QUARGNENTO – Un’onda d’urto così forte da infrangere i vetri di una porta della sua casa, distante un centinaio di metri dalla cascina. Giuseppe Dallerba, un cittadino di Quargnento che abita vicino al luogo della tragedia di questa notte ha ricostruito così quei momenti drammatici: “Il primo scoppio non l’ho sentito, mi ha svegliato mia moglie e subito mi sono avvicinato alla strada. C’erano già i Vigili del Fuoco e i Carabinieri che mi hanno invitato a tornare in casa. Mentre stavo rientrando, era circa l’1 e mezza ho sentito una deflagrazione inimmaginabile, fortissima. Poi mi sono avvicinato e sentivo le voci dei superstiti che chiamavano i loro compagni“. La voce di Giuseppe poi si interrompe, rotta dalle lacrime. Impossibile non tornare con la mente a quel silenzio irreale, dopo il secondo scoppio, rotto solo dalle grida dei soccorritori: “Una catastrofe, nella mia testa ripenso a questo: ne valeva la pena? Dopo il primo scoppio, dentro la casa non c’era nessuno”. 

In quei momenti concitati, poi, Giuseppe Dallerba ha raccontato anche di aver parlato col padre del proprietario della cascina, Giovanni Vincenti, padre di Stefano: “Mi ha detto che qualcuno ha voluto fargli un dispetto. Non so se ci sia stata o no un’effrazione. Lui chiudeva sempre la sua proprietà, il cancello era chiuso. Tant’è vero che i Vigili del Fuoco, per entrare, hanno rotto la catena. Non so spiegarmi cosa è successo”. 

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