NOVI LIGURE/ SERRAVALLE – “Se non si fa shopping per un giorno non muore nessuno”. Il Segretario nazionale Cgil, Susanna Camusso, l’ha ricordato a gran voce, giovedì sera, al Centro Fieristico Dolci Terre di Novi, affollatissimo non solo di dipendenti dell’Outlet di Serravalle ma anche dell’Iper e del Retail Park.

Un centro commerciale non è un servizio essenziale ha rimarcato la leader della Camera del Lavoro, chiamata a Novi da Cgil, Cisl e Uil della provincia. I sindacati di categoria delle tre sigle e le segreterie provinciali ormai da diverse settimane stanno affiancando i lavoratori contrari all’apertura dell’Outlet anche la domenica di Pasqua e a Santo Stefano. Continua dopo il banner

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Una scelta che la direzione del Centro non sembra intenzionata a rivedere. L’ampliamento delle aperture festive, ha spiegato nei giorni scorsi il Designer Outlet, è dettato dalla necessità di rispondere alle esigenze dei turisti italiani e stranieri ed è in ogni caso prevista dall’attuale normativa sul commercio.

Una legge che per i sindacati, con in testa il Segretario Nazionale Cgil, “va cambiata“.Perché tra dare la possibilità di contrattare le aperture e permettere invece di tenere aperto come e quando si vuole c’è un abisso” ha tuonato Susanna Camusso al Centro fieristico di Novi Ligure, raccogliendo gli applausi dei tanti lavoratori.

Una platea ormai sempre più decisa a incrociare le braccia il sabato prima di Pasqua e radunarsi nell’area dell’Outlet di Serravalle per una grande manifestazione. I lavoratori hanno già costituito un coordinamento, ha ricordato Maura Settimo di Uiltucs Uil, che insieme a Fabio Favola di Filcams Cgil e Cristina Vignolo di Fisascat Cisl sta seguendo la delicata partita.

La protesta per l’apertura a Pasqua ha infatti spalancato le porte su un mondo che regge su decine di tipologie diverse di contratti, ha ricordato il segretario Uiltucs. “Ogni negozio applica le sue regole. Tra tempi determinati, part-time e periodi di prova infiniti, c’è anche chi applica il contratto dei tessili anziché quello del commercio. Vogliamo presentare un documento per fissare una serie di paletti, a partire da una adeguata retribuzione per i tanti sacrifici chiesti. Sarà un percorso lungo ma noi siamo molto determinati”.

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