Autore Redazione
lunedì
12 Ottobre 2026
06:00
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News Pop Today

Il 16 ottobre esce “Bidonville”, il nuovo album di inediti dei 24 Grana

Il 16 ottobre esce “Bidonville”, il nuovo album di inediti dei 24 Grana

Dal 16 ottobre sarà disponibile in fisico e in digitale “Bidonville”, il nuovo album di inediti dei 24 Grana. Un disco che parla di ciò che accade ai margini per raccontare, in realtà, ciò che riguarda tutti. Un lavoro in cui la dimensione urbana diventa metafora di una società fragile ma ancora capace di generare bellezza, legami e possibilità. I 24 Grana costruiscono un paesaggio sonoro abrasivo, crudo e diretto, profondamente emozionale. La sperimentazione, da sempre elemento centrale nella ricerca della band, si mette al servizio di un racconto che non cerca risposte semplici, ma prova a restituire la complessità del presente. “Bidonville” (La Canzonetta Record), anticipato dal singolo “Stadera” arriva nell’anno della celebrazione per i trent’anni di carriera della band e promette di raccontare, con lo sguardo lucido e attuale che da sempre contraddistingue il gruppo, il presente e le sue contraddizioni. Dopo trent’anni di musica vissuta all’insegna della ricerca, dell’innovazione e di un linguaggio artistico capace di attraversare generi e generazioni, i 24 Grana inaugurano un nuovo capitolo della loro storia, attraverso una scrittura cinematografica e profondamente umana, la band racconta la realtà senza filtri, trasformando storie individuali in un racconto universale, dove la periferia diventa metafora della condizione esistenziale contemporanea, restituendo dignità poetica alle storie che abitano i margini della città.

“L’idea alla base del disco è quella di raccontare gli spazi urbani ed extraurbani così come vengono vissuti nella contemporaneità. Un insieme di elementi che ne contraddistinguono lo stato di abbandono e marginalità, la rete di relazioni che sottendono le dinamiche sociali di noi abitanti. Le periferie italiane così come le Bidonville disseminate in ogni parte del globo soffrono la precarietà, la mancanza di spazi sociali e di infrastrutture dedicate alla cura delle persone. Vuoti emotivi che generano violenza, sofferenza, disumanizzazione. Dalle “stese” di Napoli alla distruzione di Gaza, le città si trasformano da bellezza a luoghi di sopravvivenza e gli abitanti diventano statistiche, cifre da sovraffollamento. Le storie personali resistono come fili d’erba cresciuti nelle crepe del cemento e la ricchezza è riciclo, riadattamento di materiali e strutture. La musica e le canzoni rappresentano l’amore, la resistenza, l’incredibile vittoria che solo i rapporti umani possono regalare. Il suono del disco diventa così abrasivo, crudo, diretto, emozionale, puntellato da un’elettronica calda, vitale, per quella voglia di dimostrare che un cambiamento può essere sempre possibile, purché il sangue scorra nelle vene e non per le strade – dichiarano i 24 Grana”.

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