28 Gennaio 2026
07:07
Altra brutale aggressione nel carcere di Pavia: 10 agenti coinvolti, 4 in ospedale
PAVIA – Un nuovo gravissimo episodio di violenza è stato segnalato all’istituto penitenziario di Pavia. Quella che doveva essere una normale operazione di polizia si è trasformata in un’aggressione brutale ai danni del personale di Polizia Penitenziaria: il bilancio è pesante, con circa dieci agenti coinvolti, quattro dei quali trasportati in ospedale. Durante una perquisizione ordinaria, un detenuto ha inizialmente finto un atteggiamento collaborativo. Tuttavia, al momento del rientro in camera, l’uomo si è scagliato con inaudita ferocia contro gli agenti della sezione. Calci, pugni e insulti hanno dato il via a una colluttazione che ha richiesto l’intervento d’urgenza di altri colleghi e dei vertici operativi. Un ispettore è stato colpito da uno schiaffo talmente violento da rimanere stordito, venendo poi bersagliato da ulteriori colpi dai quali è riuscito faticosamente a svincolarsi solo grazie alla propria esperienza e prestanza fisica.
“Quello che è accaduto a Pavia è il sintomo di un sistema che fa acqua da tutte le parti” ha dichiarato Alessandro Macaluso, Segretario Regionale Lombardia. “È scandaloso che un soggetto di tale pericolosità, capace di mandare quattro persone in ospedale, sia ancora ristretto nella medesima cella senza alcun provvedimento immediato. La Lombardia non può diventare un ring dove i poliziotti penitenziari sono i sacchi da boxe dei detenuti. Chiediamo che l’Amministrazione si svegli e provveda all’allontanamento immediato di questo individuo”.
Il Presidente nazionale del Con.Si.Pe., Mimmo Nicotra, ha espresso la sua totale solidarietà ai colleghi feriti, puntando il dito contro l’inerzia burocratica: “A Pavia si è consumato l’ennesimo scempio ai danni dello Stato. Non tollereremo che l’aggressione ai nostri Ispettori e agenti venga trattata come un banale incidente di percorso. Chiedo ufficialmente al Dap e alla Direzione Generale del Personale un segnale di fermezza: il detenuto deve essere trasferito d’urgenza. Se il personale non viene tutelato immediatamente dopo fatti così gravi, viene meno l’autorità stessa dello Stato all’interno delle carceri“. Il Con.Si.Pe. resta in stato di mobilitazione e monitorerà costantemente la situazione dei colleghi ospedalizzati, riservandosi ogni ulteriore azione di protesta a tutela della categoria.