Autore Redazione
lunedì
5 Ottobre 2026
05:06
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Cronaca - Provincia di Pavia

Lomellina, il volontariato fa rete: oltre cento consulenze e nuove alleanze con le istituzioni

Lomellina, il volontariato fa rete: oltre cento consulenze e nuove alleanze con le istituzioni

PROVINCIA DI PAVIA – Una rete che cresce e che punta a trasformare il volontariato da protagonista delle singole iniziative a interlocutore stabile delle istituzioni nella programmazione del welfare locale. È il percorso che CSV Lombardia Sud sta portando avanti in Lomellina, dove è trascorso un anno dall’introduzione della figura dell’animatore territoriale.

Dodici mesi nei quali il lavoro si è sviluppato soprattutto attraverso l’ascolto e la costruzione di relazioni: associazioni messe in contatto tra loro, incontri con istituzioni e cittadini, consulenze, tavoli tematici, momenti di formazione e occasioni pubbliche. Sono state oltre cento le consulenze e i colloqui diretti con associazioni e volontari, con l’obiettivo non soltanto di rispondere alle necessità immediate delle singole realtà, ma di far emergere competenze e disponibilità e creare nuove collaborazioni.

L’idea alla base del progetto è infatti quella di accompagnare il mondo del volontariato e gli Enti del Terzo Settore verso un ruolo sempre più attivo nella vita delle comunità, favorendo il confronto con Comuni, scuole, enti sanitari, imprese e altre realtà private.

Dai bandi regionali alla progettazione condivisa

Le iniziative organizzate a settembre raccontano concretamente il percorso intrapreso. Il 16 settembre più di 30 associazioni hanno partecipato a un incontro formativo dedicato alla preparazione e alla partecipazione ai bandi di Regione Lombardia. Non soltanto una lezione sulle opportunità di finanziamento, dunque, ma un’occasione per affrontare il tema dei partenariati e della capacità delle organizzazioni di progettare insieme.

L’obiettivo è superare progressivamente la logica del singolo progetto e favorire reti in grado di mettere in comune risorse, competenze e conoscenza dei bisogni locali. Esperienze analoghe erano già state proposte all’inizio dell’estate presso le Consulte sociali dei Comuni di Mede e Sannazzaro de’ Burgondi e per il Comune di Broni.

Un secondo fronte riguarda invece un tema particolarmente delicato: quello dei minori stranieri non accompagnati. Il 26 settembre oltre 20 persone hanno partecipato all’incontro di sensibilizzazione dedicato alla figura dei tutori volontari, organizzato a supporto del Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza e della Cooperativa Comin nell’ambito del progetto Philos, finanziato attraverso il FAMI.

L’iniziativa ha cercato di portare maggiormente all’attenzione del territorio una realtà nella quale il volontariato può svolgere un ruolo di prossimità, accompagnamento e tutela. La necessità di ampliare la rete emerge anche dai numeri riportati da CSV Lombardia Sud: in provincia di Pavia sono attualmente 14 i tutori volontari a fronte di circa 70 minori stranieri non accompagnati.

Una camminata per unire salute, ambiente e generazioni

Il lavoro di rete ha trovato un’altra espressione il 2 ottobre, in occasione della Festa dei Nonni. Nell’ambito delle iniziative del Gruppo operativo allargato per la promozione dell’attività fisica e del movimento di ASST Pavia, e con la collaborazione delle Guardie Ecologiche del Parco del Ticino, sono stati organizzati tre percorsi in provincia, a Pavia, Mezzanino e Buccella.

Oltre cento persone hanno partecipato alla camminata sul percorso vigevanese con partenza dalla frazione Buccella. CSV Lombardia Sud ha contribuito a portare l’iniziativa in Lomellina e a coinvolgere diverse realtà locali.

Una semplice camminata diventa così uno strumento per raggiungere più obiettivi contemporaneamente: promuovere l’attività fisica e il benessere, favorire l’incontro tra generazioni, valorizzare gli spazi naturali e contrastare l’isolamento sociale.

Più collaborazione tra volontariato e amministrazioni

La sfida, però, va oltre l’organizzazione degli eventi. Uno dei punti centrali del percorso riguarda infatti la costruzione di rapporti continuativi con le Pubbliche Amministrazioni, affinché il patrimonio di conoscenze ed esperienze maturato dal volontariato possa entrare in maniera più strutturata nei processi decisionali legati al welfare.

