Autore Redazione
lunedì
17 Maggio 2021
11:49
Condividi
Cronaca - Alessandria

“Sensibilizzazione, non repressione”. La lettera dell’avvocato delle titolari del Bar multato per i pesci rossi

“Sensibilizzazione, non repressione”. La lettera dell’avvocato delle titolari del Bar multato per i pesci rossi

ALESSANDRIA – La storia dei tre pesciolini rossi del Bar Invidia 97 di corso Lamarmora 77 è ormai nota a tutti. Una mattina, Sharon, titolare del locale, è stata sanzionata con 100 euro di multa da due Ispettori Ambientali di Amag Ambiente. Il motivo? I tre carassio dorati erano tenuti in una boccia di vetro senza filtraggio dell’acqua. Una situazione vietata dal Regolamento Comunale a tutela degli animali.

Sharon non era a conoscenza di queste regole, ha pagato la multa – grazie alla generosità della sua clientela – e si è anche scusata. Anzi gli è stato donato un acquario dove potrà tenere i tre animaletti. Ma tutto questo non è bastato: l’associazione animalista Agire Ora Alessandria ha scritto una lunga lettera in cui ha tacciato la barista di “mancanza di empatia”. A questo punto interviene Mauro Vaccaneo, avvocato delle titolari del bar, il quale ha voluto fare chiarezza attraverso una lunga lettera.

In primis, ribadiamo che le titolari amano gli animali e hanno cuore il loro benessere e quindi, appena appreso che non fosse possibile ospitare dei pesci in una comune sfera di vetro (che va precisato, anche se non a norma era comunque di dimensioni rispettose), pur nel dispiacere del ricevere una sanzione in un periodo così difficile, che è parsa come una beffa, si sono mostrate disponibili a rimediare immediatamente chiedendo di ricevere le indicazioni del caso”, si legge.

Ancora: “Ciò che rammarica, e che probabilmente ha innescato l’eco alla vicenda, è piuttosto il fatto che spesso si provveda direttamente a reprimere e sanzionare anziché prevenire e sensibilizzare su normative spesso sconosciute ai più (come il divieto di ospitare i pesci in recipienti rotondi). Ciò lo dimostra il fatto che lo stesso regolamento in questione, che concerne la tenuta degli animali in genere, tra i quali anche i pesci, prevede che gli uffici preposti pongano in essere, con cadenza almeno annuale, campagne informative sui diritti degli animali, proprio al fine di rendere note regole che difficilmente verrebbero conosciute”. E viene ribadito che, purtroppo, tale divieto è sconosciuto ai più, anche perché “sono gli stessi negozi di animali a continuare a commercializzare oggetti del genere”.

Una riflessione è rivolta anche all’anonimo segnalatore, che ha preferito rivolgersi direttamente alle autorità competenti senza informare prima le titolari del locale: sicuramente, una volta venute a conoscenza del regolamento, avrebbero provveduto. Ma così facendo è scattata la sanzione, “conseguenza che nella situazione di estrema difficoltà attualmente vissuta dagli esercizi commerciali è certamente la meno auspicabile. Ecco quindi che quel probabile senso civico che l’anonima figura pensava di muovere a tutela degli animali è stato offuscato dal suo stesso modo di agire non così desiderabile. È questo il nodo critico, non altro”.

Infine, l’avvocato ringrazia il Sindaco e gli assessori per il gesto solidale, che ha risparmiato alle titolari un’ulteriore spesa in un momento complicato. Gesto che, “a differenza di quanto sostenuto da alcuni, non sminuisce assolutamente l’operato degli ispettori, ma anzi, ha solamente voluto mostrare solidarietà ad un esercizio commerciale già da tempo duramente provato e, dando loro un ambiente più confortevole, sensibilità verso gli stessi animali”.

Condividi