Cronaca

Peste suina, la provocazione dell’imprenditore: “Cammino nei boschi e ora venitemi a prendere”

CANTALUPO LIGURE – Il messaggio è di quelli forti e provocatori. Ma Gianluigi Mignacco, imprenditore agricolo produttore di Timorasso, non vuole essere accostato a tesi no-vax o anti-sistema in senso generale “perché non sono posizioni che condivido“. Il suo è stato un formale atto di disubbidienza nei confronti di “un’ordinanza insensata che, ancora una volta, colpisce gli agricoltori“. Il riferimento è legato al provvedimento preso per arginare la diffusione della peste suina africana che recentemente ha colpito anche l’Alessandrino, e specialmente le zone di confine con la Liguria. Mignacco ha sostenuto che tale provvedimento sia insensato e privo di valenza scientifica. Così ha deciso di violarlo. Lo ha fatto semplicemente facendo una passeggiata per quei boschi che tanto ama, filmando il tutto e raccontando quali siano i problemi che, ogni anno, gli agricoltori devono affrontare anche a causa della fauna selvatica.

In tutti questi anni abbiamo avuto danni da parte dei cinghiali. Lo scorso anno abbiamo perso il 30% del raccolto“, spiega nel corso del video. Una perdita significativa per qualsiasi impresa, grande o piccola che sia. “Perdere il 30% significa per un’azienda significa non stare in piedi. Questo danno causato dai cinghiali non è mai stato riconosciuto da nessuno“. Per questo, come spiega Mignacco gli agricoltori della zona, a loro spese, hanno avviato una causa civile “per il riconoscimento dei danneggiamenti provocati dalla fauna selvatica“. L’imprenditore Agricolo ha sottolineato di aver sempre rispettato tutte le regole “da quelle pandemiche sino a quelle agricole“. Non quelle dell’ultima ordinanza che ha violato deliberatamente come atto di protesta.

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