Autore Redazione
giovedì
25 Giugno 2026
05:44
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Cronaca - Pavia

La provincia di Pavia al centro di EXE PO 2026: 400 volontari e maxi esercitazione sul rischio alluvioni

La provincia di Pavia al centro di EXE PO 2026: 400 volontari e maxi esercitazione sul rischio alluvioni

PROVINCIA DI PAVIA – Dal 25 al 27 giugno il territorio pavese sarà tra i protagonisti di EXE PO 2026, la grande esercitazione nazionale di Protezione Civile dedicata al rischio idrogeologico e idraulico nel bacino del fiume Po. L’iniziativa, promossa dal Dipartimento della Protezione Civile insieme ad Aipo e alle Regioni Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto, simulerà una piena eccezionale del Po ispirata all’alluvione che colpì il Nord Ovest nel 2000. L’obiettivo è testare il funzionamento del sistema di allertamento, il coordinamento tra enti e la capacità di risposta delle strutture operative e del volontariato in caso di emergenza.

Le attività nel Pavese

In Lombardia sono coinvolte le province di Pavia, Lodi, Cremona e Mantova, oltre a Varese per le simulazioni sul rischio diga. Complessivamente saranno interessati circa 275 Comuni. Nel Pavese il cuore dell’esercitazione sarà Bastida Pancarana, dove l’Ufficio Operativo di Pavia di Aipo, insieme alla Provincia e al Ccv Pavia, testerà il presidio territoriale idraulico. Le attività comprenderanno le comunicazioni del sistema di allertamento, la chiusura delle paratoie delle chiaviche e le prove di pronto intervento per la difesa degli argini. Lo scenario prevede il progressivo innalzamento del livello del Po all’idrometro di Ponte Becca, con il superamento delle tre soglie di criticità nella giornata di giovedì 25 giugno: codice giallo alle 8.30, codice arancione alle 10.30 e codice rosso alle 12.15.

Formazione e prove sul campo

Venerdì 26 giugno, alla Sala dell’Annunciata di Pavia, si terrà una giornata formativa rivolta ai volontari di Protezione Civile sulle procedure operative, sul sistema di allertamento e sullo scenario dell’alluvione del 2000. Sabato 27 giugno i volontari saranno impegnati a Bastida Pancarana nelle esercitazioni pratiche, che prevedono la chiusura di una chiavica, il monitoraggio degli argini, l’installazione di motopompe per il deflusso delle acque e la realizzazione di telonature e panconature a protezione delle opere idrauliche.

Coinvolti anche due ponti del territorio

L’esercitazione interesserà anche alcune infrastrutture strategiche della provincia. Sarà infatti simulata la chiusura del ponte ferroviario di Bressana Bottarone, gestito da Rfi, e del ponte stradale tra Castel San Giovanni e Pieve Porto Morone, che collega le province di Pavia e Piacenza. L’obiettivo è verificare il corretto flusso di comunicazioni tra gestori delle infrastrutture, sale operative e Prefetture e valutare gli effetti sulla viabilità in caso di reale emergenza.

Visita istituzionale e 400 volontari in campo

Sabato 27 giugno è prevista una visita istituzionale al campo base di Bastida Pancarana e agli scenari operativi allestiti per l’esercitazione. Saranno impegnati circa 400 volontari provenienti da tutta la provincia di Pavia, coinvolti in attività operative, logistiche, di telecomunicazione, assistenza alla popolazione e monitoraggio del territorio nell’ambito dei nove scenari attivati. Giovanni Palli, presidente della Provincia di Pavia, ha sottolineato l’importanza dell’iniziativa. “EXE PO 2026 rappresenta per la Provincia di Pavia un passaggio importante nel percorso che abbiamo disegnato insieme ai tanti attori istituzionali coinvolti: rafforzare la sicurezza del territorio, prevenire i rischi e costruire un’alleanza istituzionale capace di coordinare competenze, comunità e istituzioni davanti alle sfide più complesse”, ha dichiarato. “Dopo anni senza esercitazioni di questa portata, tornare sul campo con circa 400 volontari della Provincia di Pavia significa investire concretamente in formazione, coordinamento e capacità di risposta. È così che la prevenzione diventa organizzazione e che il territorio pavese contribuisce da protagonista alla sicurezza dell’intero bacino del Po”, ha aggiunto Palli.

Una grande esercitazione nazionale

A livello nazionale EXE PO 2026 coinvolgerà quattro Regioni, decine di Comuni e numerosi enti e strutture operative. Saranno utilizzati droni per il monitoraggio degli argini, idrovore e il modulo europeo ad alta capacità di pompaggio. Verrà inoltre testato il sistema nazionale di allarme pubblico IT-alert per il rischio di collasso di grandi dighe. Per evitare equivoci con situazioni reali di emergenza, tutte le comunicazioni ufficiali saranno chiaramente contrassegnate dalla dicitura “ESERCITAZIONE – ESERCITAZIONE – ESERCITAZIONE”.

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