Sono in corso confronti per definire accordi di collaborazione con le amministrazioni del territorio, con l’intento di lavorare insieme sulla lettura dei bisogni, sull’individuazione delle risorse presenti nelle comunità e sulla costruzione di percorsi di co-programmazione e co-progettazione.

L’obiettivo è passare dalla collaborazione nata attorno alla singola iniziativa a un metodo più stabile, nel quale le organizzazioni del volontariato vengano coinvolte già nella fase di analisi dei problemi e nella definizione delle priorità. Invecchiamento attivo, salute e benessere, contrasto all’isolamento e all’esclusione sociale, partecipazione civica e valorizzazione del volontariato sono alcuni degli ambiti sui quali si stanno concentrando i confronti.

A sottolineare il valore di questo percorso è Luisella Lunghi, presidente di CSV Lombardia Sud: “L’esperienza della Lomellina rappresenta bene il valore che CSV Lombardia Sud attribuisce all’animazione territoriale: essere presenti nei territori, ascoltare le organizzazioni e accompagnarle nella costruzione di relazioni e progettualità. Vogliamo continuare a essere un punto di riferimento per il volontariato, ma anche un soggetto capace di favorire il dialogo tra Terzo settore, istituzioni e comunità locali. È attraverso questo lavoro di squadra che possiamo contribuire a rendere più solide e partecipate le politiche di welfare dei territori”.

Tre obiettivi per il futuro

Sono tre le direttrici individuate da CSV Lombardia Sud per proseguire il lavoro. La prima consiste nel sostenere e rilanciare la partecipazione del volontariato, creando occasioni nelle quali le associazioni possano incontrarsi, condividere competenze e interpretare insieme i cambiamenti delle comunità.

La seconda riguarda la partecipazione del Terzo Settore alla programmazione del welfare locale, costruendo alleanze e favorendo un dialogo nel quale le associazioni possano portare non soltanto disponibilità, ma anche esperienza e conoscenza diretta dei territori.

La terza direttrice punta infine a rimettere al centro la comunità, rafforzando il ruolo del volontariato nei percorsi di co-programmazione e co-progettazione, in particolare sui temi della salute, dell’invecchiamento attivo, della partecipazione e dell’esclusione sociale.

“In questo primo anno abbiamo visto crescere una modalità di lavoro che mette sempre più in relazione il volontariato con le istituzioni e con gli altri soggetti della comunità. Il valore dell’animazione territoriale sta proprio nella capacità di creare connessioni: tra associazioni diverse, tra volontariato e Pubbliche Amministrazioni, tra esperienze consolidate e nuove energie”, osserva Giancarlo Pozzato, consigliere di CSV Lombardia Sud per la Lomellina.

“La Lomellina ha un patrimonio importante di associazioni, volontari e cittadini che si impegnano ogni giorno. Il nostro compito è contribuire a far emergere questo patrimonio e creare le condizioni perché possa incidere sempre di più nella costruzione delle risposte ai bisogni del territorio”.

Dall’ascolto alle nuove opportunità

Il bilancio del primo anno restituisce dunque l’immagine di una rete ancora in costruzione, ma nella quale associazioni, istituzioni, volontari e cittadini cominciano a trovare nuovi spazi di confronto. La prospettiva per i prossimi mesi è consolidare queste relazioni e trasformarle in forme di collaborazione più strutturate e continuative, affinché il volontariato possa partecipare non soltanto alla realizzazione degli interventi, ma anche alla lettura dei bisogni e alla progettazione delle risposte.

Un metodo che parte prima di tutto dall’ascolto, come spiega Verena Boscolo, animatrice territoriale di CSV Lombardia Sud per l’area Lomellina: “In questo primo anno ho soprattutto ascoltato. Ho incontrato direttamente associazioni e volontari. Dietro ogni contatto c’è una domanda, un bisogno, un’idea o una disponibilità che può diventare una risorsa per la comunità. Il nostro lavoro è spesso partire da una necessità molto concreta per poi provare a fare un passo in più: capire chi altro può essere coinvolto, quali competenze possono essere messe in comune e come quella singola esigenza possa diventare un’occasione di collaborazione”.

L’obiettivo, aggiunge Boscolo, “non è semplicemente organizzare più attività, ma costruire nel tempo metodi di lavoro condivisi che possano generare nuove progettazioni e nuove opportunità di partecipazione. È un lavoro che non si fa da soli”.

Un concetto che sintetizza il senso del primo anno di attività: trasformare singole esigenze e iniziative in relazioni durature, capaci di generare nuovi progetti e rendere il volontariato sempre più partecipe delle scelte che riguardano il futuro della Lomellina.

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