura o dalla pressione psicologica sulla quale molti raggiri fanno leva.

Il progetto pavese non si fermerà agli incontri nei quartieri. Sono previsti anche spazi strutturati presso alcune Aps cittadine, dove sarà possibile raccontare privatamente la propria esperienza e confrontarsi con una psicologa. Un’opportunità rivolta in particolare a chi ha già subito una truffa e può avere bisogno non soltanto di informazioni, ma anche di ascolto e sostegno dopo un’esperienza che rischia di lasciare conseguenze sulla fiducia e sulla serenità personale.
La campagna comprenderà inoltre la realizzazione di tre brevi video di sensibilizzazione. In questo caso saranno gli stessi anziani a diventare protagonisti e testimonial, affiancando gli esperti impegnati sul campo.

Il messaggio che il Comune vuole portare nei quartieri è semplice: contro le truffe la prima difesa passa dalla conoscenza, dalla capacità di riconoscere i segnali di pericolo e da una rete di persone e istituzioni alla quale sapere di potersi rivolgere. E proprio il confronto diretto tra cittadini, esperti e forze dell’ordine può diventare uno degli strumenti più efficaci per evitare che paura, vergogna o isolamento finiscano per trasformarsi negli alleati dei truffatori.

Condividi