ALESSANDRIA – “Siamo pronte a incontrare il presidente Cirio affinché faccia valere le nostre ragioni a livello nazionale”. Questa mattina tante parrucchiere, estetiste e una rappresentanza del mondo dei tatuatori e delle palestre che fanno personal training si sono ritrovate in via San Lorenzo per fare il punto sulla loro battaglia contro le chiusure, sostenuta da Confassociazioni, la Confederazione delle Associazioni Professionali. “Ci hanno assegnato lo stesso codice Ateco di quei centri massaggi dove spesso si pratica la prostituzione. Noi, però, siamo attività sicure, anche prima della pandemia adottavamo tutti i dispositivi di protezione necessari e oggi lavoreremmo sempre su appuntamento, in sicurezza, un cliente alla volta“. I commercianti hanno già incontrato l’assessore comunale di Alessandria Mattia Roggero. “Il Tar del Lazio già aveva riconosciuto il nostro essere attività essenziale, anche in zona rossa, una sentenza però ignorata nell’ultimo Decreto” hanno aggiunto le esercenti alessandrine “il primo lockdown era motivato, gli altri no: siamo considerati capri espiatori e molti di noi non riapriranno più. Questa situazione, inoltre, alimenta il lavoro nero: se fossimo aperti, invece, tutto si svolgerebbe in sicurezza”.

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