Autore Redazione
mercoledì
30 Settembre 2026
12:22
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Cronaca - Pavia

Dengue, il professor Fausto Baldanti tra i 18 esperti scelti dall’OMS per definire i futuri trattamenti

Dengue, il professor Fausto Baldanti tra i 18 esperti scelti dall’OMS per definire i futuri trattamenti

PAVIA – C’è anche il professor Fausto Baldanti, direttore della Struttura complessa di Microbiologia e Virologia del Policlinico San Matteo di Pavia, tra i 18 esperti internazionali coinvolti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità nel lavoro destinato a tracciare la strada per lo sviluppo dei futuri trattamenti contro la dengue.

Baldanti ha preso parte all’Expert Development Group che ha contribuito alla definizione dei nuovi Target Product Profiles (TPP) dell’OMS, documenti che individuano le caratteristiche considerate prioritarie per orientare la ricerca e lo sviluppo clinico di nuovi farmaci. Il professore del San Matteo è, in particolare, uno dei due esperti affiliati a istituzioni europee che hanno partecipato al lavoro.

Al centro dell’attività del gruppo internazionale c’è una malattia che negli ultimi anni ha assunto un peso crescente per la sanità pubblica mondiale. La dengue è un’infezione virale trasmessa principalmente dalle zanzare del genere Aedes e la sua diffusione interessa ormai numerose aree del pianeta.

I numeri riportati nel comunicato del San Matteo restituiscono le dimensioni del fenomeno: nel solo 2024 sono stati segnalati all’OMS 14,3 milioni di casi e più di 10.500 decessi in 112 Paesi. Dati che evidenziano la necessità di rafforzare gli strumenti a disposizione della medicina sia sul fronte della prevenzione sia su quello della gestione delle persone colpite dalla malattia.

“È una malattia virale trasmessa principalmente dalle zanzare del genere Aedes e rappresenta una crescente minaccia per la salute pubblica a livello globale – spiega Baldanti – Il lavoro dell’Expert Development Group ha contribuito alla definizione dei nuovi TPP pubblicati dall’OMS per orientare lo sviluppo clinico di trattamenti specifici contro la dengue, sia per le forme non gravi sia per quelle gravi“.

Uno degli aspetti più rilevanti è infatti l’attuale assenza di trattamenti antivirali specifici autorizzati contro la dengue. La gestione dei pazienti si basa principalmente sulla terapia di supporto e sulla capacità di riconoscere e affrontare rapidamente le eventuali complicanze.

È proprio in questo scenario che si inserisce il lavoro condotto dall’OMS. I Target Product Profiles definiscono una sorta di quadro di riferimento per indirizzare lo sviluppo delle future terapie. Tra gli aspetti presi in considerazione figurano l’efficacia e la sicurezza dei farmaci, ma anche le modalità e la durata della somministrazione, la stabilità dei prodotti, la loro accessibilità e la possibilità di impiegarli nelle differenti popolazioni.

Gli obiettivi cambiano inoltre in relazione alla gravità dell’infezione. Per le forme non gravi, la ricerca dovrà puntare a terapie capaci di ridurre la durata e l’intensità dei sintomi, oltre a limitare il rischio che la malattia evolva verso condizioni più severe.

Quando invece si è di fronte alla dengue grave, la priorità diventa contrastare la progressione verso l’insufficienza d’organo e le principali complicanze.

“Particolare attenzione – sottolinea Baldanti – dovrà essere riservata alle popolazioni per le quali la gestione della malattia può presentare maggiori complessità”, tra le quali figurano bambini piccoli, anziani, persone affette da altre patologie, donne in gravidanza e pazienti immunodepressi.

Il lavoro internazionale non riguarda però esclusivamente i farmaci. Il documento dell’OMS richiama anche la necessità di rafforzare gli strumenti diagnostici, considerati fondamentali per riconoscere tempestivamente l’infezione. Una diagnosi rapida e affidabile sarà infatti ancora più importante nel momento in cui diventeranno disponibili terapie specifiche, perché permetterà di individuare i pazienti che potranno trarne beneficio.

La dengue rappresenta inoltre un caso emblematico di quanto rapidamente possa cambiare il peso delle malattie infettive nello scenario sanitario internazionale.

“Contribuire al lavoro dell’OMS – conclude Baldanti – significa mettere a disposizione della comunità scientifica internazionale l’esperienza maturata nella ricerca sulle infezioni virali e partecipare alla definizione di criteri condivisi per lo sviluppo di terapie che siano efficaci e sicure, ma anche concretamente accessibili alle popolazioni che ne hanno bisogno”.

La presenza del direttore della Microbiologia e Virologia del San Matteo nel gruppo dei 18 esperti internazionali rappresenta infine un riconoscimento del contributo scientifico maturato a Pavia nel campo delle malattie infettive e delle infezioni virali emergenti. Un’attività di ricerca che, attraverso il lavoro dell’OMS, entra così direttamente nel percorso internazionale chiamato a definire quali caratteristiche dovranno avere i futuri trattamenti contro la dengue.

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