ALESSANDRIA – Dopo la chiusura del ristorante “Il Grappolo” a inizio anno, la “pausa di riflessione” della gastronomia-polleria “Boano” in via San Lorenzo ad Alessandria ha inflitto un altro duro colpo al commercio alessandrino. I primi ad essere allarmati dal vortice di chiusure sono gli stessi commercianti del capoluogo, che sempre di più si interrogano su come richiudere una voragine che ormai risucchia anche storiche attività di Alessandria.

Dai microfoni di Radio Gold, Davide Valsecchi di Gelo Club nei giorni scorsi ha invocato azioni rapide per concretizzare opportunità che in città a volte rimangono solo idee. Anche Pico Maccario, che un anno fa ha deciso di investire nella ristrutturazione dell’ex cinema Moderno in piazzetta della Lega, ha provato a dare una scossa ad Alessandria, invitando la città avere più ottimismo e voglia di fare.

Non si può stare fermi” neppure il presidente Ascom Alessandria Vittorio Ferrari e la presidente Confesercenti Alessandria Manuela Ulandi. Entrambi preoccupati dalla difficile situazione del commercio cittadino non vogliono accettare passivamente nuove chiusure di negozi. L’azione, per i due presidenti, deve essere incisiva ma non può guardare solo ai confini del capoluogo o della provincia. “Quando si parla di problemi del centro tendiamo a pensare solo ad Alessandria – ha sottolineato FerrariTutti i presidenti Ascom, però, segnalano criticità e come ribadiamo da tempo sono imprescindibili soluzioni nazionali a carattere legislativo”. Dello stesso avviso anche Manuela Ulandi. “I grandi colossi dell’e-commerce oggi stanno cannibalizzando la grande distribuzione. In questo scenario come può salvarsi il negozietto sotto casa?”.

Le Istituzioni devono quindi mettere mano alla normativa e invertire la rotta perché “non si può andare avanti con regole vecchie che succhiano fino all’ultimo centesimo di tasse ai piccoli negozi e poi permettono ai “grandi” di operare in Italia ma con sedi in paradisi fiscali, ha sottolineato Manuela Ulandi. Anche a livello locale, però, servono azioni per aiutare i piccoli commercianti, hanno aggiunto i presidenti Ascom e Confesercenti. In particolare ad Alessandria “in overdose da grande distribuzione”. Per Manuela Ulandi si deve intervenire sul commercio con progetti “coordinati” perché il tema del commercio deve essere affrontato insieme a quello della mobilità urbana, ad esempio per garantire navette per il centro, ridurre il costo dei parcheggi o ritinteggiare di bianco alcuni stalli blu nel cuore delle città. “Ovviamente si tratta di azioni che hanno un costo per il Comune ma queste sono ‘le scelte’ che deve fare un’amministrazione”. Ad Alessandria l’interlocutore del “commercio” potrebbe però presto cambiare. L’Assessore Riccardo Molinari, eletto in Parlamento, ha già chiarito di voler seguire l’incarico a Roma a tempo pieno e presto Alessandria avrà quindi bisogno di un sostituto. “Una figura che abbia esperienza nei temi del commercio ma non necessariamente un commerciante” ha auspicato Vittorio Ferrari. Serve una persona “competente” e in grado di capire a fondo il tessuto politico ed economico della città per Manuela Ulandi.